Un’altra aggressione al personale sanitario, l’ennesima, si è consumata nel pomeriggio di venerdì 20 marzo al pronto soccorso dell’ospedale Santa Maria di Terni. Una donna di 49 anni, in evidente stato di alterazione psicofisica, ha spinto a terra un’infermiera – provocandole lesioni – e ha poi aggredito un medico intervenuto per cercare di riportare la calma. Sul posto sono giunti gli agenti della Squadra Volante della Questura, allertati sia attraverso il Numero Unico di Emergenza 112 sia tramite il “telefono rosso” attivato proprio per le situazioni di rischio nei reparti ospedalieri. La 49enne, già nota alle forze dell’ordine, ha opposto resistenza anche agli operatori di polizia, rendendo necessario il contenimento e l’accompagnamento in questura. È scattato così l’arresto in flagranza per resistenza, violenza a pubblico ufficiale e lesioni aggravate. All’esito dell’udienza per direttissima, il provvedimento è stato convalidato: per la donna è stato disposto l’obbligo di dimora nel Comune di Terni e la permanenza domiciliare in orario notturno (dalle 21:00 alle 6:00).

L’allarme è scattato intorno alle ore 14:00. Secondo la ricostruzione della Polizia di Stato, la 49enne si era presentata al pronto soccorso in stato di alterazione, verosimilmente dovuto all’abuso di alcol, e aveva immediatamente tenuto un comportamento aggressivo. Nel corso della concitazione, ha spinto con violenza un’infermiera in servizio, facendola cadere a terra e causandole lesioni giudicate guaribili in 5 giorni. Un medico accorso in aiuto della collega è stato a sua volta coinvolto nella colluttazione, riportando lesioni con prognosi di 3 giorni.
Quando gli agenti della Squadra Volante sono arrivati sul posto, la donna non ha interrotto l’atteggiamento oppositivo, continuando a opporre resistenza anche nei confronti degli operatori di polizia. È stato necessario il suo contenimento e il successivo accompagnamento presso gli uffici della Questura di Terni. Informata la Procura della Repubblica, la 49enne è stata tratta in arresto in flagranza di reato.
All’esito dell’udienza per direttissima, il giudice ha convalidato l’arresto e applicato alla donna le misure cautelari dell’obbligo di dimora a Terni e della permanenza domiciliare notturna. L’indagata è da ritenersi presunta innocente fino a una eventuale sentenza definitiva di condanna.
L’episodio riaccende l’attenzione sul tema della sicurezza in ospedale. Negli ultimi mesi, sul fronte istituzionale, sono state messe in campo diverse iniziative per contrastare il fenomeno delle aggressioni al personale sanitario. È stato siglato un protocollo d’intesa tra Prefettura, Regione Umbria e Azienda Ospedaliera “Santa Maria” per rafforzare la tutela degli operatori vittime di violenza, con procedure più rapide di intervento e supporto legale e psicologico.
Parallelamente, personale della Questura di Terni ha tenuto corsi di formazione e lezioni di prevenzione rivolti a medici e infermieri, focalizzati sul riconoscimento dei segnali di rischio e sulle tecniche di gestione dei conflitti in corsia. A queste misure si aggiunge l’apertura del posto fisso di Polizia all’interno del pronto soccorso, un presidio pensato per garantire tempi di reazione più rapidi in situazioni di emergenza.
Nonostante gli sforzi, l’aggressione di venerdì dimostra che il rischio per chi lavora nei reparti di emergenza resta alto. L’episodio ha riportato l’attenzione sulla necessità di presidiare con continuità le aree più esposte, mentre proseguono i controlli da parte delle forze dell’ordine per assicurare alla giustizia gli autori di violenze ai danni dei sanitari.