Unicoop Etruria, il gigante nato dalla fusione tra Unicoop Tirreno e Coop Centro Italia, ha siglato con Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs un accordo quadro che affronta il nodo più spinoso del piano industriale 2025-2027. Sul piatto ci sono 24 punti vendita - tra insegne Coop e Superconti - destinati a cambiare proprietà, e 180 esuberi dichiarati nelle sedi di Vignale Riotorto, Castiglione del Lago e Terni. Ma il cuore dell'intesa, che ha richiesto uno sforzo negoziale senza precedenti, sta nelle garanzie ottenute dai sindacati: nessun licenziamento coatto, esodi volontari con assegni fino a 40mila euro lordi per un quarto livello, e un blocco biennale a nuove cessioni che congela la rete di vendita fino al 31 dicembre 2027.
L'architettura dell'accordo poggia su due pilastri distinti ma complementari. Da un lato, la gestione del personale in esubero nelle strutture direzionali e logistiche. Dall'altro, la cessione dei negozi considerati non strategici, un'operazione delicatissima che i sindacati hanno voluto blindare con un protocollo di garanzie stringenti. I lavoratori delle sedi avranno 45 giorni di tempo per valutare l'adesione volontaria all'esodo. L'incentivo base per un quarto livello full-time è stato fissato a 40mila euro lordi, una cifra destinata a ridursi gradualmente - fino a un minimo di 10mila euro - solo per chi si trova a meno di dodici mesi dalla maturazione dei requisiti pensionistici. Il preavviso, anche se non lavorato, verrà pagato in aggiunta. Una clausola importante riguarda le priorità: chi maturerà i requisiti pensionistici entro il 31 dicembre 2028 avrà la precedenza nell'accoglimento della domanda di esodo, una misura pensata per agevolare il ricambio generazionale e favorire eventuali ricollocazioni per i più giovani.

La Regione Umbria ha seguito l'intera vicenda con un'attenzione costante, pur non essendo direttamente seduta al tavolo nazionale. L'assessore regionale allo Sviluppo economico e Lavoro, Francesco de Rebotti, ha lavorato nei mesi scorsi a un'incessante opera di raccordo tra le parti, consapevole dell'impatto che la riorganizzazione avrebbe avuto su territori come il ternano e il perugino. E proprio De Rebotti, contattato al termine della firma, non nasconde la soddisfazione per un risultato che definisce “storico” per le modalità con cui è stato raggiunto.
“La trattativa tra azienda e sindacati non è stata semplice - sottolinea l'assessore - ma la Regione Umbria è stata presente a tutte le fasi di questo percorso, prima, durante e dopo l'avvio del confronto nazionale, mantenendo un dialogo costante con le organizzazioni sindacali e con l'azienda per salvaguardare l'occupazione e le prospettive del sistema cooperativo nei nostri territori”.
De Rebotti insiste molto sul metodo e sulla sostanza di un accordo che, a suo giudizio, rappresenta un modello di gestione delle crisi. “È un risultato importante - prosegue - perché consente di eliminare la necessità di avviare procedure di licenziamento e di salvaguardare i posti di lavoro, mantenendo allo stesso tempo gli impegni assunti un anno fa nel percorso che ha portato alla nascita della nuova cooperativa. L'obiettivo è accompagnare una fase di riorganizzazione garantendo la massima tutela per lavoratrici e lavoratori”.
L'assessore regionale, che nei prossimi giorni incontrerà nuovamente le parti sociali, guarda già alla fase successiva. Quella della verifica. Perché un accordo, per quanto solenne, vale se viene rispettato nei fatti. “Il percorso non si conclude con la firma dell'accordo - avverte De Rebotti - Continueremo a lavorare insieme alle parti sociali e all'azienda per monitorare la concreta attuazione degli impegni assunti e per verificare la messa a terra dell'accordo, affinché la nuova Unicoop Etruria possa consolidare la propria presenza e sviluppare nuovi investimenti anche nei nostri territori, nel rispetto della tutela del lavoro”.

Ma è sulle cessioni dei punti vendita che si è giocata la partita più complessa. Le organizzazioni sindacali hanno ottenuto un pacchetto di tutele che trasforma la procedura di trasferimento d'azienda in un percorso controllato. I potenziali acquirenti dovranno essere operatori strutturati del settore, obbligati ad applicare i Ccnl del commercio sottoscritti da Filcams, Fisascat e Uiltucs. Dovranno presentare un piano industriale dettagliato, con prospettive occupazionali e commerciali chiare, e saranno sottoposti a una consultazione sindacale allungata a 45 giorni. Le cessioni verranno concentrate sul minor numero possibile di compratori, per evitare una frammentazione eccessiva della rete. E se non si dovessero trovare acquirenti in possesso di questi requisiti, si aprirà un confronto per gestire le conseguenze occupazionali, garantendo comunque gli stessi strumenti (esodo o ricollocazione) previsti per le sedi.
La vera svolta, tuttavia, è rappresentata dall'impegno formale di Unicoop Etruria a non intraprendere ulteriori processi di cessione o chiusura sulla rete di vendita fino al 31 dicembre 2027. Una moratoria che copre l'intero arco del piano industriale e offre ai territori una stabilità fino a ieri impensabile.
Se la cessione dei negozi segue un binario definito, più complesso appare il capitolo della riorganizzazione della logistica. Il piano presentato da Unicoop Etruria prevede un riassetto che interessa il magazzino di Castiglione del Lago, ma i contorni precisi dell'operazione sono ancora in via di definizione. Per questo i sindacati hanno chiesto e ottenuto un confronto specifico, che si terrà nelle prossime settimane. L'obiettivo è duplice: da un lato, garantire che le eventuali eccedenze di personale possano essere assorbite attraverso il turnover ordinario; dall'altro, verificare le prospettive di ampliamento della struttura, che potrebbe diventare un polo logistico di riferimento per l'intero gruppo.
Parallelamente, si lavorerà sulle ricollocazioni. Quelle possibili, quelle che dipenderanno dal numero effettivo di adesioni all'esodo. Più lavoratori sceglieranno di uscire, più spazi si libereranno per chi intende restare. L'accordo prevede che per i trasferimenti si applichi il trattamento previsto dal contratto integrativo aziendale ex Unicoop Tirreno, un elemento non secondario per garantire uniformità di trattamento. Le ricollocazioni potranno avvenire sia nella rete vendita, sia nel magazzino di Castiglione del Lago, sia - in prospettiva - nei tre nuovi punti vendita che la cooperativa ha promesso di aprire in Umbria entro il 2027, a Terni, Gubbio e Norcia.
Un segnale importante per una regione che, con la crisi delle sedi e la cessione di alcuni negozi, temeva di uscire ridimensionata dalla riorganizzazione. Invece, a conti fatti, l'Umbria esce dall'accordo con un presidio rafforzato: un hub logistico da rilanciare, tre nuove aperture in calendario e la certezza che, almeno fino al 31 dicembre 2027, non ci saranno altre cessioni. La razionalizzazione, insomma, è stata arginata. Resta ora da vedere quanti lavoratori, davanti all'assegno da 40mila euro, sceglieranno di lasciare. E quanti, invece, decideranno di restare per costruire il futuro della nuova Unicoop Etruria.