La vera partita per il futuro della Ternana comincia da lunedì 27 aprile. E non si gioca nei play-off o sui campi di provincia della serie C, ma in tribunale e negli uffici dei curatori fallimentari della liquidazione giudiziale del club rossoverde. Già, perché da quanto apprende Tag24 Umbria, è ormai pronto il bando per l’asta giudiziale del ramo sportivo della Ternana. L'obiettivo dei curatori è di chiudere la pratica entro il 17-18 maggio, proponendo al mercato un perimetro che ricomprende i contratti dei calciatori e dello staff tecnico, la struttura dell'intero settore giovanile, immobilizzazioni materiali, indumenti, targhe, Coppe, trofei e il marchio registrato. E un anno di proroga della subconcessione per l'uso dello stadio. Chi si aggiudicherà l'asta dovrà fare fronte ai debiti sportivi del club, oltre a dare garanzie per la prosecuzione dell'attività della Ternana.
Il collegio della curatela fallimentare della Ternana, il dottor Francesco Angeli e l'avvocato Renato Ferrara avrebbero, infatti, ricevuto la documentazione definitiva da parte dell’esperto sportivo Maurizio De Filippo in questo fine settimana. E avrebbero anche completato la perimetrazione del ramo da vendere al miglior offerente, che ricalca la descrizione che abbiamo fatto in apertura e gli impegni accessori indicati dalla Federcalcio per rendere possibile il salvataggio della affiliazione e la riassegnazione del titolo sportivo al futuro acquirente. In pratica, il ramo includerà tutto ciò che serve a mantenere il titolo sportivo e la capacità di giocare nel campionato di Serie C, fascicolo federale, adempimenti burocratici, certificazioni e tutti i titoli necessari per superare la verifica di licenza nazionale (sportivi, organizzativi, economici‑finanziari, infrastrutturali), ma non l’intera società con tutti i suoi asset extra‑sportivi.

Secondo quanto trapela, i curatori si sarebbero determinati a non inserire nel pacchetto la partecipazione totalitaria della Ternana Calcio in Stadium Spa, la subsidiary orientata a un progetto industriale extracalcistico. Vale a dire la "Riqualificazione e valorizzazione attraverso la demolizione e ricostruzione dello stadio della città di Terni". Per questa ragione, a titolo cautelativo e prima ancora di conoscere la determinazione definitiva della curatela circa la strada da seguire, l'amministratore unico di Stadium, Giuseppe Mangiarano, e il Comune di Terni hanno definito la proroga di un anno della sub-concessione dell'area dello stadio in favore della Ternana Calcio, seppure in esercizio provvisorio. Questo atto consentirà alla curatela, se la partecipazione nella società veicolo non dovesse rientrare nel bando, di garantire comunque a un potenziale acquirente che il ramo sportivo conservi la garanzia di potersi iscrivere al prossimo campionato, potendo contare sulla disponibilità dell'impianto. Per ottenere la licenza FIGC per la Serie C, infatti, il club che dovesse rinascere dalle ceneri del fallimento deve impegnarsi a garantire la possibilità di poter utilizzare uno stadio “regolamentare".
Il contratto di convenzione firmato tra il Comune di Terni e Stadium S.p.A. sancisce esplicitamente il diritto del Concessionario di procedere con la subconcessione dell'area dello stadio in favore della Ternana Calcio. Questa operazione si basa sul rapporto privatistico tra la società concessionaria (Stadium Spa) e la stessa Ternana Calcio. La subconcessione permette alla Ternana Calcio di gestire l'impianto e di sfruttarne le potenzialità commerciali, come stabilito dal Piano Economico-Finanziario del progetto Stadio-Clinica. Nella pratica, il concessionario mantiene la responsabilità complessiva verso l'amministrazione comunale, garantendo che le attività svolte in subconcessione rispettino i vincoli, gli standard qualitativi e gli obblighi previsti dalla convenzione principale e dal capitolato di gestione.
Avevamo spiegato nei giorni scorsi che il veicolo societario creato dalla Ternana per la "Riqualificazione e valorizzazione attraverso la demolizione e ricostruzione dello stadio della città di Terni", aveva riattivato l'iter autorizzativo per i progetti infrastrutturali del nuovo Liberati e della struttura sanitaria che - attraverso una cessione - garantirebbe l'equity (le risorse proprie) per la costruzione del nuovo impianto sportivo. La curatela avrebbe però deciso di separare questa partecipazione dal ramo sportivo ed eventualmente di cedere la partecipazione azionaria della Ternana nella società nella fase 2 della gestione fallimentare, quella seguente all'asta per il salvataggio del ramo calcistico e rivolta a generare la "moneta fallimentare" per risarcire anche parzialmente i creditori dalla vendita degli asset rimanenti.

Dal punto di vista economico sono confermate le indiscrezioni che avevamo anticipato. Il debito federale in senso stretto ammonterà a circa 4,5 milioni di euro, mentre quello da trascinamento per complessivi ulteriori 3,5 milioni di euro, pagabile in diverse rate con scadenze comprese tra i quattro e i sei anni, dovrà essere comunque inserito tra le obbligazioni dell’acquirente. L'accollo complessivo sarà dunque di 8 milioni di euro. Il ramo conterrà anche il marchio della Ternana, nonché eventuali diritti correlati alla gestione sportiva (graduatorie, rapporti con la FIGC e la Lega di C), nel limite delle norme federali sui titoli sportivi dopo fallimento.
Non c'è invece ancora certezza sulla base d'asta che sarà fissata nel bando per la vendita. Si può dedurre che si tratterà di una somma "simbolica", visto che chi deciderà di acquisire il club dovrà accollarsi un asset molto oneroso. E' vero che chi vincerà l'asta acquisirà un club di serie C, ma si caricherà circa 8 milioni complessivi di debito, dovrà scontare una severa penalizzazione, si troverà in mano una rosa ridotta e da ricostruire per puntare a un torneo sereno ma non avrà la possibilità immediata di ripagare l'investimento con quel che resta del progetto Stadio-Clinica e con la possibilità di realizzare il nuovo impianto sportivo e la plusvalenza derivante dalla cessione del ramo sanitario.
Non resta, dunque, che attendere se le indiscrezioni saranno confermate. A breve, infatti, il collegio dei curatori pubblicherà l'avviso di vendita (il bando), fissando le regole precise per la partecipazione all'asta, come ad esempio le cauzioni richieste, i requisiti degli offerenti e le scadenze. E solo allora si capirà se le speranze di salvezza del club, dopo cento anni di storia, sono fondate.