28 May, 2026 - 12:00

Violenza ultras e risse in Umbria: il Questore di Terni firma 11 DASPO per un totale di 46 anni di stop

Violenza ultras e risse in Umbria: il Questore di Terni firma 11 DASPO per un totale di 46 anni di stop

Quarantasei anni complessivi di allontanamento dagli impianti sportivi. È la risposta drastica della Polizia di Stato contro i fenomeni di violenza che continuano a gravitare attorno al mondo del tifo calcistico. Il Questore di Terni, Michele Abenante, ha firmato undici provvedimenti di DASPO nei confronti di altrettanti tifosi, ritenuti responsabili di gravi episodi di turbativa dell’ordine pubblico consumatisi tra i mesi di gennaio e marzo. Una stretta decisa che punta a sradicare le condotte violente sia dentro che fuori dagli stadi, colpendo ultras locali e fazioni in trasferta resisi protagonisti di veri e propri scontri di piazza e agguati autostradali.

La notte di incidenti in via della Bardesca e l'applicazione del “DASPO fuori contesto” a quattro ultras ternani

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Il primo filone dell'indagine riguarda un violento scontro avvenuto nel cuore della notte del 29 marzo scorso in via della Bardesca, nel pieno centro cittadino di Terni. In quell'occasione, due gruppi di giovani si sono affrontati in un'aggressione reciproca: alcuni di essi, con il volto travisato, erano armati di mazze da baseball, bottiglie e cinture. L’attività istruttoria condotta dalla Divisione Anticrimine e il meticoloso lavoro investigativo sul campo svolto dagli agenti della Squadra Mobile hanno permesso di identificare quattro tifosi ternani coinvolti direttamente nella rissa.

Per questi soggetti, già noti come frequentatori degli impianti sportivi, è scattata una misura di prevenzione specifica: il “Daspo fuori contesto”. Questa tipologia di provvedimento si differenzia da quella tradizionale poiché viene applicata a soggetti denunciati o condannati per determinate tipologie di reato commessi al di fuori delle manifestazioni sportive. La ratio della norma risiede nella comprovata pericolosità sociale degli autori, la cui condotta violenta nella vita civile viene ritenuta dagli inquirenti un fattore di rischio oggettivo anche all'interno degli stadi, giustificandone così l'allontanamento preventivo.

La guerriglia sulla A1 nell'area di servizio “Fabro Est”: sette provvedimenti per i tifosi di Carrarese e Livorno1779962883_incidenti-ultras--1-.webp

Il secondo episodio preso in esame dagli investigatori risale invece al 17 gennaio scorso e si è verificato lungo l’autostrada A1, nel territorio del comune di Fabro. Presso l’area di servizio “Fabro Est”, i gruppi ultras di Carrarese e Livorno si sono incrociati mentre rientravano dalle rispettive trasferte di Avellino e Guidonia Montecelio. Il contatto tra le due tifoserie è degenerato rapidamente in una guerriglia: i sostenitori delle due squadre si sono affrontati reciprocamente con l’utilizzo di bastoni, pugni, calci e con il lancio continuo di bottiglie, terrorizzando gli automobilisti presenti.

I sette DASPO emessi per questo specifico episodio - che da soli cumulano ben 38 anni di interdizione dagli stadi - scaturiscono dal lavoro investigativo d'urgenza svolto dalla DIGOS. L'identificazione dei responsabili è stata possibile grazie a un'accurata analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti all'interno dell'area di servizio autostradale. Tra i destinatari dei provvedimenti figura anche un tifoso già gravato da precedenti analoghi emessi da un'altra Autorità di Pubblica Sicurezza; nei suoi confronti la Questura ha disposto un divieto della durata di 8 anni, aggravato dall'obbligo di presentazione periodica presso gli uffici di polizia in concomitanza con gli incontri disputati dalla squadra di appartenenza.

L’intera attività si inserisce nel più ampio dispositivo di prevenzione e contrasto ai fenomeni di violenza collegati al mondo del tifo, costantemente portato avanti dalla Questura di Terni. L'utilizzo rigoroso delle misure di prevenzione personale previste dalla normativa vigente mira a garantire il regolare svolgimento delle manifestazioni sportive e a tutelare l'ordine e la sicurezza pubblica, salvaguardando la stragrande maggioranza dei sani appassionati di sport.

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Federico Zacaglioni
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