Nella sperimentazione della riforma sulla disabilità c'è l'Umbria intera. Da poco infatti anche la provincia di Terni è entrata ufficialmente a farne parte, insieme ad altre 39 province italiane. Un ingresso, ha sottolineato la presidente Proietti, su cui la sua Giunta si era già messa in moto da tempo "anticipando nei fatti la sperimentazione all’intero territorio regionale". Dalle opposizioni però raccontano una versione diversa dove il merito, spiegano, è della ministra Locatelli e del Governo Meloni che in Umbria sulle politiche per la disabilità hanno avviato un percorso già con la precedente legislatura a guida Tesei.
La provincia di Perugia era stata inclusa nella sperimentazione della riforma fin dalla prima fase. Ora, con l'estensione anche alla provincia ternana, è l'intera regione che "si trova al centro di un percorso nazionale che punta a costruire un modello più moderno e umano di presa in carico delle persone con disabilità". Così scrivono in una nota i consiglieri regionali di opposizione Donatella Tesei ed Enrico Melasecche (Lega Umbria), Andrea Romizi e Laura Pernazza (Forza Italia), Nilo Arcudi (Umbria Civica), Eleonora Pace, Paola Agabiti e Matteo Giambartolomei (Fratelli d’Italia). Si tratta di una svolta importante che arriva, proseguono, "grazie al Ministro per le Disabilità Alessandra Locatelli e al Governo".
La sperimentazione si concentra sul rafforzamento del Progetto di Vita che prevede una valutazione multimensionale superando sostanzialemente il vecchio modello basato sull’accertamento dell’invalidità civile. Un aspetto fondamentale che tiene conto dell'intero sistema di cui fa parte la persona lavorando nella direzione della piena inclusione.
Ora che tutta l'Umbria è parte della sperimentazione dall'opposizione ricordano che da tempo è in atto un cambiamento sostanziale intrapreso negli anni precedenti nell’ambito delle politiche sociali e della disabilità. "Un percorso - aggiungono - che ha visto la nostra regione protagonista anche a livello internazionale con il G7 Inclusione e Disabilità ospitato in Umbria nel 2024 su impulso e volontà della precedente Giunta regionale in sinergia con il Governo, conclusosi con la Carta di Solfagnano, documento che ha posto al centro dignità, autonomia e Progetto di vita delle persone con disabilità e che oggi trova piena coerenza nell’inclusione di Perugia e Terni nella sperimentazione nazionale".
Riccardo Augusto Marchetti segretario regionale della Lega Umbria puntualizza alcuni aspetti e invita a ad evitare "letture propagandistiche". "L'ingresso di Terni - asserisce - infatti, non arriva oggi per caso né per merito di un post o di un comunicato stampa dell'attuale maggioranza: era già stabilito nel percorso graduale di coinvolgimento nella sperimentazione".
Marchetti in una nota spiega che nella fase iniziale l'Umbria poteva inserire solamente Perugia nella sperimentazione e con l'estensione della stessa, anche Terni è stata successivamente inclusa. Un passaggio che è il risultato di un lavoro in atto da tempo e fatto di "interlocuzioni avviate da tempo dalla Lega con il Ministro Alessandra Locatelli, non per una improvvisa 'facilitazione' dell'ultima ora" puntualizza.
In questo scenario il parlamentare umbro solleva anche un interrogativo cruciale: quello sugli stanziamenti "quanto sarà davvero ampia la platea dei beneficiari?" chiede. Una domanda motivata dai "criteri spesso stringenti" previsti dai bandi con "il rischio è che le risorse restino un titolo utile per i comunicati, senza tradursi in un sostegno concreto e realmente accessibile per le famiglie e per le persone con disabilità".
La riforma che ruota attorno al Progetto di Vita "non è solo economica: è una sfida di metodo". Su questo Marchetti chiede concretezza alla Giunta regionale con "tempi certi, procedure semplici, équipe e territori messi in condizione di operare, integrazione reale, e su un modello che sappia calare il Progetto di Vita nella quotidianità delle persone, rendendolo misurabile e verificabile".