17 Jan, 2026 - 15:15

Rissa tra adolescenti a Bastia Umbria. Parla l'avvocata del ragazzo ferito alla testa con l'accetta

Rissa tra adolescenti a Bastia Umbria. Parla l'avvocata del ragazzo ferito alla testa con l'accetta

Emergono nuovi dettagli sulla violenta rissa che mercoledì 14 gennaio ha coinvolto due gruppi di adolescenti nei pressi della stazione di Bastia Umbra, in provincia di Perugia. Un video e una foto sono stati forniti alla Procura dall'avvocata Sashia Soli, legale della famiglia del ragazzo che è stato ferito alla testa con una accetta. Questo quanto riferito dall'avvocata stessa all'Ansa dell'Umbria.

I nuovi elementi portati all'attenzione dei magistrati. Ferito e presunto aggressore si conoscono

L'episodio è stato particolarmente cruento e da quanto emerso sono state utilizzate armi improprie come una zappa e un'ascia. Nel corso della colluttazione un sedicenne è stato colpito alla testa con un'accetta riportando una ferita profonda. Trasportato in ospedale ha ricevuto cinque punti di sutura alla fonte ed è stato successivamente dimesso me deve restare sotto controllo medico. Oltre a lui, anche un suo amico che era intervenuto in soccorso, ha riportato ferite alla testa dove è stato colpito con il manico di una accetta, perdendo conoscenza a seguito del violento impatto. 

È stata proprio la madre del sedicenne ferito a far partire l'iter giudiziario presentando un esposto ai magistrati tramite l'avvocata Soli al Tribunale dei Minorenni che ha subito avviato le indagini. Nel frattempo, le forze dell’ordine stanno lavorando per chiarire responsabilità individuali, ruoli all’interno dei gruppi e l’esatta sequenza degli eventi, anche attraverso l’analisi di testimonianze e delle immagini di videosorveglianza.

Sulla rissa nei pressi della stazione del centro umbro alla Procura sono stati forniti dall'avvocata Soli un video e una foto che potrebbero mettere in evidenza elementi utili all'indagine in corso. Soli ha inoltre riferito all'Ansa che quanto accaduto potrebbe essere legato a un precedente procedimento a carico del sedicenne e di un coetaneo. Il sedicenne ferito aveva chiesto e ottenuto di definire il fascicolo con la messa alla prova mentre il presunto aggressore era stato rinviato a giudizio. 

Che cosa sappiamo dei fatti di Bastia Umbra

Al momento sulla rissa sappiamo che ha coinvolto due gruppi di adolescenti tutti stranieri che si sono azzuffati nei pressi della Stazione. Oltre ai due feriti di cui sopra, anche altri di loro avrebbero riportato conseguenze anche se non così gravi da richiedere le cure ospedaliere.

Le indagini dovranno identificare tutte le persone coinvolte e far luce sulle reali motivazioni che hanno portato alla rissa. In questo scenario l'impiego di zappa e accetta farebbe pensare più lecitamente a una premeditazione, a un regolamento di conti tra bande rivali più che a un episodio scattato sul momento. Ora, alla luce di quanto riferito dall'avvocata Soli, questa ipotesi assume maggior forza evidenziando che ferito e presunto aggressore già si conoscevano e forse, da tempo, covavano rancori. Inoltre l'utilizzo di armi improprie segna un nuovo apice nella vicenda, amplificando in modo preoccupante il fenomeno della violenza tra giovani e giovanissimi. 

I numeri della violenza tra giovani e giovanissimi in Umbria 

L'episodio di Bastia ha riacceso i riflettori sulla diffusione della violenza tra i giovani, una piaga in crescita in Umbria dove oltre che dalle cronache viene confermata anche dai dati. Secondo la più recente indagine Istat pubblicata ad aprile dello scorso anno, oltre 19mila adolescenti umbri fra 15 e 19 anni hanno preso parte almeno una volta ad una rissaovvero il 46,6% (dati relativi al 2024). È un triste primato, dal momento che in nessuna altra regione italiana si riscontrano numeri così alti. Dal report emerge inoltre che il 6,4% dei giovani umbri intervistati ha riferito di aver utilizzato un'arma nella rissa.

Numeri che pongono con forza davanti a un problema sociale grave e molto diffuso e mostrando l'emergenza di un fenomeno di fronte al quale è necessario un intervento su più fronti.

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Sara Costanzi
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