Regione e Comune di Terni sotterrano l'ascia di guerra dopo le polemiche sul finanziamento della progettazione di una galleria per bypassare la Cascata delle Marmore. E riprendono la strada del dialogo e della collaborazione istituzionale.
L'occasione è quella di un tavolo istituzionale per dare concretezza a un’idea che si innesta sui percorsi progettuali di valorizzazione turistica di Terni e della sua perla naturale. Il progetto “Water Way”, la Via dell’Acqua alla Cascata delle Marmore, è tornato con forza nell’agenda politica, unendo in una disponibilità sinergica il Comune di Terni, la Regione Umbria e la Fondazione Carit. La spinta arriva da un’interrogazione in Consiglio regionale, ma la risposta che arriva da Terni, delineando un percorso di collaborazione mirata che punta a trasformare il potenziale in opere, con uno sguardo ai fondi strutturali europei.
Le parole del vicesindaco di Terni, Riccardo Corridore, chiariscono subito il metodo e l’obiettivo. “Apprendiamo la disponibilità della Regione alla realizzazione del progetto Water Way e quindi riteniamo indispensabile la convocazione di un tavolo istituzionale di cui partner essenziale è la Fondazione Carit”, ha dichiarato, sottolineando come l’ente bancario abbia sempre mostrato interesse.
Ma l’amministrazione comunale non intende restare in attesa. “Il Comune di Terni si farà parte attiva con una squadra di lavoro”, specifica Corridore, indicando gli assessorati ai Lavori Pubblici con Giovanni Maggi, al Turismo con Alessandra Salinetti e allo Sviluppo Economico con Sergio Cardinali, oltre ai tecnici comunali.
Un primo, fondamentale passaggio sarà l’aggiornamento del progetto esecutivo e del computo metrico ai costi attuali, post-pandemia, per avere il quadro chiaro dell’investimento necessario. “L’amministrazione comunale di Terni è sempre disponibile ad interlocuzioni istituzionali con la Regione tese alla valorizzazione del territorio ternano sul presupposto chiaro che vi debba essere rispetto delle reciproche competenze e, soprattutto, che ai proclami seguano fatti concreti”, chiosa il vicesindaco, in un monito che è anche un’aspettativa.
La cornice che ha riportato alla luce la vicenda è il question time del Consiglio regionale dell’Umbria. A sollevare la questione è stato il consigliere della Lega, Enrico Melasecche, figura che al progetto Water Way è legata da decenni. Fu lui, infatti, quando era vicesindaco di Terni oltre venticinque anni fa, a seguire la nascita del parco naturalistico a pagamento della Cascata e a sollecitare il primo studio per un ascensore innovativo, che all’epoca ottenne anche il parere favorevole della soprintendente Vittoria Garibaldi. Nel suo intervento, Melasecche ha dipinto un quadro ambizioso: “L’integrazione nel Parco naturalistico della Cascata del complesso di Piediluco consente di trasformare il turismo, ancor oggi prevalentemente mordi e fuggi, in un turismo più strutturato per creare altro lavoro ed occasione di sviluppo”. Il progetto, come ricordato, prevede un ascensore a geometria variabile nell’area di Campacci, la discesa sul fiume Velino e la risalita con battelli elettrici attraverso il canale Drizzagno fino al Lago di Piediluco. Un sistema integrato che, unito alla ciclopedonale Staino-Cascata, avrebbe un duplice beneficio: potenziare l’offerta turistica e ridurre drasticamente il traffico veicolare nell’area, un problema cronico nei giorni di grande afflusso.
La risposta dell’assessore regionale Francesco De Rebotti non si è fatta attendere ed è stata netta: “Accolgo favorevolmente questa sollecitazione. Siamo a disposizione del Comune di Terni per una collaborazione mirata alla valorizzazione turistica dell’intera area e per ragionare di progetti ulteriori che possono essere inseriti nella programmazione dei fondi strutturali”. Una disponibilità operativa, che l’assessore ha contestualizzato in un’azione più ampia della Regione per la mobilità sostenibile alla Cascata, citando il recente finanziamento da un milione di euro per la progettazione della galleria di due chilometri che migliorerà l’accessibilità. La replica di Melasecche ha ringraziato per la disponibilità, rimarcando le “necessità impellenti del territorio di Terni” sia sulla viabilità che sulla salvaguardia occupazionale.
Ora la palla passa al tavolo tecnico-istituzionale annunciato dal Comune. Dopo anni di attese e rinvii, la Via dell’Acqua sembra aver trovato un allineamento di intenti tra i principali attori in campo. La sfida, come ricordato da più parti, sarà tradurre questa convergenza in una progettualità definitiva e in una strategia di finanziamento solida, capace di attingere anche alle risorse comunitarie. Per un’opera che promette di rivoluzionare l’esperienza di visita a uno dei siti naturalistici più celebri d’Italia.