13 Jan, 2026 - 16:00

Sicurezza urbana e Pronto Soccorso sotto pressione: il Prefetto di Terni convoca il Comitato per l'emergenza

Sicurezza urbana e Pronto Soccorso sotto pressione: il Prefetto di Terni convoca il Comitato per l'emergenza

Terni torna a interrogarsi sul proprio equilibrio in difesa della sicurezza urbana. Domani, mercoledì 14 gennaio, il Prefetto di Terni Antonietta Orlando ha convocato il Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica per fare il punto su una città che chiede risposte, dopo una sequenza di episodi violenti che hanno riacceso l’allarme sicurezza, dentro e fuori i luoghi più sensibili.

Il tavolo istituzionale arriva in un momento delicato. Da un lato le aree della cosiddetta movida, presidiate con continuità dalle forze dell’ordine. Dall’altro il Pronto Soccorso dell’Azienda Ospedaliera “S. Maria”, diventato negli ultimi mesi teatro di aggressioni che hanno colpito medici e infermieri, trasformando l’emergenza sanitaria in un fronte avanzato dell’ordine pubblico.

Sicurezza urbana, controlli interforze e movida: la strategia sotto la lente del Comitato

Al centro della riunione convocata dalla Prefettura, l’analisi degli esiti dei servizi di controllo interforze, rafforzati anche nel fine settimana appena trascorso. Pattuglie della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e della Polizia Locale hanno operato congiuntamente, alternando presidi fissi e vigilanza dinamica nelle principali zone di aggregazione del centro cittadino.

L’attenzione resta alta soprattutto nelle aree serali e notturne, dove il mix tra afflusso di persone, consumo di alcol e tensioni sociali ha mostrato più volte la sua fragilità. Il Comitato è chiamato a valutare se il dispositivo messo in campo sia sufficiente o se occorra un ulteriore salto di qualità, sia in termini di presenza sia di coordinamento operativo. In ballo c'è soprattutto la cosiddetta "emergenza Maranza", con aggressioni ripetute di giovani nordafricani a coetanei ed eadulti.

La linea della Prefettura punta a un approccio pragmatico. Controlli mirati, visibili ma non invasivi, e una lettura costante dei dati per adattare gli interventi alle dinamiche reali della città. Una sicurezza che non sia solo percepita, ma misurabile.

Aggressioni al personale sanitario del Pronto Soccorso, un’emergenza che entra nell’agenda della sicurezza pubblica

All’ordine del giorno anche un tema che ha superato da tempo i confini della sanità. Le aggressioni al personale del Pronto Soccorso del nosocomio ternano, in particolare dopo i gravi disordini di fine anno, rappresentano un campanello d’allarme che le istituzioni non intendono ignorare.

Nella notte tra il 30 e il 31 dicembre 2025, undici operatori, tra medici e infermieri, sono stati vittime di un episodio di violenza all’interno della sala rossa. Un fatto che ha segnato un punto di non ritorno nel dibattito pubblico. In un contesto dove, come ha ricordato l’Azienda Ospedaliera, “il tempo è oro per la salvezza del malato”, la violenza diventa un fattore di rischio non solo per chi cura, ma per l’intero sistema.

Già nei mesi precedenti, a settembre 2025, due infermieri erano rimasti feriti in episodi distinti, riportando lesioni con prognosi di 30 giorni. Numeri e storie che raccontano una tensione crescente, non più episodica.

Il tavolo permanente in Prefettura: Regione e Ospedale insieme per la prevenzione

Proprio su questo fronte, il Comitato segnerà l’avvio operativo del tavolo permanente coordinato dalla Prefettura, con la partecipazione della Regione Umbria e dell’Azienda Ospedaliera “S. Maria”. Un organismo previsto dal Protocollo d’intesa siglato il 25 novembre scorso, pensato per trasformare l’emergenza in governance.

L’obiettivo è chiaro: prevenzione, risposta rapida, tutela degli operatori. Non solo più forze dell’ordine, ma procedure condivise, formazione specifica e canali diretti con la Questura. L’ospedale, del resto, è già dotato di un posto fisso di Polizia e di un servizio di vigilanza armata attivo 24 ore su 24.

Il direttore generale Andrea Casciari ha ribadito che “la violenza contro chi lavora in corsia è inaccettabile” e che proteggere gli operatori significa difendere il diritto alla cura dei cittadini. Un principio che trova sponda anche negli Ordini professionali, dall’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Terni all’Ordine dei Medici, che chiedono tolleranza zero e interventi strutturali.

Dati, norme e responsabilità: quando la sicurezza diventa sistema

I numeri regionali parlano chiaro. Gli episodi di violenza in ambito sanitario sono in aumento, con un’incidenza che colpisce soprattutto infermieri e donne nella fascia 30-39 anni. Un trend che ha spinto il legislatore a rafforzare il quadro normativo, introducendo la procedibilità d’ufficio e pene più severe, fino all’arresto anche in differita.

Ma la norma, da sola, non basta. Il Comitato convocato a Terni rappresenta un passaggio politico e istituzionale preciso: la sicurezza urbana e quella sanitaria non sono compartimenti stagni. Si tengono insieme, si influenzano, richiedono una visione integrata.

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Federico Zacaglioni
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