05 May, 2026 - 16:00

Terzo settore, dalla Regione Umbria nuovi fondi per sostenere le attività delle associazioni

Terzo settore, dalla Regione Umbria nuovi fondi per sostenere le attività delle associazioni

Due milioni di euro fino al 2027 di cui quasi 700mila (675.964 per la precisione) relativi al 2024. Sono queste le cifre che la Regione Umbria mette sul piatto per sostenere le attività del terzo settore e in particolare delle organizzazioni di volontariato, delle associazioni di promozione sociali e delle fondazioni.

Barcaioli: "Immettiamo nuova liquidità nel tessuto sociale"

Lo stanziamento è destinato a finanziare i progetti delle associazioni umbre e, tra le priorità ci sono gli interventi di welfare territoriale orientati al contrasto della povertà. Parallelamente sono state individuate risorse per promuovere la partecipazione giovanile, prevenire la violenza e rafforzare l'inclusione e la parità di genere. A tutto ciò si aggiungono ambiti quali la riqualificazione urbana e lo sviluppo di modelli di economia circolare. Una misura con cui l'amministrazione regionale intende garantire continuità ai servizi rivolti alle fasce vulnerabili della popolazione.

"Come Regione Umbria immettiamo nuova liquidità nel tessuto sociale - ha spiegato  l’assessore regionale al Welfare, Fabio Barcaioli -. Lo stanziamento attuale permette alle associazioni di proseguire le proprie attività senza interruzioni. La programmazione per le annualità successive garantirà ossigeno finanziario a tutto il comparto. Vogliamo che si possa lavorare con la serenità necessaria per assistere i cittadini e le cittadine".

L'avviso pubblico: si potranno presentare le domande fino al 15 luglio 2026

Per poter fare richiesta dei fondi nella giornata di mercoledì 6 maggio verrà pubblicato uno specifico avviso pubblico dal portale regionale dedicato ai bandi dove è possibile consultare il testo integrale. L’avviso pubblico, spiega una nota regionale, si rivolge alle organizzazioni di volontariato e alle associazioni di promozione sociale. Possono accedere ai contributi anche le fondazioni iscritte al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS). Tra i requisiti necessari per ottenere il finanziamento c'è la costituzione di un partenariato formato da almeno tre soggetti. Le domande devono essere inviate entro le ore 23.59 del 15 luglio 2026. 

La ricchezza del terzo settore: una colonna dell'economia e della coesione sociale

Il terzo settore comprende una pluralità di soggetti come associazioni, cooperative sociali, fondazioni e organizzazioni di volontariato che operano senza scopo di lucro in numerosi ambiti come l'assistenza sociale, la promozione culturale, la tutela dell'ambiente e l'inclusione delle persone più fragili. Si tratta di un mondo esteso che risponde in maniera flessibile a molte esigenze della comunità. A differenza infatti degli enti pubblici che sono vincolati da procedure burocratiche stringenti, o dei soggetti privati che sono orientati invece al profitto, gli enti del terzo settore hanno una maggiore capacità di adattamento che li pone a stretto contatto con i bisogni e le aspirazioni dei cittadini. 

In Italia il terzo settore rappresenta una colonna portante sia dell'economia che della coesione sociale con un valore economico stimato superiore ai 100 miliardi di euro e pari al 5% del Pil (Fonte: Confederazione Aepi, dati riferiti al 2025). Nel Paese sono circa 400mila gli enti e un milione di dipendenti, numeri che come mostra il Censimento permanente delle istituzioni no profit, elaborato dall'Istat, dal 2001 ad oggi sono cresciuti costantemente.

Le associazione, da sempre una risorsa preziosa per il territorio umbro

Un ambito, dunque, che genera occupazione e crescita sotto ogni aspetto, a partire da quello umano e relazionale, valorizzando le risorse locali e creando un impatto positivo. In Umbria il terzo settore è storicamente molto attivo sul territorio dove le associazioni svolgono un ruolo essenziale di animazione. Una ricchezza che se da un lato può contare sull'impegno e sulla passione di tanti volontari, dall'altro necessita di adeguati interventi con cui potersi sostenere e svolgere le proprie attività. In questo senso il nuovo stanziamento regionale potrà incidere e generare ricadute positive, anche rispetto alla programmazione.

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Sara Costanzi
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