Non più solo emergenze da gestire con comunicati episodici, né rassicurazioni di facciata davanti a un cantiere che si trascina. La partita dei trasporti in Umbria prova ad alzare il livello, uscendo dalla logica del giorno per giorno per entrare in quella, ben più complessa, della pianificazione strutturale. A fare da spartiacque, l’incontro di venerdì mattina tra l’amministratore delegato di Rete Ferroviaria Italiana (Rfi) Aldo Isi e l’assessore regionale alle Infrastrutture Francesco De Rebotti, un faccia a faccia che ha segnato un cambio di passo nel metodo. Da quel confronto, che si è svolto in un clima definito “costruttivo” da entrambe le parti, è emerso con chiarezza l’impegno a istituire un tavolo interregionale permanente. Una sede fissa, questa volta, pensata per mettere intorno a un unico banco le Regioni e il gestore della rete, con l’obiettivo di smettere di rincorrere i disagi e iniziare a governare il futuro. Per i pendolari umbri, abituati negli ultimi mesi a fare i conti con rallentamenti, cantieri e modifiche di orario spesso subite più che condivise, la posta in gioco è alta: capire se i sacrifici di oggi si trasformeranno davvero in più treni, collegamenti efficienti e, soprattutto, in un servizio affidabile.
La notizia, in sé, non è solo l’ennesima riunione tecnica. È l’architrave di un cambio di paradigma. L’assessore De Rebotti ha portato sul tavolo un pacchetto di questioni aperte che vanno dalla direttissima Roma-Firenze alla ex Ferrovia Centrale Umbra (Fcu), fino ai timori legati ai possibili effetti dell’alta velocità sulla capacità di linea. E ha ottenuto, come primo risultato concreto, la disponibilità a trasformare il confronto in un appuntamento stabile. Un “tavolo interregionale” che, nelle intenzioni, dovrà diventare il luogo in cui monitorare i lavori, coordinare gli orari e, soprattutto, restituire ai territori una visione chiara sugli esiti degli investimenti in corso.
“La Regione – ha sottolineato De Rebotti – riconosce l’importanza degli investimenti e dei lavori in corso, così come la necessità di affrontare una fase di sacrifici. Tuttavia, è indispensabile accompagnare questo percorso con una prospettiva chiara: i cittadini devono sapere quale sarà l’esito degli interventi, quale modello di esercizio ne deriverà e in che modo migliorerà concretamente il servizio”. Un richiamo netto alla responsabilità di chi gestisce l’infrastruttura, ma anche un modo per tracciare il solco tra la gestione dell’ordinaria emergenza e la costruzione, finalmente, di una strategia condivisa.
Tra i dossier più caldi affrontati durante la riunione con Isi e i tecnici di Rfi c’è senza dubbio quello della ex Fcu (Ifru) , l’asse ferroviario che attraversa il cuore della regione. Un’infrastruttura strategica per la mobilità interna, ma che oggi rischia di essere il simbolo di un’opportunità solo parzialmente colta. L’assessore De Rebotti, nel corso del confronto, ha messo il dito nella piaga: le semplificazioni progettuali introdotte per rispettare le scadenze serrate del Pnrr hanno portato all’eliminazione di alcuni tratti di raddoppio e di punti di incrocio. Il risultato, paradossalmente, è che nonostante l’elettrificazione e l’introduzione di treni più performanti, la capacità della linea è rimasta sostanzialmente invariata e i tempi di percorrenza sono tornati ad allinearsi a quelli storici.
Un’occasione di potenziamento strutturale che, di fatto, è stata ridimensionata in corso d’opera. Per questo, la Regione ha chiesto di valutare il ripristino, almeno in prossimità dei nodi di Perugia e Terni, delle configurazioni infrastrutturali originarie. L’obiettivo è ambizioso: rendere la linea compatibile con gli standard nazionali moderni, consentendo l’utilizzo di treni più veloci e, di conseguenza, alleggerendo il traffico sulle tratte saturate, con un effetto a catena positivo anche sui collegamenti diretti con Roma.
“Parliamo di nuovi treni, di interventi sulle tratte, di riorganizzazione della rete – ha ribadito De Rebotti – tutti elementi che devono essere ricondotti a un disegno complessivo comprensibile e verificabile. I pendolari umbri hanno bisogno non solo di risposte nell’immediato, ma di poter percepire il risultato finale di quanto si sta realizzando”. Una frase che suona come un avvertimento, ma anche come un impegno a non considerare chiusa la partita della ex Fcu, nonostante i cantieri del Pnrr siano in fase avanzata.
Sul fronte dell’alta velocità e della direttissima, il clima è stato più disteso, ma non privo di tensioni. De Rebotti ha espresso apertamente la preoccupazione della Regione in merito a una recente delibera dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato sui cosiddetti “treni a mercato”. Il timore, concretissimo, è che decisioni calate dall’alto possano comprimere ulteriormente la capacità di linea a disposizione dei servizi regionali, spremuti tra i convogli ad alta velocità e le merci.
Una preoccupazione che, a quanto si apprende, è stata prontamente ridimensionata dai vertici di Rfi. Nel corso del confronto, Isi e i suoi tecnici hanno fornito rassicurazioni precise: il provvedimento dell’Antitrust, nelle more della sua applicazione, non inciderà sui servizi previsti nell’ambito dell’accordo quadro già in essere. Un chiarimento che, almeno per il momento, scongiura l’ipotesi di una riduzione degli spazi per i treni regionali sulla spina dorsale del traffico nazionale.
L’incontro si è quindi concluso con la convergenza su quello che viene definito un “modello operativo integrato tra regioni”. L’istituzione del tavolo interregionale permanente rappresenta lo strumento per dare gambe a questa visione. Una sede di dialogo che, per la prima volta, tenterà di mettere ordine in una materia storicamente frammentata, dove le decisioni su direttissima, alta velocità e linee secondarie sono state spesso prese in ordine sparso, senza una cabina di regia unica.
“Il tavolo interregionale – ha concluso De Rebotti – rappresenta un passaggio fondamentale per dare continuità al confronto e per costruire quella visione unitaria che oggi manca. Investimenti e lavoro sono elementi positivi, ma devono essere accompagnati da una prospettiva chiara. È in questa sede che potremo dare ai cittadini quelle risposte attese in termini di tempi, risultati e qualità del servizio”.
Per i pendolari umbri, abituati a convivere con i cartelli di cantiere e i fogli di viaggio stravolti, l’appuntamento ora è con la concretezza di questo nuovo metodo. Il rischio, sempre in agguato, è che anche un tavolo permanente possa trasformarsi in un contenitore di annunci senza seguito. Ma la postura, questa volta, sembra diversa. Perché per la prima volta si parla esplicitamente di “prospettiva chiara” e di “risultato finale”. E in una regione che aspetta da anni risposte sul fronte della mobilità, tradurre queste parole in fatti sarà il vero banco di prova per Rfi e per la politica.