09 Feb, 2026 - 20:00

Verticalità e coraggio: il Perugia ritrova se stesso contro la Sambenedettese

Verticalità e coraggio: il Perugia ritrova se stesso contro la Sambenedettese

Il Perugia ha rialzato la testa. E lo ha fatto nel modo migliore possibile: vincendo, convincendo e soprattutto ritrovando sé stesso. La vittoria ottenuta sul campo della Sambenedettese rappresenta molto più di tre punti in classifica. È un segnale forte, netto, che certifica come il Grifo sia ancora vivo e pronto a lottare per uscire dalla zona rossa. A decidere il match è stata la rete di Tozzuolo alla mezz’ora, ma il successo biancorosso nasce da una prestazione coraggiosa, intensa, giocata senza paura.

Una vittoria che mancava da oltre un mese e che ha permesso al Perugia di salire a quota ventitré punti, portandosi a una sola lunghezza proprio dalla Sambenedettese, quindicesima e attualmente detentrice del primo posto utile per la salvezza diretta. Contro una formazione marchigiana in evidente difficoltà, il Grifo ha mostrato finalmente un’identità chiara: aggressività, pressione alta, verticalità e una costante voglia di attaccare. La squadra di Giovanni Tedesco è scesa in campo con personalità, dimostrando di non voler più fare calcoli.

Perugia, la svolta passa dal coraggio e dall’atteggiamento offensivo

La partita del “Riviera delle Palme” ha restituito l’immagine di un Perugia propositivo, affamato, lontano parente di quello disordinato e a tratti timoroso visto in alcune uscite precedenti. Fin dai primi minuti i biancorossi hanno cercato di imporre il proprio ritmo, andando a prendere alti gli avversari e provando a verticalizzare con rapidità. Una scelta tattica precisa, che ha pagato.

Il gol di Tozzuolo, arrivato alla mezz’ora, è stato il premio a una prima parte di gara giocata con intensità e organizzazione. Ma ciò che più ha colpito è stata la continuità della manovra offensiva. Il Perugia, una volta trovato il vantaggio, non si è abbassato: ha continuato a spingere, sfiorando più volte il raddoppio e dando la sensazione di poter colpire ancora.

Certo, sotto porta c’è ancora da migliorare. Le occasioni create non sono state capitalizzate a dovere e il risultato è rimasto in bilico fino alla fine. Ma la sensazione è che la strada intrapresa sia quella giusta. La squadra crea, arriva negli ultimi trenta metri con uomini e idee, mette in difficoltà le difese avversarie. E questo, in un campionato così equilibrato, è un fattore determinante.

Da sottolineare anche la prestazione difensiva, fatta di attenzione e sacrificio. Quando la Sambenedettese ha provato ad alzare il baricentro, il Perugia ha saputo soffrire senza perdere compattezza. In questo contesto, una menzione speciale va al portiere Gemello: spesso bersaglio di critiche da parte di una fetta della tifoseria, ieri ha risposto sul campo con una serie di parate decisive che hanno blindato il risultato e regalato tre punti pesantissimi.

Il 4-2-3-1 di Tedesco e l’impatto dei nuovi acquisti

Il vero punto di svolta sembra essere il modulo. Il 4-2-3-1 appare oggi la soluzione ideale per questo Perugia. Mister Giovanni Tedesco sembra aver trovato finalmente la quadra, soprattutto grazie all’inserimento di alcuni nuovi acquisti che hanno alzato il livello tecnico e l’intensità della squadra.

Su tutti, Ladinetti. Il centrocampista ha disputato una partita di grande qualità, fatta di geometrie, ordine e sostanza. Sempre nel vivo del gioco, ha dato equilibrio alla manovra, permettendo ai compagni di giocare con maggiore libertà. Al suo fianco, la squadra ha beneficiato di una migliore gestione dei tempi e degli spazi.

Importante anche il contributo di Canotto, già visto all’opera nel pareggio interno contro il Ravenna. La sua presenza, insieme a Bacchin e Manzari, alle spalle di Montevago, rende la fase offensiva del Grifo estremamente fastidiosa per le difese avversarie. Giocare con Montevago come unica punta significa avere un riferimento fisico costante, capace di far salire la squadra e aprire spazi per gli inserimenti dei trequartisti.

Proprio questa combinazione ha messo in grande difficoltà la Sambenedettese, costretta spesso a rincorrere e a difendersi bassa. Il Perugia ha trovato un equilibrio che sembrava smarrito: fisicità davanti, qualità tra le linee e dinamismo sulle corsie.

Tra i nuovi arrivi, Verre è ancora alla ricerca della miglior condizione, inevitabilmente condizionato dai mesi trascorsi da svincolato. Bolsius, invece, deve completare il processo di inserimento nei meccanismi di Tedesco. Ma il segnale complessivo è chiaro: il mercato di gennaio ha portato ossigeno, nuova linfa e soprattutto concorrenza interna.

Ora il prossimo ostacolo si chiama Pianese, ottava in classifica. Una sfida complicata, resa ancora più insidiosa dal campo sintetico e dal turno infrasettimanale. Sarà un test importante, un ulteriore step nel percorso di crescita del Grifo. Il Perugia, però, non deve avere timore. Lo ha dimostrato a San Benedetto: con questo atteggiamento, la risalita è possibile e la zona rossa può finalmente diventare solo un brutto ricordo.

 

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Lorenzo Farneti
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