Avevano fatto completamente perdere le proprie tracce per quasi dieci ma alla fine, la giustizia ce l'ha fatta e sono stati rintracciati in Romania. Al centro di questa vicenda due cittadini romeni, fratelli, che oggi hanno 43 e 38 anni e che erano stati condannati per reati commessi a Terni nel 2011. Resisi irreperibili, sono stati arrestati grazie alla collaborazione tra la Procura generale della Repubblica di Perugia e le autorità di polizia internazionali.
I due erano destinatari di un mandato di arresto europeo emesso dalla Procura generale per l'esecuzione di una condanna definitiva per reati legati al traffico di droga e alla spendita di monete contraffatte.
I fatti risalgono ad oltre quindici anni fa, quando a Terni nell'aprile del 2011, i due furono trovati in possesso di un notevole quantitativo di sostanze stupefacenti già suddivise in dosi destinate allo spaccio. Si trattava di 684 grammi di marijuana, confezionati in oltre mille dosi singole e circa 25 grammi di cocaina suddivisi in 28 dosi. Ma non c'era "solo" la droga, a rendere più grave il quadro indiziario, venne sequestrato anche del denaro contante: due banconote da 500 euro e una da 200 euro risultate successivamente contraffatte.
Dopo la condanna definitiva e l'emissione del mandato di arresto europeo, i due si erano sottratti all'esecuzione della pena rendendosi irreperibili dal febbraio 2017. Ora dovranno scontare la pena residua di due anni e sette mesi di reclusione ciascuno. Attualmente si trovano detenuti in Romania in attesa della procedura di estradizione secondo quanto previsto dalla normativa europea.
Non è la prima volta che grazie alla collaborazione con la Polizia internazionale, le forze dell'ordine riescono a rintracciare ed assicurare alla giustizia i latitanti. Un paio di mesi fa, sempre su mandato della Procura Generale di Perugia, era stato preso in Germania un cittadino albanese di 48 anni, ricercato dall'ottobre 2023 e condannato in via definitiva a 3 anni e 9 mesi. L'uomo faceva parte di un vero e proprio sodalizio criminale, insieme ad altri due connazionali, dedito allo spaccio di sostanze stupefacenti e all'estorsione.
Secondo quanto emerso dalle indagini, il 48enne avrebbe movimentato e ceduto ingenti quantitativi di cocaina nelle città abruzzesi di Francavilla al Mare e Miglianico. L'abitudine di spostarsi frequentemente aveva reso ancora più complessa la sua individuazione. Alla fine è stato fermato a Oberhausen, dove è scattata l’operazione che ha portato all’arresto.
A gennaio, a Tirana, era stato arrestato un 39enne di origini albanesi, anche lui destinatario di un mandato di arresto emesso dalla Procura generale di Perugia per reati legati allo spaccio di sostanze stupefacenti. Anche su di lui pendeva un mandato d'arresto internazionale ma per mesi era stato irreperibile. L'uomo è destinatario di una condanna definitiva a cinque anni e undici mesi di reclusione alla quale aveva tentato di sottrarsi rientrando in patria. Ma, forse pensando averla franca, si era mosso con estrema disinvoluta finendo presto nel mirino delle autorità.
L'uomo, in base a quanto emerso dalle indagini, era coinvolto, insieme al fratello, in un’attività di spaccio di sostanze stupefacenti che interessava numerosi acquirenti. Complessa l'operazione che ha condotto all'arresto nella capitale albanese dove il soggetto era stato individuato poiché aveva aperto un'attività commerciale nel settore dell’importazione, esportazione e vendita all’ingrosso e al dettaglio di prodotti zootecnici, agricoli, industriali, alimentari, bevande alcoliche e analcoliche. Un dettaglio cruciale che ha permesso agli inquirenti di localizzarlo con certezza e assicurarlo così alla giustizia.