La macchina amministrativa di Terni volta pagina. Il Consiglio comunale approva il nuovo Statuto: un Comune più agile e trasparente.
Una votazione netta, 28 favorevoli e 3 contrari, ha chiuso nella sala consiliare di Palazzo Spada, un iter lungo dieci mesi. Il Consiglio comunale di Terni ha dato il via libera definitivo al nuovo Statuto e al regolamento consiliare, un’operazione di “svecchiamento” che riscrive le regole del gioco per l’amministrazione cittadina.
Il testo, frutto del lavoro di una commissione speciale che si è riunita trenta volte, riduce gli articoli da 96 a 70 con un obiettivo dichiarato: conferire maggiore funzionalità agli organismi istituzionali e modernizzare la macchina comunale. Un restyling normativo che tocca punti sensibili, dall’organizzazione del potere ai gettoni di presenza, passando per una ridefinizione degli strumenti di partecipazione.

Il documento, approvato all’unanimità in commissione l’8 ottobre scorso, traccia una linea netta con il passato. Vengono formalmente abolite le circoscrizioni di decentramento territoriale, la cui attività si era di fatto già spenta il primo gennaio 2010. Per bilanciare, lo Statuto istituisce il garante comunale dei diritti delle persone private della libertà personale e conferma il Centro per le pari opportunità.
Cuore della riforma è il riassetto del Consiglio comunale e delle sue Commissioni. Le convocazioni dell’assemblea potranno ora avvenire tramite pec con termini ridotti: 4 giorni in ordinario, 24 ore in caso di urgenza. Il numero delle commissioni permanenti passa a cinque, di cui quattro istruttorie (una in più rispetto al passato) più quella di controllo e garanzia. Previsto, nelle intenzioni dei redattori, anche il "rafforzamento del ruolo del presidente del consiglio comunale". Un emendamento del Pd, approvato in aula, ha inoltre innalzato da 14 a 16 il numero minimo di consiglieri necessari per convocare l’assemblea in seconda battuta.
La figura del Sindaco esce potenziata dal nuovo dettato statutario. Vengono aggiornate le disposizioni su nomina, revoca e incarichi, con l’obiettivo di garantire "maggiore flessibilità amministrativa e trasparenza operativa". Il primo cittadino potrà infatti affidare a consiglieri comunali incarichi di studio su tematiche specifiche del programma, e potrà coinvolgere, a titolo gratuito, singoli cittadini esperti nella definizione della programmazione dell’attività amministrativa. "Il cittadino che offre la propria partecipazione risponde esclusivamente al Sindaco", recita il testo, sottolineando un rapporto diretto.

Una delle novità più attese e discusse riguarda i gettoni di presenza per i consiglieri. Sparisce la vecchia norma che li legava, in una complessa proporzione, all’indennità mensile del sindaco. La nuova formulazione è più essenziale e perentoria: il gettone è "corrisposto per l’effettiva partecipazione ad ogni seduta del consiglio e delle commissioni". L’ammontare sarà determinato dal Consiglio comunale nel rispetto della legge, cancellando di fatto il sistema precedente, spesso oggetto di polemiche per i compensi percepibili.
Il nuovo Statuto introduce anche una maggiore distinzione tra indirizzo politico e gestione, e armonizza le disposizioni su forme associative, controlli e contabilità con i principi della contabilità armonizzata. Le sanzioni amministrative potranno essere aggiornate periodicamente, e non più ogni cinque anni, con l’introduzione di controlli più strutturati e sanzioni pecuniarie. Un pacchetto di norme che, nelle intenzioni della maggioranza, disegna una Terni istituzionale più reattiva, moderna e al passo con i tempi. Adesso la parola passa all’applicazione concreta.