11 Mar, 2026 - 17:45

Sangemini, la Regione convoca il tavolo sulle concessioni: “Sì alle terme ma l’occupazione resta il perno”

Sangemini, la Regione convoca il tavolo sulle concessioni: “Sì alle terme ma l’occupazione resta il perno”

Mentre la Regione Umbria mette a punto gli ultimi dettagli del tavolo convocato per lunedì 16 marzo a Palazzo Broletto, la vertenza Sangemini si accende di tensioni politiche. L'oggetto del confronto – le nuove concessioni per le sorgenti Sangemini, Fabia, Fonte Aura e Grazia – resta lo stesso, ma il clima si è surriscaldato dopo lo scambio a distanza tra il presidente della Provincia di TerniStefano Bandecchi, e l'assessore regionale all'Ambiente, Thomas De Luca. Un botta e risposta sui social che ha trasformato una questione tecnico-amministrativa in una polemica politica a tutto tondo, con accuse incrociate su competenza economica e tutela dell'occupazione.

L'esecutivo regionale, con la delibera di Giunta n. 209 del 6 marzo, aveva tentato di tracciare un solco chiaro: le concessioni per l'imbottigliamento e l'uso termale delle acque del bacino Sangemini restano inscindibili. Il provvedimento, che servirà da base per l'imminente Avviso pubblico, ribadisce la tutela occupazionale come vincolo imprescindibile per i futuri concessionari e introduce premialità per chi investirà nel rilancio dei marchi storici e nel segmento horeca.

Bandecchi all'assessore: “Le faccio una lezione di economia reale”

 

Ma è sul fronte politico che la partita si è fatta più aspra. Tutto nasce da alcune dichiarazioni dell'assessore De Luca relative all'importanza di mantenere il legame tra industria e terme. Parole che non sono piaciute al presidente della Provincia, che ha scelto i social per una replica durissima. “Bastava lei ascoltasse il sindaco Clementella”, attacca Bandecchi rivolgendosi direttamente all'assessore. “Ciò che dice è poco commerciale e poco illuminato. L'aspetto in provincia per farle una lezione di economia reale. Non si affanni a spiegare cose che non conosce” .

Il tono si alza quando il presidente della Provincia entra nel merito delle competenze. “Le istituzioni sono a rischio se lei ragiona come ha detto. I posti di lavoro noi sappiamo aumentarli, quelli di sinistra come lei hanno fatto fallire il settore già molti anni fa”.

La replica di De Luca a Bandecchi: “Sbaglia sullo spacchettamento”

La risposta di Thomas De Luca arriva poche ore dopo, con lo stesso tono diretto ma con una controffensiva giocata sui documenti ufficiali. “Presidente Stefano Bandecchi buonasera, alzare sempre i toni in primo luogo non cambia l'inconfutabilità di quanto espresso e non le fa bene alla salute” , esordisce l'assessore.

De Luca punta il dito sulla sostanza della delibera, invitando il presidente a verificare gli atti. “Non so cosa le abbia raccontato il sindaco Clementella ma ci sono i verbali in Prefettura. L'uso termale non solo è concesso ma è anche oggetto di premialità è scritto nero su bianco nella delibera” . Poi la stoccata finale, che riporta il focus sul nodo cruciale della vertenza: l'unitarietà delle concessioni. “Se poi anche lei sostiene l'idea dello spacchettamento delle concessioni allora mi dia retta sta sbagliando, se lo faccia spiegare da chi lavora dentro l'azienda o da chi non le è lontano ed ha ricoperto ruoli apicali all'interno”.

I sindacati: “Finalmente garanzie scritte per i lavoratori”

Un impianto che ha raccolto il plauso immediato delle rappresentanze dei lavoratori. Flai Cgil, Fai Cisl, Uila Uil e la Rsu della Sangemini Ami hanno espresso “soddisfazione” per il testo approvato dalla Giunta, vedendo riconosciute le battaglie condotte negli ultimi anni. “Apprendiamo con soddisfazione che molte di quelle che sono state le nostre richieste di garanzia occupazionale oggi vengano trascritte nella delibera della Giunta regionale” , dichiarano in una nota congiunta.

Le sigle sottolineano come il provvedimento non si limiti a garantire la stabilità dei posti di lavoro, ma apra prospettive di rilancio industriale. “Nella prossima procedura di evidenza pubblica si garantisce stabilità occupazionale ed eventuali premialità per chi abbia progetti che incrementino l'occupazione stessa” , spiegano. E aggiungono: “La nostra posizione in merito allo sviluppo industriale è stata sempre chiara: è necessario investire nel rilancio dei marchi storici Sangemini, Grazia, Fabia, Aura e Amerino e tornare a produrre per un mercato di alto livello, con il rilancio del canale horeca, con bottiglie di vetro e investendo in una linea nuova. Anche questo è un punto che oggi troviamo nella delibera” .

Ma i sindacati vogliono blindare anche un altro principio: l'unitarietà delle concessioni. “Noi non abbiamo altri interessi” , scandiscono Flai, Fai, Uila ed Rsu“ma pensiamo che un'eventuale scissione delle concessioni potrebbe aprire a scenari che noi non condividiamo, appunto, per la garanzia degli attuali posti di lavoro” . Un passaggio che suona come un avvertimento a chi, nel dibattito politico, ha ipotizzato percorsi alternativi. Il riferimento è esplicito: “Chiediamo maggiore rispetto per i lavoratori della Sangemini/Amerino. Chi ha seguito la vertenza dal 2013 a oggi, sa benissimo di cosa parliamo”.

Il tavolo del 16 marzo e i nodi da sciogliere

Lo scambio social getta ombre sull'incontro di lunedì, a cui Bandecchi, insieme al sindaco di Sangemini Clementella, è formalmente invitato in qualità di presidente della Provincia. La Regione Umbria ha convocato l'incontro con l'obiettivo dichiarato di illustrare i contenuti della delibera e le procedure per la pubblicazione del bando. All'ordine del giorno, le concessioni che interessano le sorgenti storiche del territorio: Sangemini Ampliamento, Sangemini II e Sangemini ampliamento bis.

La tensione politica rischia di complicare un percorso già di per sé accidentato. I sindacati, intanto, provano a tenere il timone sulla sostanza. Dopo anni di vertenza, la priorità resta quella di blindare i livelli occupazionali e garantire continuità industriale. I rappresentanti dei lavoratori ribadiscono la loro disponibilità al confronto, ma con una linea rossa chiara. “Siamo disponibili come sempre a un confronto costruttivo e a cercare di costruire percorsi virtuosi per il territorio e l'occupazione, ma non a mettere a rischio posti di lavoro per diatribe politiche che non ci appartengono” .

Resta da capire se il faccia a faccia istituzionale del 16 marzo riuscirà a ricondurre la discussione entro i binari della dialettica istituzionale o se le scintille social si trasferiranno al tavolo di Palazzo Broletto. Sul piatto, il futuro di uno dei distretti idrotermali più importanti d'Italia e il destino di decine di lavoratori che quella vertenza la vivono sulla propria pelle dal 2013.

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Federico Zacaglioni
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