27 Feb, 2026 - 17:45

Vigili del fuoco, l’Umbria celebra l’87° anniversario con la prima festa dell’Istituzione

Vigili del fuoco, l’Umbria celebra l’87° anniversario con la prima festa dell’Istituzione

Cambia la data, ma non la sostanza. Per la prima volta dalla sua istituzione avvenuta nel 1939, il Corpo nazionale dei Vigili del fuoco ha celebrato l'anniversario della propria nascita, e l'Umbria lo ha fatto con una partecipazione che ha sorpreso gli stessi organizzatori. Un 27 febbraio che da quest'anno sostituisce nell'immaginario collettivo le tradizionali celebrazioni di Santa Barbara, trasformandosi in un momento di racconto e di contatto diretto con la gente.

Perugia, il nuovo comandante provinciale, l'ingegner Rocco Mastroianni, ha scelto di scendere in strada con i suoi uomini, mentre a Terni il comandante Daniele Mercuri ha aperto le caserme per mostrare il cuore tecnologico del soccorso. Una giornata divisa tra la memoria solenne dei caduti e l'esposizione dei mezzi più avanzati, all'insegna del motto scelto a livello nazionale: “Lì dove serve”.

Dalla patrona alla storia: il senso di una ricorrenza che si rinnova

Per comprendere la portata del cambiamento, bisogna tornare indietro di qualche mese. Fino al 2025, il momento clou per i pompieri italiani coincideva con il 4 dicembre, giorno di Santa Barbara. Ma con un decreto voluto dal ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, l'asse si è spostato. Si è scelto di celebrare il 27 febbraio, data in cui nel 1939 venne unificato il Corpo, abolendo la vecchia denominazione di “pompieri” per sancire quella moderna di “Vigili del fuoco” .

Non si tratta di cancellare una tradizione religiosa, ma di aggiungere un tassello civile alla nostra identità”, ha spiegato il capo del Corpo nazionale, Eros Mannino, nel messaggio letto durante le cerimonie umbre. Un messaggio che ha sottolineato come l'unità e la preparazione siano oggi “riconosciute come un'assoluta eccellenza nel quadro internazionale”.

In Umbria, questa prima edizione ha assunto i contorni di una prova generale. E la risposta, a giudicare dalla folla che ha gremito Corso Vannucci a Perugia, è stata positiva.

Perugia, il debutto del comandante Mastroianni tra memoria e innovazione

La giornata nel capoluogo è iniziata nel silenzio. Alle nove del mattino, nella sede centrale di Madonna Alta, il nuovo comandante provinciale Rocco Mastroianni - subentrato da poche settimane a Valter Cirillo - ha deposto una corona d'alloro insieme al presidente onorario dell'Associazione Nazionale Vigili del Fuoco in congedo, l'ingegner Gianfranco Eugeni. Un gesto per “i colleghi che non ci sono più”, quelli caduti nell'adempimento del dovere.

Poi, la cerimonia si è spostata al Teatro del Pavone, dove il pomeriggio ha assunto i toni dell'ufficialità. E dove il nuovo comandante ha scelto di dettare subito la sua linea. Mastroianni, ingegnere con alle spalle una carriera costellata di emergenze sismiche e un recente incarico come dirigente superiore in Toscana, ha parlato alla città e ai suoi uomini.

Il nostro Corpo è un modello d'eccellenza perché integra due anime: il soccorso tecnico urgente e la prevenzione incendi”, ha detto dal palco. “Questa duplice funzione ci permette di tradurre l'esperienza maturata sul campo in norme di sicurezza più efficaci. Non siamo solo quelli che spengono il fuoco, siamo quelli che cercano di evitare che il fuoco divampi”.

Sul palco sono poi saliti i protagonisti meno visibili della macchina dei soccorsi. Nella lunga teoria di benemerenze, sono stati premiati i vigili che si sono distinti in operazioni complesse, ma anche chi ha raggiunto i quindici anni di servizio e chi si è fatto onore nello sport. Un passaggio particolarmente sentito è stato il conferimento del diploma di benemerenza con medaglia per l'intervento e il coordinamento durante il rogo della LucyPlast, consegnato nelle mani dei soccorritori dal prefetto di Perugia Francesco Zito.

