14 Jan, 2026 - 14:30

Liste d’attesa falsate in Umbria: la Lega attacca Proietti. "Cittadini esclusi dal sistema sanitario"

Liste d’attesa falsate in Umbria: la Lega attacca Proietti. "Cittadini esclusi dal sistema sanitario"

Non solo liste d’attesa lunghe, ma liste che non vengono alimentate dalle richieste dei pazienti. È la grave accusa che Enrico Melasecche, capogruppo della Lega all’Assemblea legislativa dell’Umbria, rivolge alla giunta regionale guidata dalla presidente Donatella Proietti.

Il meccanismo denunciato: le prescrizioni mediche, quando non c’è uno slot disponibile nei Cup delle farmacie, verrebbero semplicemente rifiutate, senza neppure essere registrate. Un sistema che, di fatto, cancellerebbe amministrativamente la domanda di cure, falsando al ribasso i dati ufficiali delle attese e lasciando i cittadini senza tutele. La replica di Proietti, anticipata ieri con un comunicato stampa, non placa le polemiche. Anzi, per Melasecche, quel tempismo "difficilmente casuale" solleva una "questione di dubbia correttezza istituzionale". Lo scontro, ormai inevitabile, è fissato per il 22 gennaio in Consiglio regionale.

Il meccanismo della beffa: quando la prescrizione non entra nemmeno nel sistema

Il caso ha il sapore amaro di una beffa per il paziente. Immagini di presentare la ricetta del medico in una farmacia convenzionata, con l’urgenza scritta nero su bianco, e sentirvi rispondere che non è possibile prenotare perché "le liste sono chiuse". La prescrizione vi viene restituita. Non parte alcuna prenotazione, non viene generato un codice di attesa, non si attiva alcun percorso di tutela. Semplicemente, per il sistema sanitario regionale, quella richiesta di cura non è mai esistita.

È questa la prassi denunciata con forza da Enrico Melasecche, che ieri ha reso pubblica un’interrogazione dettagliata presentata in Regione. Un atto che nasce, assicura, da "segnalazioni concrete" e che punta il dito contro una distorsione sistemica"Colpisce che, dopo qualche ora dalla protocollazione del mio atto, la presidente della Regione abbia diffuso un comunicato stampa che interviene esattamente sugli stessi temi", attacca il consigliere leghista. Una mossa che interpreta come un tentativo di anticipare a mezzo stampa risposte dovute al Consiglio, bypassando il confronto istituzionale in aula.

La risposta attraverso un comunicato stampa e la verifica sul campo a Terni

Il comunicato della presidente Stefania Proietti, diffuso nella giornata di ieri, 13 gennaio, aveva cercato di gettare acqua sul fuoco, ribadendo l’impegno della Giunta nel monitorare le liste d’attesa e garantire i livelli essenziali di assistenza. Rassicurazioni che suonano come un "monologo scollegato dalla realtà" per Melasecche. Tanto che, nella serata stessa, il capogruppo della Lega ha voluto verificare di persona.

"Alle ore 18 presso una farmacia di Terni, di fronte a testimoni, ho riscontrato quanto non sia veritiera la narrazione della presidente Proietti", dichiara senza mezzi termini. Il caso testato riguardava una prescrizione del 21 novembre 2025, con indicazione di erogazione entro 30 giorni. Oltre il termine dei 30 giorni, non solo la prestazione non era stata erogata, ma la richiesta non risultava neppure presa in carico dal sistema. Un buco nero amministrativo.

"Nessuna registrazione, nessun tracciamento, nessuna tutela", scandisce Melasecche. "È questo il nodo: non solo il ritardo sulle prestazioni, ma la cancellazione amministrativa della domanda. Quando accade questo, le liste d’attesa non rappresentano più la realtà. Le richieste non registrate non vengono conteggiate, il fabbisogno assistenziale risulta falsato e la programmazione sanitaria si basa su dati incompleti".

Le conseguenze del sistema: un successo solo apparente e la rinuncia alle cure

L’effetto di questa procedura, secondo l’esponente della Lega, è duplice e perverso. Da un lato, produce un traguardo di facciata: liste d’attesa che appaiono più snelle e in miglioramento, numeri che possono essere presentati come un successo di governo. Dall’altro, abbandona il cittadino a se stesso, privandolo degli strumenti di garanzia previsti dalla legge, come i percorsi di tutela che dovrebbero scattare automaticamente in caso di ritardo oltre i tempi massimi.

"In questo modo si ottiene un risultato che è solo apparente: liste d’attesa formalmente più leggere, ma cittadini sempre più soli", afferma Melasecche. Le ricadute sociali sono pesantissime: chi può, si rivolge al privato accollandosi le spese; chi non può, spesso, rinuncia alle cure. A questo si sommano i disagi della mobilità forzata, con appuntamenti assegnati lontano dal domicilio, e l’aumento della cosiddetta "mobilità passiva", che grava ulteriormente sui conti regionali.

Lo scontro in consiglio regionale e le altre ombre sull’amministrazione Proietti

Oltre al merito sanitario, Melasecche solleva dunque una questione di metodo e trasparenza. "Stiamo valutando anche azioni nel merito, poiché la mancanza di presa in carico delle richieste risulta illecita", annuncia, lasciando intendere possibili sviluppi giuridici della vicenda. Poi, allarga il campo a un malessere più generale: "Sarà chi di dovere a stabilire se il mancato rispetto della legge dipenda da disfunzioni del sistema, comunque addebitabili a chi detiene la delega alla Sanità, oppure ad una scelta politica".

Un’allusione che si carica di tensione quando il consigliere lega queste criticità ad altre "vicende che mettono in difficoltà la presidente", citando esplicitamente "la vicenda del contributo per l’albergo di famiglia" e il "viaggio in Giappone per Expo 2025". Un corto circuito che unisce la gestione del quotidiano alla percezione dell’etica pubblica.

Tutti i nodi, promette Melasecche, verranno al pettine il 22 gennaio, quando la presidente Stefania Proietti sarà formalmente chiamata a rispondere in Aula alla sua interrogazione"È in quella sede che dovranno essere chiariti i fatti, spiegate le prassi adottate e assunte le responsabilità politiche e amministrative di quanto sta accadendo", conclude. Sarà il banco di prova per una giunta regionale sotto pressione, tra numeri contestati e diritti di cittadinanza che rischiano di evaporare in una procedura d’ufficio.

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Federico Zacaglioni
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