Da quattro decenni la Primavera, a Gubbio, ha un profumo particolare: quello portato dal vento e colorato dalla bellezza geometrica degli aquiloni di Ventomania. Lo storico Festival Internazionale degli aquiloni, organizzato dall’associazione Aquilonisti Eolo Gubbio in stretta sinergia con l’Amministrazione Comunale, taglia quest'anno il prestigioso traguardo della 40ª edizione. Un anniversario che trasforma il cielo sopra il Parco del Teatro Romano in un mosaico vibrante di creatività, confermando la manifestazione come uno degli appuntamenti più attesi e iconici del panorama umbro.
La storia di Ventomania affonda le sue radici nel lontano 1984, quando un’intuizione dell’associazione Gubbio Fly, in collaborazione con Cervia Volante, diede vita a una prima edizione informale. Fin dai suoi esordi, il festival si distinse per un’atmosfera spontanea e visionaria, capace di trasformare lo spazio aereo in un territorio di pura fantasia.
Dal 1994, il testimone è passato nelle mani dell’Associazione Eolo, guidata oggi dal presidente Fabrizio Pierotti. Il gruppo ha saputo custodire lo spirito originario della kermesse, traghettandola però verso una dimensione globale. Negli ultimi anni, il sostegno strutturale del Comune di Gubbio ha permesso a Ventomania di consolidare il suo respiro internazionale, diventando un modello di riferimento per il settore e un volano per il turismo esperienziale della zona.
L'appuntamento è fissato dal 20 al 22 marzo 2026, un weekend che segnerà simbolicamente l’ingresso della Primavera. Il cronoprogramma è stato studiato per coinvolgere un pubblico trasversale, dai professionisti del volo acrobatico alle famiglie con bambini:
-Venerdì 20 marzo: Il sipario si alza nel pomeriggio con una sessione dedicata interamente alle scuole. Uno spazio didattico fondamentale dove i laboratori artigianali e i voli di prova permettono ai più giovani di avvicinarsi a questa disciplina millenaria. È anche il momento dell'accoglienza, con l'arrivo delle prime delegazioni.
-Sabato 21 marzo: L'apertura ufficiale è prevista per le ore 10:00. Da questo momento, il cielo si popolerà di giganti gonfiabili e aquiloni artistici. La giornata sarà arricchita da eventi collaterali, mostre tematiche e aree gastronomiche.
-Domenica 22 marzo: La giornata clou. Oltre ai voli liberi, il pomeriggio sarà impreziosito dall'esibizione degli Sbandieratori di Gubbio (ore 15:00), un connubio perfetto tra la tradizione storica della città e la modernità del festival, prima dei saluti istituzionali finali.
Ciò che rende unica l'edizione 2026 è l'impressionante partecipazione internazionale. Sono attese 11 delegazioni estere provenienti da nazioni come Polonia, Belgio, Francia, Germania, Gran Bretagna, Portogallo e Stati Uniti. A queste si affiancheranno 35 team italiani, in rappresentanza di quasi tutto lo Stivale, dal Trentino alla Sardegna.
Questa partecipazione trasformerà Gubbio in un hub culturale multilingue. Come sottolineato dall’assessore allo sport Carlotta Colaiacovo durante la conferenza stampa di presentazione, Ventomania è l'esempio plastico di come la sinergia tra istituzioni e associazionismo possa generare valore. Il festival non è solo una festa di colori, ma un asset di marketing territoriale che permette alla città di aprirsi al mondo, offrendo un’esperienza di condivisione che abbatte i confini geografici.
Ventomania 2026 non è solo "naso all'insù". Il villaggio del festival offrirà un percorso completo:
-Cultura e Fotografia: La mostra Gas Gas Kite racconta l'evoluzione tecnica ed estetica dell'aquilone.
-Sostenibilità e Outdoor: Le esperienze gratuite in e-bike invitano a scoprire la bellezza del territorio circostante in modo ecologico.
-Artigianato: I "giardini del vento" e gli stand dedicati permettono di toccare con mano i materiali — tessuti tecnici e strutture in carbonio — che rendono possibili queste incredibili evoluzioni.
In un'epoca dominata dal virtuale, Ventomania rivendica l'importanza della manualità e della pazienza. Costruire e far volare un aquilone richiede la comprensione degli elementi naturali, trasformando un semplice oggetto in un rito collettivo di pace e stupore.