Il cuore tecnologico del soccorso scende in piazza

Ma è stato nel pomeriggio che la festa ha davvero incontrato la città. Il corteo partito da Piazza IV Novembre e snodatosi lungo il Corso Vannucci non è stata una semplice parata. Era un catalogo vivente di quello che il Corpo sa fare oggi.

Accanto ai mezzi storici, testimoni di un'evoluzione tecnica lunga quasi un secolo, hanno sfilato le eccellenze del moderno sistema di protezione civile: il nucleo SAF (Speleo Alpino Fluviale) per gli ambienti impervi, gli uomini USAR (Urban Search and Rescue) specializzati nella ricerca in macerie, i reparti NBCR pronti a intervenire in caso di rischio nucleare, batteriologico e radiologico. E poi i droni (SAPR), le unità cinofile e il Nucleo Investigativo Antincendio, a ricordare che spesso, dopo un rogo, il lavoro dei pompieri continua per scoprire le cause.

La Piazza della Repubblica si è trasformata in un'esposizione a cielo aperto. I bambini hanno potuto toccare con mano le attrezzature, salire sui camion rossi e vedere all'opera le squadre. Un modo per suggellare quel patto di fiducia che, come ha ricordato il comandante, si rinnova “ogni volta che squilla il telefono in caserma”.

Terni, 5.500 uscite in un anno di attività e il saggio professionale

Analoga atmosfera, ma con accenti diversi, a Terni (foto di Nunzio Foti). Qui il comandante provinciale Daniele Mercuri, affiancato dal prefetto Antonietta Orlando, ha approfittato della ricorrenza per tracciare un bilancio numerico dell'attività sul territorio. I dati parlano chiaro: circa 5.500 interventi nell'ultimo anno. Un numero che comprende incendi, incidenti stradali, ma anche quelle funzioni meno visibili ma altrettanto strategiche come le pratiche autorizzative e la formazione.

La celebrazione ternana, ospitata nella Sala Convegni della sede centrale, ha avuto il suo clou nel “saggio professionale” svolto nel piazzale antistante. I vigili hanno simulato alcune tecniche di intervento sotto gli occhi delle autorità e dei cittadini, mentre le note della Banda del Conservatorio “Giulio Briccialdi” , insieme alla Banda di Cesi, facevano da colonna sonora.

Anche a Terni spazio ai riconoscimenti, con la consegna degli attestati al personale in quiescenza e le croci di anzianità per chi ha superato i quindici anni di servizio. Un passaggio di testimone ideale tra chi lascia e chi resta, in un Corpo che in Umbria conta anche su una folta schiera di volontari.

Il messaggio della presidente Proietti: “Siete il volto della sicurezza”

A margine delle cerimonie, senza salire ufficialmente sul palco ma con un messaggio chiaro e diretto, è intervenuta la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti. Le sue parole hanno chiuso idealmente la giornata, riannodando i fili tra istituzioni e territorio.

I Vigili del fuoco rappresentano una colonna della sicurezza pubblica. Ogni intervento, spesso in condizioni difficili e con rischi elevati, parla di competenza, disciplina e senso del dovere”, ha dichiarato la presidente.

Proietti ha voluto sottolineare non solo l'aspetto eroico del soccorso, ma anche quello meno appariscente della prevenzione: “La sicurezza si costruisce con la preparazione, con la formazione, con l'organizzazione e con la collaborazione tra istituzioni. La Regione sostiene questo lavoro perché produce fiducia concreta e tutela reale. In ogni emergenza emerge la cifra umana del Corpo: prontezza, lucidità, responsabilità”.

Le celebrazioni si sono chiuse nella giornata, tra i motori dei mezzi storici e lo sguardo curioso dei passanti. Per la prima volta, i Vigili del fuoco umbri hanno festeggiato sé stessi in una data nuova. E la città, a giudicare dalla partecipazione, ha risposto presente. “Lì dove serve” non è solo uno slogan. È una promessa mantenuta ogni giorno.

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Federico Zacaglioni
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