Si chiama "Tecniche digitali per la gestione sostenibile delle costruzioni, dell’ambiente e del territorio" e, al netto del nome chilometrico, è la novità più concreta per chi vuole fare il geometra senza passare per trafile infinite. Iscrizioni aperte fino al 22 agosto. Tre anni di corso all’Università di Perugia, Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale, e si entra nel mondo del lavoro abilitati.
Dietro al progetto ci sono i Collegi dei Geometri di Perugia e Terni, che hanno messo in piedi un corso universitario con un obiettivo preciso: riportare in cantiere una figura professionale che sta scomparendo. Le selezioni si terranno il 4 settembre al Polo di Ingegneria di Madonna Alta. Nessun esame di Stato, solo studio e pratica. Una proposta formativa che ha il sapore del rilancio, in una regione dove i cantieri rallentano non per mancanza di fondi, ma per carenza di tecnici.
L’attivazione di questa laurea nasce anche per rispondere a una crescente carenza di geometri in Umbria, dove il settore delle costruzioni sta vivendo una ripresa importante. "La società richiede sempre più tecnici, soprattutto tecnici intermedi – ha ricordato Enzo Tonzani, presidente del Collegio dei Geometri di Perugia –. Riscontriamo una grande difficoltà a mandare avanti i cantieri proprio per mancanza di figure adeguate, come quella del geometra".
Negli ultimi anni, il numero di geometri attivi sul territorio umbro è diminuito drasticamente, complici il calo di nuove leve e i pensionamenti: la categoria in Umbria conta oggi poco più di 2.100 geometri iscritti alla Cassa previdenziale, di cui circa 400 già in pensione. Dopo la crisi dell’edilizia dello scorso decennio il ricambio generazionale si è quasi bloccato, e persino alcuni concorsi pubblici per geometri in Umbria sono andati deserti per carenza di candidati. Ora, con la ripartenza trainata dai bonus edilizi e dagli investimenti sulla sostenibilità, la domanda di geometri è tornata a cresceree la categoria sta iniziando a ripopolarsi.
La penuria di geometri non è solo umbra, ma riflette una tendenza nazionale. In Italia, per oltre un decennio, sempre meno giovani hanno intrapreso questa professione. Basti pensare che tra il 2008 e il 2017 il numero di aspiranti geometri iscritti all’esame di abilitazione è crollato da oltre 9.300 a circa 4.100, con un calo di oltre il 55%.
Il Consiglio Nazionale Geometri attribuisce questo tracollo in buona parte alla riforma scolastica del 2010, che ha eliminato lo storico Istituto tecnico per geometri (sostituito dall’indirizzo “Costruzioni, Ambiente e Territorio” – CAT) e orientato molti studenti verso licei e altri percorsi. Il risultato è stato un drastico calo di iscrizioni negli istituti tecnici settore geometri e, di conseguenza, una riduzione nel numero di nuovi professionisti.
Solo di recente si osservano timidi segnali di inversione di tendenza: per l’anno scolastico 2024/2025, ad esempio, le iscrizioni al primo anno degli istituti CAT in Italia sono risalite a 10.189 studenti, quasi mille in più rispetto all’anno precedente. Nonostante questo lieve aumento, a livello nazionale l’offerta di geometri rimane insufficiente rispetto alle richieste del mercato del lavoro contemporaneo, che – complice la spinta del Superbonus, dei piani di rigenerazione urbana e del PNRR – è tornato a cercare profili tecnici qualificati in numero sempre maggiore.
Il nuovo corso di laurea triennale dell’Università di Perugia rappresenta una novità importante anche dal punto di vista economico. Rispetto al percorso classico post-diploma, che prevedeva un tirocinio di 18 mesi e un esame di Stato, il nuovo corso consente di abilitarsi direttamente alla professione in soli tre anni. I costi universitari sono quelli ordinari previsti dall’Ateneo perugino, con agevolazioni e borse di studio regionali per redditi bassi.
A questi si aggiungono eventuali spese per il materiale tecnico (software CAD, dispositivi per rilievi, ecc.) e per l’iscrizione al Collegio una volta laureati. Non si tratta di un investimento proibitivo, soprattutto se rapportato alle buone prospettive occupazionali. Per chi sceglie la libera professione, vanno considerate anche le spese iniziali per avviare uno studio tecnico: assicurazione obbligatoria, contributi previdenziali, strumenti digitali.
Viene da chiedersi perché i giovani, negli ultimi anni, abbiano snobbato il mestiere del geometra, contribuendo a creare la situazione di emergenza odierna. Diversi fattori hanno giocato un ruolo. In primo luogo, la già citata riforma scolastica ha reso meno visibile il percorso tecnico per geometri: molti ragazzi non identificano l’indirizzo CAT con la figura tradizionale del geometra, e spesso preferiscono seguire studi liceali per poi magari puntare a lauree in ingegneria o architettura.
Inoltre, il crollo del settore edile seguito alla crisi economica del 2008-2014 ha trasmesso l’idea che quella del geometra fosse una professione in crisi, con meno opportunità e guadagni incerti. Va considerato anche l’impegno richiesto: diventare geometra comportava un tirocinio di 18 mesi post-diploma e un esame di Stato, un percorso non retribuito e visto da alcuni come poco allettante rispetto ad altre carriere. A ciò si aggiungono i costi iniziali della libera professione – dall’iscrizione al Collegio alle spese per attrezzature, software tecnici e assicurazione professionale obbligatoria – che possono scoraggiare i neodiplomati. Tutti questi elementi hanno contribuito a rendere meno popolare questa carriera tecnica tra i giovani.
Eppure, paradossalmente, mai come oggi il geometra è tornato ad essere una figura ricercata e strategica. La ripresa dell’edilizia sostenuta dai bonus governativi, le nuove sfide della transizione ecologica e digitale, e il bisogno di tecnici intermedi esperti in cantieri, sicurezza e territorio hanno riacceso i riflettori su questa professione. Chi intraprende oggi il percorso da geometra – sia attraverso l’istituto CAT sia tramite la nuova laurea professionalizzante – si troverà ad operare con strumenti all’avanguardia (dai droni al BIM, fino all’intelligenza artificiale) e in ambiti variegati che vanno dall’edilizia tradizionale alla sostenibilità ambientale, dalla gestione del territorio alla sicurezza sul lavoro.
Non a caso, lo stesso presidente Tonzani insiste che quella del geometra è una professione dalle “tante opportunità” e invita i giovani a rivalutarla alla luce delle nuove prospettive: oggi il geometra “utilizza le più moderne tecnologie” ed è in grado di occuparsi di aspetti che vanno dall’edilizia alla tutela ambientale, offrendo così molti stimoli e la possibilità di realizzare qualcosa di concreto e duraturo. I dati, del resto, iniziano a dare ragione a questa visione: in Umbria le iscrizioni alla Cassa Geometri e i redditi professionali medi sono di nuovo in aumento, segno che il lavoro non manca e anzi la categoria sta beneficiando della ripresa economica in atto.