27 Feb, 2026 - 15:15

ZES Umbria, Terni penalizzata: Bandecchi chiama le imprese alla riscossa e forma una task force

ZES Umbria, Terni penalizzata: Bandecchi chiama le imprese alla riscossa e forma una task force

La Zona Economica Speciale dell'Umbria, volano pensato per rilanciare un territorio che perde competitività e popolazione, rischia di trasformarsi in una ferita per la parte sud della regione. Perché se è vero che l'intera regione gode di procedure semplificate, è altrettanto vero che il cuore pulsante della misura - il credito d'imposta sugli investimenti - resta confinato a un'Umbria spaccata in due: 34 comuni in provincia di Perugia contro appena tre in provincia di Terni: il capoluogoNarni e San Gemini.

Una sproporzione che il presidente della Provincia e sindaco di Terni, Stefano Bandecchi, ha deciso di affrontare a viso aperto, trasformando un dossier tecnico in una vertenza politica totale. Il 26 febbraio, a Palazzo Bazzani, il numero uno di Palazzo Spada ha riunito tutte le associazioni di categoria - da Confindustria a Cna, da Coldiretti a Confcommercio, passando per LegacoopConfapiConfartigianatoConfesercentiConfcooperativeCia e Confagricoltura - per dare vita a un gruppo di lavoro stabile battezzato “Sviluppo Provincia di Terni” . Obiettivo: non solo ottenere l'estensione degli aiuti all'intero territorio provinciale entro il 2026, ma anche accompagnare le imprese nell'utilizzo concreto delle risorse, evitando che eventuali fondi restino inutilizzati.

“Una squadra che supporterà concretamente le aziende”: nasce la task force tecnica

L'iniziativa di Bandecchi non si limita alla protesta politica. Il gruppo di lavoro avrà infatti una missione operativa ben precisa. “Una squadra - ha spiegato il Presidente di Palazzo Bazzani - che supporterà concretamente le aziende del territorio sugli aiuti della Zes, soprattutto in materia di semplificazione burocratica e credito d’imposta per investimenti” .

Accanto alle associazioni di categoria, siederanno infatti i rappresentanti del Comune di Terni, della Provincia, di Sviluppumbria, dell'Ordine degli Avvocati e dell'Ordine dei Commercialisti. Una scelta strategica per offrire alle imprese un supporto a 360 gradi: dalla consulenza giuridica per districarsi nelle procedure all'assistenza finanziaria per accedere al credito d'imposta. Nel corso della riunione è stata inoltre evidenziata l'importanza del coinvolgimento delle organizzazioni sindacali, che saranno invitate a partecipare come interlocutori principali per quanto riguarda le ricadute occupazionali legate alla Zona economica speciale .

La mappa a due velocità e la lettera al ministro Foti

La mossa di Bandecchi non è piovuta dal cielo. Già nelle scorse settimane il presidente aveva avviato un fitto scambio epistolare con il ministro per gli Affari Europei, Tommaso Foti, e con la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti . Il nodo è tecnico, ma dalle conseguenze pesantissime: la cosiddetta "Carta degli aiuti a finalità regionale 2022-2027", che definisce la mappa dei comuni beneficiari, era stata negoziata dalla Regione Umbria nel 2021 e confermata senza variazioni nella revisione del 2023 .

Nella sua replica, il ministro Foti ha spiegato che non sarà possibile modificare la ripartizione almeno fino al 31 dicembre 2027, proprio perché l'elenco dei comuni era stato trasmesso dalla Regione al Dipartimento per le politiche di coesione sulla base di criteri definiti in Conferenza delle Regioni nell'ottobre 2021 . Ma Bandecchi non ci sta. E nella sua controreplica al ministro alza il tiro: Questo territorio non è mai stato considerato dalle giunte che si sono susseguite negli anni. Purtroppo, i dati da voi ricevuti sono totalmente errati e per di più non sono stati aggiornati dalla Regione rispetto alla realtà” .

Parole decise e determinate, che fotografano una questione politica prima ancora che amministrativa. Perché se è vero che la delibera è vecchia di cinque anni, è altrettanto vero che la fotografia socio-economica della provincia di Terni - con le sue crisi industriali, la disoccupazione strutturale e il rischio concreto di deindustrializzazione - oggi è drammaticamente diversa da quella del 2021.

