Alle 16.05 del 9 marzo 2023 la terra tremò nei dintorni di Umbertide. Era la prima scossa, quella di magnitudo 4.4, seguita a qualche ora di distanza da una seconda, ancora più forte, di intensità 4.5. Furono lunghe ore di paura e smarrimento tra Pierantonio, Sant'Orfeto, Pian D'assino e Montecorona. Lo sciame sismico andò avanti per settimane provocando oltre 700 gli sfollati.
Oggi sono trascorsi esattamente tre anni da quando quella ferita si è aperta e, passo dopo passo, si lavora per farla rimarginare. In questo anniversario importante il commissario straordinario alla ricostruzione, Guido Castelli ha voluto ribadire l'impegno per "restituire il prima possibile ai cittadini le loro case, i loro spazi pubblici e le loro attività produttive".
Il sisma, ha affermato Castelli, "è un evento imprevedibile, purtroppo ricorrente nel nostro Appennino centrale". Di fronte a tale fenomeno improvviso, ha sottolineato, "a noi spetta il dovere di garantire una ricostruzione fondata sulla sicurezza e la sostenibilità. Proprio a tale scopo, nei giorni scorsi è stata pubblicata una nuova Ordinanza che completa il quadro normativo, già delineato dalle precedenti ordinanze, al fine di rendere più efficace e rapido l'avvio dei lavori".
L'Umbria sul fronte della ricostruzione, già a partire da dopo il tremendo terremoto di Foligno del 1997, è sempre stata un modello virtuoso. Un esempio confermato anche con il sisma del 2016 che ha portato a una notevole semplificazione della burocrazia per l'accesso alle risorse, applicata anche per le comunità colpite dal sisma del 2023.
Per la ricostruzione si è partiti dalla stima dei danni arrivati a quasi mezzo miliardo di euro: 470 milioni, di cui 431 milioni per la ricostruzione privata e 42 milioni per quella pubblica. Ora, ha dichiarato il commissario, "siamo giunti a una fase cruciale: il passaggio dalle norme ai cantieri. Da questa esigenza nasce la nuova Ordinanza che è intervenuta su tre ambiti principali: ricostruzione privata, ricostruzione pubblica e interventi su chiese ed edifici di culto".
Un lavoro all'insegna della collaborazione interistituzionale che ha visto l'impegno congiunto della presidente Proietti, degli Uffici speciali per la ricostruzione e dei sindaci umbri coinvolti. "Ancora una volta - ha osservato Castelli - la sinergia istituzionale ha confermato di essere una premessa indispensabile per agire e dare risposte in modo efficace".
Sul fronte della ricostruzione privata, attraverso la piattaforma Ge.di.si., è già possibile per professionisti e cittadini inoltrare le istanze di contributo. Il cronoprogramma prevede tre scadenze precise. Entro il 31 marzo 2026 andrà presentata la valutazione preventiva del livello operativo, della richiesta di autorizzazione al miglioramento e della manifestazione di volontà. La seconda scadenza è il 30 giugno 2026, data entro la quale dovrà venire depositato il contratto di incarico al professionista presso l'Usr. Infine entro il 31 dicembre 2026 andrà presentata la richiesta di contributo.
Dal primo gennaio 2026 è inoltre attivo il Contributo per il disagio abitativo (Cda) destinato ai nuclei familiari la cui abitazione principale sia stata distrutta o gravemente danneggiata. Dal contributo sono esclusi i locatari, fatta eccezione per gli assegnatari di edilizia residenziale pubblica.
Sul fronte della ricostruzione pubblica attualmente si stanno già valutando i primi Dip, i Documenti di indirizzo alla progettazione. Ad occuparsi della verifica tecnico-amministrativa sono gli Uffici Speciali per la Ricostruzione che poi trasmettono gli atti al Commissario, che a sua volta individua gli interventi finanziabili d'intesa con la Regione.
Per garantire lo sviluppo del progetto di fattibilità tecnico-economica e quindi di arrivare al cantiere in tempi brevi, è prevista un'anticipazione fino al 10% del valore dell'intervento.
Analogamente per la ricostruzione delle chiese e degli edifici di culto sono previste anticipazioni per le attività progettuali. Nell'ultima Cabina di coordinamento è stato approvato il Primo Stralcio del Piano di ricostruzione delle principali chiese delle diocesi di Perugia-Città della Pieve e Umbertide, autorizzando le attività di progettazione e le connesse funzioni tecniche con un finanziamento anticipato, anche in questo caso, fino al 10% del valore complessivo di ciascun intervento.