L'Umbria, se non si risolve la questione infrastrutture rischia l'isolamento. Questo quanto sostengono la presidente della Regione, Stefania Proietti e l'assessore regionale ai Trasporti, Francesco De Rebotti. La questione è complessa e riguarda sia i trasporti su strada che quelli ferroviari.
"La situazione infrastrutturale dell’Umbria ha ormai superato ogni limite di tollerabilità" scrivono governatrice e assessore in una nota congiunta in cui ribadiscono "profonda preoccupazione". A pesare, spiegano, è l'assenza di "risposte concrete da parte del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, di Rfi e di Anas rispetto alle criticità più volte segnalate".
Ma che cosa sta succedendo? Per i trasporti su rotaia si prospetta un'estate nera. Dal 5 al 10 luglio verrà infatti sospesa la circolazione della linea Frecciarossa per lavori programmati in Toscana mentre dal 14 luglio al 6 settembre verrà interrotta la linea Perugia-Terontola. L'E45, tra le principali arterie che solcano la Regione, rischia con le vacanze di venire ulteriormente congestionata, anche perché con l'aumento dei carburanti è più probabile che gli automobilisti scelgano strade dove non si pagano i pedaggi. A tutto ciò si aggiunge l'annosa questione dei cantieri. Insomma, servono soluzioni struttuali dicono dalla Regione.
Gli interventi su strade e ferrovie, spiegano Proietti e De Rebotti, si stanno sovrapponendo e non sarebbero "adeguatamente coordinati" con conseguenti "effetti gravi sulla mobilità, sull’accessibilità della regione e sulla sicurezza dei cittadini. L’Umbria - rincarano - rischia oggi un isolamento di fatto, con ripercussioni economiche e sociali rilevanti". Per di più nel periodo di maggior afflusso turistico con tanti festival e appuntamenti di richiamo che si tengono proprio in questo momento.
"Particolarmente critica" viene definita la situazione dei trasporti ferroviari dove "i lavori programmati, pur necessari, non giustificano i ritardi sistematici e di entità rilevante che quotidianamente penalizzano viaggiatori e pendolari, in assenza di informazioni chiare e tempestive". Tutte condizioni che incidono "direttamente sul diritto alla mobilità e sulla qualità della vita di migliaia di cittadini". I pendolari, ricordano presidente e assessore, quotidianamente denunciano disagi e le corse sostitutive, che vengono effettuate su gomma, rischiano di congestionare ulteriormente il traffico, soprattutto con il maxi cantiere sulla Perugia-Terontola con i bus che passeranno "sullo stesso tratto di strada interessato dai pesanti lavori in galleria a Madonna Alta effettuati di giorno" a Perugia.
Non va meglio per la rete stradale, proseguono presidente e assessore e mezionano in primis la Pian d’Assino, "dove permane una condizione di rischio elevato che richiederebbe un intervento organico e risolutivo, a fronte delle reiterate richieste della giunta Proietti, Anas ha finora fornito risposte insufficienti, sottovalutando una criticità che invece presenta caratteri di vera e propria emergenza per i troppi incidenti mortali occorsi".
Su questo, Anas ha già annunciato nella propria risposta, "che l’ultimo stralcio dei lavori sulla Pian d’Assino, stimato in 326 milioni, non essendo stato inserito dalla precedente giunta regionale nel contratto di programma 2021-2025 (mentre la giunta Proietti lo ha inserito nel programma presentato lo scorso autunno al Ministero) non sarà finanziato". Nel mezzo proseguono i lavori sulla E45 "piena di cantieri con pochi lavoratori e interessata da un incremento anomalo del traffico pesante" e l'aumento del traffico sulla stessa con tutte le conseguenze che ne derivano. Un aspetto su cui la Giunta ha anche proposto di limitare temporaneamente il transito dei mezzi pesanti ai soli veicoli con origine o destinazione nel territorio regionale.
L'Umbria, insomma, è stretta nella morsa dei cantieri e fa i conti con "le conseguenze di scelte inefficaci o ritardi decisionali che gravano in modo sproporzionato sul proprio territorio". Dal governo regionale scelgono la linea dura: "Non accetteremo ulteriori rinvii né risposte evasive. Il Governo, Rfi e Anas devono assumersi fino in fondo le proprie responsabilità e intervenire immediatamente con atti concreti, risorse adeguate e tempi certi".
"La Regione - concludono presidente e assessore - continuerà a farsi portavoce delle istanze dei cittadini e delle imprese, chiedendo risposte immediate, tempi certi e soluzioni strutturali, poiché Umbria non può continuare a subire le conseguenze di scelte sbagliate e di una gestione che, nei fatti, sta compromettendo il diritto alla mobilità e alla sicurezza dei suoi cittadini, causando inoltre difficoltà e disagi ai quanti vorrebbero venire a seguire le sue manifestazioni più importanti e a visitarne luoghi storici e bellezze naturali".