23 Jun, 2026 - 16:30

Vertenza Moplefan Terni: il futuro slitta al 15 luglio, sul tavolo 10 milioni e una complessa due diligence al Mimit

Vertenza Moplefan Terni: il futuro slitta al 15 luglio, sul tavolo 10 milioni e una complessa due diligence al Mimit

I dieci milioni di euro pronti per salvare lo stabilimento della Moplefan di Terni restano congelati, sospesi in un limbo di verifiche contabili che sposta la scadenza decisiva al prossimo 15 luglio. Al tavolo del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), la fumata bianca per la firma dell'accordo definitivo è stata rimandata a causa di una due diligence finanziaria, legale e commerciale ancora in corso. Una radiografia profonda, affidata agli advisor del potenziale acquirente, che condiziona l'intera operazione di rilancio del polo chimico umbro. La proprietà polacca ha garantito il pieno accesso alla data room, consentendo al consulente incaricato di finalizzare le valutazioni necessarie per formalizzare una proposta vincolante. Se l'esito sarà positivo, la nuova finanza permetterà di soddisfare i creditori, avviare le manutenzioni e far ripartire almeno una linea produttiva tra ottobre e novembre, ponendo le basi per il successivo ritorno ai livelli occupazionali pre-crisi.

Il rinvio strategico al Ministero e il ruolo delle istituzioni locali guidate da Palazzo Spada

Gabriele Ghione

La delegazione ternana si è presentata a Roma conscia della delicatezza del momento economico e sociale. All'incontro ministeriale ha preso parte l'assessore allo Sviluppo economico Gabriele Ghione, intervenuto su delega diretta del sindaco Stefano Bandecchi. Un passaggio istituzionale che certifica l'attenzione del Comune per un sito industriale storico, specializzato nella produzione di film plastici in polipropilene. “L'incontro aveva già subito un rinvio per effetto della necessità di portare a compimento l'accordo con il nuovo investitore individuato”, ha spiegato l'assessore Gabriele Ghione, evidenziando come la trattativa non sia affatto arenata, ma necessiti di passaggi tecnici speculari alla complessità del deal. “Di fatto l'accordo non è stato ancora siglato perché non sono ancora terminate le attività relative alla due diligence, attività che sta esaminando la situazione attuale e le prospettive future dal punto di vista commerciale, legale e finanziario”. La proprietà si è dimostrata collaborativa, ma la mole di dati richiede tempo per essere digerita dai tecnici incaricati di redigere l'offerta.

La dote da dieci milioni di euro e la duplice manifestazione d'interesse tra finanza e petrolchimica

L'architettura societaria che si sta delineando poggia su basi economiche precise e su un doppio binario emerso nelle ultime settimane. Alla holding finanziaria con cui la casa madre polacca ha aperto un'interlocuzione il mese scorso, si sarebbe aggiunto un soggetto industriale proveniente dal comparto petrolchimico. Sul piatto c'è un investimento da 10 milioni di euro, una dote considerata indispensabile per coprire le passività e rimettere in sesto la fabbrica. L'esperto nominato nell'ambito della procedura di composizione negoziata della crisi ha già depositato la documentazione e l'offerta presso il tribunale competente, confermando la regolarità formale del percorso. Lo studio di consulenza che segue l'operazione sta stringendo i tempi per mettere l'investitore nella condizione di sciogliere la riserva, valutando i rischi legati ai mercati internazionali e alla struttura dei costi energetici del polo ternano.

Il piano di ripartenza autunnale tra sblocco dei creditori, materie prime e nuove assunzioni

Il cronoprogramma operativo per la rinascita del sito umbro guarda già al calendario autunnale, fermo restando il passaggio obbligato di metà luglio. L'iniezione di nuova finanza da parte del subentrante servirà in prima battuta a comporre le richieste dei creditori, passaggio propedeutico per riattivare le linee di credito commerciali. Solo successivamente sarà possibile ordinare le materie prime e avviare la manutenzione straordinaria dei macchinari della Moplefan, fermi da lunghi mesi. L'obiettivo dichiarato a ridosso dello start-up è riattivare almeno una linea produttiva tra ottobre e novembre. Una volta stabilizzato il ciclo industriale e riportata la produzione ai livelli quantitativi precedenti alla crisi aziendale, il piano prevede il progressivo reclutamento di nuovo personale. Questo passaggio mira a reintegrare le maestranze e a ricostruire l'organico dello stabilimento.

La prudenza dei sindacati e il nodo del marchio storico per il rilancio del polo industriale

Nonostante gli elementi di concretezza emersi al tavolo, la rappresentanza dei lavoratori mantiene un profilo di rigida cautela. Per le sigle di categoria Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil, l'interessamento dei due soggetti e la cifra stanziata rappresentano un passaggio positivo, ma ancora lontano dall'essere risolutivo. I sindacati insistono sulla necessità di visionare un piano industriale e commerciale a lungo termine, ritenendo che senza una strategia di mercato chiara anche le risorse economiche rischierebbero di non tradursi in una reale continuità. In parallelo, l'azienda ha avviato l'iter per il riconoscimento del marchio storico, una mossa finalizzata a incrementare il valore patrimoniale del sito e ad accedere a eventuali strumenti pubblici di sostegno. Le parti sociali torneranno a confrontarsi al ministero subito prima della scadenza del 15 luglio, quando l'investitore dovrà presentare la proposta vincolante e scoprire definitivamente le proprie carte.

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Federico Zacaglioni
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