Il puzzle delle aree agevolate: Terni città spezzata in due

A complicare il quadro c'è un paradosso tutto ternano. Come emerge da un'analisi della mappa delle agevolazioni, il territorio comunale di Terni vive una situazione singolare: non tutto il capoluogo rientra nei benefici, ma solo alcune aree specifiche individuate sulla base delle zone censuarie . “Le zone censuarie sono omogenee per parametri statistici e amministrativi. Può accadere che in una stessa via rientrino solo alcuni numeri civici. Non è una decisione discrezionale” , aveva spiegato il consigliere di FDI Cecconi durante il dibattito in Consiglio comunale .

Un puzzle che rende ancora più urgente l'esigenza di una revisione complessiva. La stessa Regione Umbria sta lavorando in questa direzione: a gennaio 2026 l'Assemblea legislativa ha approvato all'unanimità una mozione che impegna la giunta a promuovere la valutazione dell'inserimento dei comuni oggi esclusi . La presidente Proietti ha annunciato una missione a Bruxelles insieme alla Regione Marche per chiedere alla Commissione europea di rivedere i criteri . “La Zes non ha parti politiche” , ha dichiarato Proietti in Aula, “vogliamo provare a espandere l'area del 50% del credito d'imposta in maniera più ampia possibile” .

L'Assemblea dei Sindaci e la “guerra tra poveri”

Il vero termometro della tensione si è misurato lo scorso 16 febbraio, durante l'Assemblea dei Sindaci convocata proprio per discutere della ZES. In quell'occasione, il clima da camera di compensazione istituzionale si è rapidamente surriscaldato. A squarciare il velo è stato il sindaco di Acquasparta, Giovanni Montani, con una frase destinata a rimanere negli atti: “È una guerra tra poveri, una questione deprimente e ridicola” .

Montani ha messo il dito nella piaga: per mesi, alle amministrazioni locali era stato raccontato che la ZES sarebbe stata estesa a tutta l'Umbria. Poi, alla prova dei fatti, la zonizzazione ha rivelato una selezione spietata“Siamo stati ingannati” , ha sbottato il primo cittadino, lanciando una stoccata anche ai vertici regionali: “Se continuiamo a fare riunioni senza i rappresentanti della Regione, non andremo lontano” . Il clima rovente dell'Assemblea e le accuse incrociate tra i sindaci sono stati raccontati in dettaglio da Tag24 Umbria, che ha seguito minuto per minuto lo scontro nell'articolo pubblicato al termine della riunione.

Bandecchi, dal canto suo, ha raccolto la sfida annunciando che inviterà formalmente la presidente Proietti e l'assessore allo Sviluppo Economico, Francesco De Rebotti, al prossimo confronto. Ma nel frattempo, il dato politico emerso dall'Assemblea è inequivocabile: l'unità d'intenti tra i sindaci del ternano esiste, ed è trasversale. Lo conferma la sindaca di Orvieto, Roberta Tardani, che ha proposto di estendere le misure all'Orvietano e ad altre zone in difficoltà, sottolineando come l'esclusione di interi comprensori - dalla Valnerina ai comuni del cratere sismico 2016 - rischi di creare una concorrenza sleale all'interno della stessa provincia .

La sfida della task force: trasformare gli incentivi in investimenti reali

La vera sfida per la task force guidata da Bandecchi sarà trasformare la leva fiscale in investimenti concreti. Secondo uno studio della Camera di Commercio dell'Umbria, nel 2026 le imprese umbre potrebbero attivare investimenti per circa 900 milioni di euro, di cui 300 milioni grazie ai nuovi incentivi fiscali, a cui vanno aggiunte le opportunità rappresentate dalla ZES. Un passaggio che richiede accompagnamento e assistenza tecnica. Ed è esattamente ciò che la task force “Sviluppo Provincia di Terni” si propone di fare: supportare le aziende nella presentazione delle domande, nella gestione delle pratiche burocratiche e nell'accesso al credito d'imposta. +

La battaglia è appena iniziata. Ma per la prima volta, il fronte del ternano si presenta unito, con una task force operativa e una strategia che guarda al 2026 come all'anno della preparazione e al 2027 come quello della rivincita.

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Federico Zacaglioni
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