L’ErmGroup Altotevere cala un asso di pura esperienza per il suo posto 4. Dal mercato arriva un innesto di quelli che pesano, capace di portare fosforo e solidità non solo in prima linea. Si tratta di Roberto Pinali, schiacciatore bolognese di 31 anni, che condivide la stessa terra d'origine di Augusto Quarta e l'ultima avventura sportiva con Matteo Maiocchi, sponda Gabbiano Farmamed Mantova. La storia pallavolistica di Pinali, 187 centimetri di dinamismo, è un viaggio d’élite firmato quasi interamente con la lettera "A". Un percorso iniziato sotto i riflettori di Modena, passato attraverso la gavetta formativa in Serie B a Portomaggiore, e poi decollato in un crescendo di categorie: l'A2 a Potenza Picena, l'A3 a Motta di Livenza e Portomaggiore, fino alla grande scalata con Ravenna che gli è valsa il ritorno in SuperLega, di nuovo nella "sua" Modena con la maglia della Valsa Group. Le ultime due stagioni lo hanno visto protagonista assoluto in Serie A3 con la maglia dei virgiliani, dove ha rifinito una maturità tecnica ormai indiscutibile.
I numeri del suo percorso parlano la lingua dei trascinatori. Pinali porta in dote all'Altotevere un bottino complessivo di 1.626 punti in carriera, conquistati passo dopo passo nei vari campionati:
Il dettaglio della sua efficacia racconta di un giocatore completo: ben 1.317 punti sono arrivati su azione d’attacco, a cui si aggiungono 181 ace al servizio e 128 muri vincenti. L'ErmGroup si assicura così non solo un braccio armato, ma un vero leader per la nuova stagione.
“Sono venuto all’Altotevere per fare molto bene -ha esordito Pinali- e, se possibile, per fare meglio di quanto la squadra ha comunque realizzato nello scorso torneo. Metteremo tutto quello che abbiamo, sperando di riuscire nell’intento”.
Pinali ha subito avuto un'ottima l’impressione dall'ambiente di San Giustino: “Fin dalle prime battute, ho capito subito quanto questa società sia seria e ben organizzata. Senza dubbio, è un buon segno. Per ciò che riguarda l’inserimento geografico della squadra, spero vivamente nel girone Bianco, perché andare a giocare al sud è impegnativo sotto ogni profilo”. Pinali è stato più volte avversario dell'Altotevere e le sue caratteristiche sono note; lui stesso le ribadisce: “Sicuramente,-ha sottolineato- la mia principale è il salto e me la cavo abbastanza bene in attacco sia da un lato che dall’altro e do una mano laddove ci sia bisogno”.
Con l'arrivo dei due attaccanti laterali provenienti dal Mantova, il reparto si completa. Insieme a Matteo Alpini ci saranno infatti l'altro Matteo, Maiocchi, e Roberto Pinali, senza dimenticare che nello stesso ruolo è schierato anche Giacomo Cherubini. Le ambizioni sono tante per Pinali: “Non sarebbe male coronare la mia carriera con un qualcosa di importante, che per scaramanzia non cito espressamente. Vediamo cosa succederà”, ha concluso.
C’è una precisa indicazione alla base dell’ingaggio di Pinali e a spiegarla è il diesse Valdemaro Gustinelli: “La sua è stata una scelta molto accurata, in quanto maturata in un momento particolare del mercato, all’indomani della decisione presa da Cappelletti di non proseguire più il suo percorso in Serie A. Ci siamo allora trovati un po’ in difficoltà -non lo nego- anche perché era difficile poter far capire a un atleta del suo calibro e della sua esperienza quanto potesse rivelarsi importante in un roster già quasi al completo per gli schiacciatori. Pinali lo ha capito e -dal momento che noi abbiamo seguito una politica mirata nella costruzione della squadra, senza cioè un opposto di riserva- questo significa lavorare in automatico anche per un sistema di gioco che possa cambiare e rendere più duttili le varie figure. Sia Pinali che gli altri, quindi, non debbono essere visti solo come schiacciatori, ma anche come pedine plasmabili in base alle richieste dello staff tecnico”.