Un'accurata attività di indagine, che ha incrociato filmati di videosorveglianza, dichiarazioni di testimoni e il sequestro dell'arma del reato, ha permesso alla Polizia di Stato di ricostruire la rissa scoppiata mercoledì pomeriggio alla stazione ferroviaria di Bastia Umbra e di formalizzare, in tempi rapidi, quattro denunce. I destinatari sono tre minorenni e un maggiorenne, accusati a vario titolo di concorso nella colluttazione durante la quale un sedicenne è rimasto ferito alla testa dopo essere stato colpito con il manico di un'accetta. L'episodio, che ha gettato nello sgomento la comunità locale, è ora al centro delle attenzioni della Procura per i Minorenni di Perugia, dove la famiglia della vittima ha già sporto denuncia.

Quando le volanti del Commissariato di Assisi sono arrivate in Piazza della Stazione a Bastia Umbra, richiamate da una chiamata al 112, la scena era apparentemente tranquilla. I protagonisti dello scontro erano già fuggiti. Ma gli investigatori non hanno perso tempo. Sapendo che spesso in casi simili i feriti si recano al pronto soccorso, hanno dirottato le ricerche verso gli ospedali della zona. È lì che hanno rintracciato e identificato alcuni dei giovani coinvolti, ottenendo le prime, confuse versioni su un alterco degenerato in violenza fisica.
Il quadro ha iniziato a chiarirsi grazie alla collaborazione di testimoni. Uno in particolare, come riportato nel comunicato della Questura di Perugia, ha fornito un dettaglio agghiacciante e determinante: ha riferito di aver visto "uno colpire due ragazzi con un oggetto contundente, simile ad un'accetta, utilizzando la parte del manico". Questa testimonianza ha dato una direzione precisa alle indagini, confermata poi dalla visione delle immagini dei sistemi di videosorveglianza che hanno immortalato momenti concitati della colluttazione. Il lavoro degli agenti del Commissariato di Assisi è stato meticoloso: hanno incrociato i dati, ricostruito i movimenti e infine rinvenuto e sequestrato l'accetta utilizzata durante l’aggressione. L’arma, un elemento probatorio solido, è ora al centro del fascicolo aperto dalla Procura.

Grazie agli elementi raccolti, i poliziotti sono riusciti a identificare i quattro presunti partecipanti alla rissa e a delineare una dinamica che va oltre la semplice lite occasionale. I fatti del 14 gennaio 2026 sembrano essere il culmine di contrasti avvenuti in precedenza, all'interno di un locale della zona di Bastia Umbra, tra gruppi di adolescenti. Le motivazioni, secondo quanto emerso, affondano in questioni di gelosia per una coetanea, trasformatesi in un pretesto per una resa dei conti.
Sulla base di questa ricostruzione, la Polizia di Stato ha proceduto a denunciare a piede libero i quattro giovani. Le accuse gravano sul reato di rissa, aggravata dall'uso di oggetti contundenti e bottiglie di vetro e dalla premeditazione dell’incontro. La famiglia del sedicenne ferito, assistita dall'avvocata Saschia Soli, ha parallelamente sporto denuncia alla Procura per i Minorenni di Perugia, fornendo ulteriori video e foto a sostegno della propria costituzione di parte civile. Il ragazzo, dopo essere stato dimesso dall'ospedale, resta sotto controllo medico per la ferita alla testa che ha richiesto cinque punti di sutura e per la quale era stata inizialmente prevista una prognosi di 30 giorni.

L'episodio ha inevitabilmente scosso l’opinione pubblica, riaccendendo il dibattito sulla sicurezza nei luoghi di passaggio come le stazioni ferroviarie. A intervenire per dare una risposta istituzionale è stato il sindaco di Bastia Umbra, Erigo Pecci. In una nota, il primo cittadino ha sottolineato la gravità dell'accaduto, definendolo "un fatto serio, che va affrontato con attenzione e responsabilità", ma ha anche lanciato un messaggio di fiducia alla comunità: "È importante evitare letture affrettate o allarmistiche: Bastia Umbra resta una città sicura e unita".
Pecci ha indicato la duplice via da percorrere: "A fianco della necessaria azione repressiva, deve essere anche svolto un lavoro preciso dal punto di vista educativo e sociale". In quest'ottica, ha ricordato il lavoro in corso con RFI per il recupero e la ristrutturazione della stazione ferroviaria, un intervento che mira a restituire decoro e sicurezza a un luogo centrale per la città. "Chiedo a tutti senso di responsabilità e fiducia: solo come comunità possiamo affrontare momenti difficili", ha concluso il sindaco, chiamando alla coesione sociale come antidoto alla violenza. Mentre la macchina della giustizia minorile si mette in moto, la città è chiamata a riflettere su come prevenire che tensioni tra giovanissimi possano di nuovo sfociare in episodi di tale brutalità.