Le vacanze degli umbri rallentano, ma non si fermano. L’indagine condotta da Fiavet Umbria Confcommercio tra le agenzie di viaggio associate registra per l’estate 2026 un lieve calo delle prenotazioni rispetto al 2025, segnale di una maggiore prudenza legata al quadro economico e all’incertezza generale. La domanda però resta vivace e continua a privilegiare le mete balneari italiane, con soggiorni medi di una settimana e una forte prevalenza di viaggi individuali, mentre iniziano a crescere di nuovo i gruppi organizzati verso destinazioni come Assisi. Gli umbri guardano ancora soprattutto all’Italia, poi all’Europa e solo in seconda battuta ai viaggi extraeuropei, scelti quando offrono esperienze originali e personalizzate. Proprio la progettazione su misura del viaggio, spiegano le agenzie, è il vero valore aggiunto: sempre più clienti arrivano senza una meta definita e si affidano alla consulenza professionale, anche per avere garanzie e coperture assicurative adeguate. Sul versante opposto, l’Umbria conferma la sua attrattività per il turismo internazionale, trainato da cultura, borghi e turismo esperienziale.
I dati raccolti a Perugia e nel resto del territorio regionale tracciano un quadro chiaro: la contrazione della capacità di spesa e l'instabilità spingono le famiglie a pianificare con maggiore cautela. La maggior parte degli operatori segnala una flessione delle prenotazioni, ma l'interesse per il viaggio non si azzera. L'Italia si conferma la meta preferita, con una netta predilezione per le località balneari e soggiorni della durata media di una settimana. Subito dopo si posizionano i Paesi europei, mentre il lungo raggio e le destinazioni extraeuropee mantengono una quota più marginale, pur mostrando segnali di crescita legati alla ricerca di esperienze emozionali e originali. Sebbene il mercato continui a essere caratterizzato da una netta prevalenza di viaggi individuali, si registra un'importante inversione di tendenza sul fronte dei gruppi organizzati. Questo segmento mostra infatti un trend in crescita rispetto al passato, trainato in particolare da alcune mete specifiche, con Assisi in testa a tutte.

In questo scenario di incertezza globale, emerge un dato strutturale significativo: il ruolo centrale delle agenzie di viaggio come consulenti strategici e non più come semplici intermediari commerciali. I viaggiatori cambiano approccio e preferiscono non rischiare con il fai-da-te digitale. Sempre più clienti si affidano alla consulenza dei professionisti, presentandosi agli sportelli senza una destinazione predefinita ed esplicitamente aperti a lasciarsi guidare. Diventa quindi decisivo il supporto tecnico per la costruzione di itinerari personalizzati. Il valore aggiunto della progettazione del viaggio su misura, unito all'assistenza qualificata, rappresenta la vera motivazione d'acquisto per il consumatore del 2026. A fare la differenza nelle scelte sono anche le tutele legali e sanitarie richieste dai viaggiatori, con una domanda molto alta di coperture assicurative in primis, considerate ormai indispensabili per gestire gli imprevisti.
Se il turismo in uscita mostra i segni della prudenza, sul fronte dell'incoming l’Umbria si conferma una destinazione attrattiva per il turismo internazionale. La rilevazione interna evidenzia l'ottima tenuta dei flussi provenienti dai Paesi europei e dagli Stati Uniti. A guidare le scelte dei visitatori stranieri sono il patrimonio storico, artistico e i borghi del territorio, fattori chiave di un turismo culturale ed esperienziale ormai consolidato. Tuttavia, le tensioni internazionali si fanno sentire anche nel cuore verde d'Italia: si registrano segnali di rallentamento nelle prenotazioni, essenzialmente in conseguenza della situazione geopolitica internazionale, che ostacola o rallenta i flussi da mercati precedentemente molto interessanti. Rimane dunque la necessità di rafforzare le attività di promozione e consolidare la presenza nei mercati esteri che in questa complessa fase storica si dimostrano più promettenti, ovvero quelli europei.
Sulle prospettive e le sfide del comparto si è espresso direttamente il vertice dell'associazione di categoria. “La nostra indagine conferma il posizionamento dell'Umbria come destinazione riconosciuta per la qualità del proprio patrimonio culturale, dei borghi storici e dell'offerta esperienziale”, commenta Federico Tagliolini, presidente Fiavet Umbria. “Nel contempo, il rallentamento registrato da una parte degli operatori evidenzia la necessità di continuare a investire nella promozione della regione sui mercati esteri e nel consolidamento dei rapporti con gli intermediari turistici, rafforzando la competitività della destinazione in un contesto caratterizzato da una crescente concorrenza tra territori”.