La Zona economica speciale unica entra nel vivo anche in Umbria e, con essa, cambia il ruolo delle professioni tecniche chiamate a fare da cerniera tra imprese, pubblica amministrazione e investimenti. È questo il messaggio emerso dal convegno di approfondimento organizzato venerdì 17 aprile a Bastia Umbra dal Collegio dei geometri della provincia di Perugia e dall’ente di formazione CoGeo, appuntamento che ha riunito tecnici, amministratori e imprenditori per analizzare opportunità, criticità e prospettive della Zes nel territorio umbro.
L’incontro si è trasformato in un momento di formazione e confronto ad ampio raggio, pensato non solo per i geometri ma per tutte le professioni tecniche dell’Umbria, oltre che per i dipendenti di enti pubblici e privati interessati a comprendere le ricadute concrete della nuova disciplina. Al centro del dibattito, il tema della semplificazione amministrativa come leva per accelerare gli investimenti e rendere più competitivo il territorio.
A richiamare il valore strategico dei tecnici è stato l’assessore regionale allo sviluppo economico Francesco De Rebotti, che ha sottolineato come la rapidità delle procedure sarà uno degli elementi chiave per cogliere fino in fondo le opportunità offerte dalla Zes.
"Le professioni tecniche svolgeranno un ruolo fondamentale nello sfruttare le opportunità della Zes Unica in Umbria, poiché, con la prevista semplificazione amministrativa, che sarà il principale acceleratore per la nostra economia, in soli trenta giorni si potrà avere l’autorizzazione unica per portare avanti un investimento. Ciò cambia profondamente la natura del rapporto fra imprese e pubblica amministrazione, all’interno del quale un ruolo determinante sarà svolto dai tecnici, coloro cioè deputati a redigere le pratiche. Oggi che abbiamo tempi certi e brevissimi per l’autorizzazione, fare un buon lavoro istruttorio sarà fondamentale”.
Le parole dell’assessore hanno messo in evidenza il nuovo scenario che la Zes può aprire: una pubblica amministrazione chiamata a essere più rapida e lineare, e un sistema professionale che diventa parte integrante del processo autorizzativo. Non più solo supporto tecnico, dunque, ma presidio della qualità delle pratiche e della tenuta dell’intero iter.
Il convegno ha avuto una forte impronta operativa. L’obiettivo non era soltanto informare, ma fornire strumenti utili a chi, nei prossimi mesi, dovrà confrontarsi con procedure più veloci ma anche più esigenti sul piano tecnico e documentale.
Per questo l’iniziativa è stata rivolta a una platea ampia, composta da professionisti di diversi ordini, consulenti, rappresentanti del mondo produttivo e operatori della pubblica amministrazione. L’idea condivisa è che la Zes non possa funzionare senza una filiera competente, in grado di tradurre l’opportunità normativa in investimenti effettivi.
La partecipazione di numerosi imprenditori del territorio ha rafforzato ulteriormente il taglio concreto dell’incontro. Il confronto diretto tra chi investe e chi progetta, istruisce e accompagna le pratiche è apparso infatti uno degli elementi più utili per capire come la nuova fase possa tradursi in sviluppo reale.
Uno dei punti più delicati emersi nel corso dei lavori è stato quello dell’impatto urbanistico della Zes. Il tema, particolarmente sentito dall’amministrazione di Bastia Umbra, riguarda la necessità di conciliare la spinta allo sviluppo con il governo del territorio, in un Comune piccolo ma densamente abitato e già sottoposto a una forte pressione sul fronte del consumo di suolo. Il sindaco Erigo Pecci e l’assessore Ramona Furiani hanno evidenziato come la Zes rappresenti una grande occasione, ma anche una sfida da leggere con attenzione dal punto di vista urbanistico e territoriale.
Il nodo è capire come eventuali nuovi investimenti potranno inserirsi in un contesto già fortemente urbanizzato, senza produrre squilibri o ulteriori criticità.
Nel corso del convegno ha trovato spazio anche l’approfondimento tecnico dell’architetto Bruno Maria Broccolo, che ha insistito sul carattere doppio della Zes, fondata su due pilastri inseparabili: quello tecnico e quello economico-finanziario.
“I professionisti giocheranno un ruolo sicuramente molto importante, non solo i geometri, ma tutti i tecnici e anche i consulenti in materia di commercio e fiscalità perché la Zes si compone di due grandi pilastri e quindi c’è bisogno di una parte tecnica e di una parte economico finanziaria. I tecnici hanno una grande opportunità di sviluppo e di crescita”.
Particolarmente significativo anche l’intervento di Alviero Palombi, presidente di CoGeo, che ha richiamato l’attenzione sul ruolo dei liberi professionisti nella fase di avvio delle procedure e sulla necessità di un impegno corale da parte dell’intero sistema ordinistico.
“I liberi professionisti - ha ribadito anche Palombi - saranno fondamentali perché sono coloro che avvieranno la procedura. Ogni ordine professionale sarà chiamato a informarsi e, quindi, chi meglio di un tecnico che già opera nel territorio e conosce l’ambiente per indirizzare e supportare l’azienda in questo percorso. C’è bisogno di tutti, dai geometri a tutti coloro che operano nel mondo delle professioni. È uno sforzo comune che tutti dobbiamo fare”.
Il messaggio è chiaro: la Zes può funzionare solo se il sistema professionale si muove in modo coordinato, mettendo a disposizione delle imprese competenze aggiornate, conoscenza del territorio e capacità di accompagnamento concreto.
Alla tavola rotonda hanno partecipato anche Livio Farina, coordinatore della Rete delle professioni tecniche dell’Umbria, Annamaria Pacialeo, presidente di Confcommercio professioni Umbria, Enzo Tonzani, presidente del Collegio dei geometri di Perugia, Augusto Tomassini, presidente di Confartigianato edilizia Perugia, ed Enrico Guarducci, presidente dell’Ordine dei commercialisti di Perugia.
La presenza di figure provenienti da ambiti differenti ha dato al dibattito un taglio concreto e operativo, restituendo l’immagine di una filiera chiamata a collaborare per trasformare la Zes in una reale occasione di sviluppo.
Il convegno di Bastia Umbra ha quindi chiarito un punto essenziale: la Zes Umbria non è solo una misura destinata alle imprese, ma un banco di prova per l’intero sistema territoriale. Dalla qualità delle istruttorie alla capacità di pianificazione, dalla fiscalità all’urbanistica, ogni passaggio richiederà attenzione, competenze e collaborazione.
In questo scenario, le professioni tecniche diventano protagoniste di una fase nuova, nella quale la velocità amministrativa dovrà andare di pari passo con la qualità del lavoro e con la sostenibilità delle scelte territoriali. Una sfida che l’Umbria, nelle intenzioni emerse a Bastia, dovrà affrontare con un approccio condiviso e con una visione di lungo periodo.