La mattinata di Giuseppe Mangiarano, forse l'ultimo direttore generale di una Ternana destinata a sparire dalla mappa del calcio professionistico, è cominciata con la consapevolezza di averle provate tutte e al tempo stesso con la delusione di chi deve farsi messaggero del messaggio più fosco.
Un colloquio veloce all'inizio della giornata per informare i curatori fallimentari, il commercialista Francesco Angeli e l'avvocato Renato Ferrara, che gli incontri romani per cercare un acquirente disposto a salvare la Ternana non hanno partorito esiti positivi. E poi, da quanto trapela, anche una comunicazione istituzionale al sindaco di Terni, Stefano Bandecchi, per chiarire che l'ultimo tentativo di convincere un imprenditore a ripartire dalla Serie C acquisendo il ramo sportivo dal Tribunale è andato a vuoto.
Con ogni probabilità domani, giovedì 21 maggio alle 12, non ci sarà alcuna offerta vincolante per la partecipazione all'asta telematica di venerdì. Come già era avvenuto il 13 maggio, anche la seconda asta andrà deserta, costringendo la curatela a interrompere l'esercizio provvisorio e a chiudere i cento anni di storia del club in attesa di una ripartenza sotto altra forma.

Il Dg della Ternana aveva annunciato, intervenendo a Ternana Time con il collega Ivano Mari, che quello di ieri sarebbe stato forse l'ultimo, disperato tentativo di trovare un potenziale acquirente. E che la giornata sarebbe stata lunghissima.
A riaprire le speranze erano state le manovre di remissione del debito da parte di giocatori, tesserati e dipendenti. Operazioni sottoposte a condizioni sospensive da parte di creditori privilegiati, fatte per rinunciare al proprio credito attraverso l'estinzione di obbligazioni che avevano liberato circa 1,5 milioni dal perimetro debitorio del ramo sportivo.
"La Ternana è ancora appetibile - aveva detto Mangiarano - con 2,9 milioni si può salvare e porta con sé un attivo rappresentato da importanti opportunità di player trading e da un settore giovanile vincente".
Una piattaforma che, però, non ha convinto gli imprenditori incontrati ieri nella Capitale e ai quali sono state rappresentate queste opportunità. Un po' tutti i soggetti coinvolti nella manovra di salvataggio hanno cercato di acquisire contatti, di riallacciare relazioni provenienti dal passato, di coinvolgere consulenti, advisor e portatori di interessi sul club rossoverde. Ma nessuno se l'è sentita di confermare a Mangiarano la volontà di entrare in asta e di prendersi la Ternana.
"In vendita non c’è soltanto una società sportiva - recita l'articolo promozionale di Aste Giudiziarie InLinea per pubblicizzare il tentativo di vendita - ma un patrimonio fatto di storia, tradizione, settore giovanile, marchio e appartenenza territoriale. Un club che, nel corso di un secolo, ha saputo costruire un legame profondo con la città di Terni e con intere generazioni di tifosi".
Con l'asta che appare ormai destinata ad andare deserta si spegneranno anche le residue speranze di salvare il ramo sportivo della Ternana Calcio 1925. Il primo effetto sarà quello di produrre un'interruzione anticipata dell'esercizio provvisorio autorizzato dal giudice Claudia Tordo Caprioli lo scorso 17 aprile con il decreto fallimentare.
I curatori Angeli e Ferrara comunicheranno al Tribunale il venir meno delle condizioni per poter allocare la massa debitoria a un nuovo acquirente e decreteranno la fine dell'attività sportiva sotto controllo giudiziario. È il passaggio che sposterà giudiziariamente la partita sul terreno della liquidazione e della vendita degli asset per soddisfare il ceto creditorio.
Sul piano sportivo, l'articolo 16, comma 6 delle Norme Organizzative Interne Federali (NOIF) prevede che il Presidente Federale deliberi la revoca dell'affiliazione della società alla FIGC, causando la perdita irrevocabile del titolo sportivo. A livello tecnico e patrimoniale, l'effetto più devastante è regolato dall'art. 110, comma 1 delle NOIF: nel momento in cui alla società viene revocata l'affiliazione, tutti i calciatori tesserati decadono d'autorità dal tesseramento. Questo significa che l'intera rosa (sia la prima squadra che il settore giovanile) viene immediatamente svincolata e ogni tesserato è libero di firmare per altre squadre a parametro zero.
La tagliola andrà dunque a interessare le due formazioni giovanili ancora in corsa nei play off dei rispettivi campionati: si tratta dell'Under 15 di mister Giuliani, qualificata ai quarti di finale nazionale, e dell'Under 17 di mister Caccavale che domenica affronteranno la Salernitana per guadagnarsi l'accesso alle final four.