13 Jan, 2026 - 14:00

Fratelli d'Italia dopo lo Statuto: rivendicata linea unitaria, a Terni è tensione interna sul voto contrario di Cecconi

Fratelli d'Italia dopo lo Statuto: rivendicata linea unitaria, a Terni è tensione interna sul voto contrario di Cecconi

Il giorno dopo l’approvazione del nuovo Statuto comunale, in Fratelli d’Italia il confronto interno esce dai corridoi di Palazzo Spada e si trasforma in una presa di posizione netta del partito a sostegno del capogruppo Pastura. Il voto contrario del consigliere Marco Cecconi, isolato rispetto al resto del gruppo consiliare, apre una frattura politica che il partito decide di affrontare a viso aperto.

A guidare la risposta sono il capogruppo Roberto Pastura e la consigliera Elena Proietti Trotti, le cui parole trovano il pieno sostegno del coordinamento comunale guidato da Maurizio Cecconelli. La linea è chiara: difendere il lavoro svolto in Commissione e riaffermare il principio di coesione come architrave dell’azione politica.

Statuto comunale e disciplina di gruppo: la posizione di Fratelli d’Italia dopo il voto in Consiglio

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Il gruppo consiliare di FdI rivendica un percorso lungo e strutturato, fatto di mesi di confronto in Commissione speciale e culminato in un voto favorevole condiviso. La scelta di Cecconi di votare contro viene letta come una decisione autonoma, legittima sul piano personale ma politicamente divergente. “Per come intendo il ruolo di capogruppo mi impone oggi una chiarezza frontale, per quanto scomoda”, scrive Roberto Pastura, respingendo l’idea di una gestione silenziosa del dissenso.

Nel comunicato, il capogruppo contesta l’impostazione del collega, accusato di aver assunto una postura solitaria e autoreferenziale. “La politica vera si misura sui contenuti e sulle proposte e non sulla conservazione di schemi ormai superati”, è il passaggio che segna il confine politico tracciato dal gruppo. La Commissione, sottolinea Pastura, aveva raggiunto un’unanimità ora messa in discussione per motivazioni definite più personali che istituzionali.

Il nodo centrale diventa così il merito delle contestazioni. Sul tema dei “motivi di riservatezza”, indicati da Cecconi come un limite alla trasparenza, la replica è tecnica e giuridica. “Non è discrezionalità, è legalità”, scrive il capogruppo, richiamando l’obbligo imposto dal GDPR di bilanciare accesso agli atti e tutela dei dati sensibili. Adeguare lo Statuto, secondo FdI, significa anche proteggere il Comune da ricorsi e sanzioni, evitando di restare ancorati a norme del 2001.

Coordinamento comunale e coesione politica: il sostegno a Pastura e Proietti Trotti

Sulla stessa linea si colloca il coordinamento comunale. In una nota firmata da Maurizio Cecconelli, il partito ribadisce che l’obiettivo resta la costruzione di una posizione unitaria, capace di tenere insieme sensibilità diverse ma fondata sulla responsabilità collettiva. “Il rispetto per la comunità impone di accettare le decisioni del gruppo”, scrive il coordinatore, chiarendo che il pluralismo interno non può tradursi in iniziative che mettano in secondo piano l’interesse comune.

Il coordinamento entra anche nel merito delle altre critiche mosse da Cecconi. Dalla rimozione dell’articolo sulla comunicazione, giudicata un falso arretramento perché lo Statuto deve limitarsi ai principi fondamentali, fino al rapporto con le associazioni, dove il richiamo a “attitudine e capacità operativa” viene rivendicato come superamento dell’assistenzialismo. “La discrezionalità si combatte con bandi trasparenti, non blindando procedure novecentesche”, è il messaggio politico che emerge.

Voto ponderato e numero legale: per Fratelli d'Italia seguita la normativa degli enti locali

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Sul voto ponderato e sul numero legale, FdI difende scelte ritenute coerenti con il TUEL e con il principio di proporzionalità democratica. Anche la definizione del sindaco come “Capo dell’Amministrazione” viene ricondotta a una terminologia normativa, respingendo l’accusa di deriva accentratriche come espressione di una visione frammentata che la destra, rivendica il gruppo, ha sempre contrastato.

La conclusione è affidata a un richiamo politico che vale oltre il caso specifico. “L’opposizione si fa per la città, non per un trafiletto sui giornali”, scrive Pastura, sintetizzando una linea che guarda avanti e archivia lo Statuto del 2001 come documento figlio di un contesto ormai superato. Il coordinamento comunale fa propria questa impostazione e chiude il cerchio: la forza del partito, ribadisce Cecconelli, sta nella capacità di esporsi, difendere la coesione e lavorare come comunità. Una presa di posizione che, all’indomani del voto, segna il perimetro politico entro cui Fratelli d’Italia intende muoversi.

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Federico Zacaglioni
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