Domenica 22 e lunedì 23 marzo si torna alle urne per il referendum costituzionale confermativo. Al centro c'è la riforma della giustizia e in particolare la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, argomenti che sono entrati con forza nel dibattito pubblico in questi ultimi mesi. In totale sono chiamati al voto 45 milioni di italiani dai 18 compiuti anni in sù.
Al seggio si riceverà una sola scheda dove si potrà scegliere fra due opzioni: Sì o No. Il quesito che gli elettori troveranno è il seguente: "Approvate il testo della legge di revisione degli artt. 87, decimo comma, 102, primo comma, 104, 105, 106, terzo comma, 107, primo comma, e 110 della Costituzione approvata dal Parlamento e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 30 ottobre 2025 con il titolo 'Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare'?". Si chiede cioè di confermare o respingere la legge approvata dal Parlamento ad ottobre scorso che modifica gli articoli della Costituzione rispetto all'ordinamento giudiziario.
Se vincerà il Sì entrerà in vigore la separazione delle carriere per i magistrati e saranno introdotti due Consigli Superiori della Magistratura, uno per i giudici giudicanti e l'altro per i pubblici ministeri. Inoltre un terzo dei mebri di ciascun Consiglio verrebbe sorteggiato da una lista approvata dal Parlamento. Infine le eventuali sanzioni per i magistrati non saranno più di diretta emanazione del CSM ma di competenza di un nuovo organo, l'Alta Corte Disciplinare.
Se vincerà il No resterà in vigore l'attuale sistema. La situazione rimarrà invariata con un solo CSM che vigila sull'operato di tutti i magistati, competente per trasferimenti, assunzioni e sanzioni, indipendente dalla politica, e resterà la possibilità per i magistrati di cambiare carriera una sola volta.
Si potrà votare domenica 22 e lunedì 23 marzo. Le urne apriranno alle 07:00 e chiuderanno alle 23:00 la domenica, mentre il lunedì i cittadini potranno recarsi al seggio dalle 07:00 fino alle 15:00. A seggi chiusi si partirà subito con lo spoglio delle schede.
Dall'apertura alla chiusura dei seggi partiranno tre rilevazioni dell'affluenza da parte del Viminale: alle 12, alle 19, alle 23 e a chiusura dei seggi domenica 22 marzo, mentre lunedì 23 marzo la rilevazione sarà una sola, ovvero quella finale quando si chiuderanno le votazioni.
Per votare bisogna presentarsi al seggio indicato sulla propria tessera elettorale, muniti della stessa tessera elettorale e di un documento di indentità in corso di validità. Possono votare tutti i cittadini che abbiano compiuto la maggiore età al giorno del voto e che siano iscritti nelle liste elettoriali del proprio Comune di residenza.
I cittadini italiani residenti all'estero e iscritti all'AIRE (Anagrafe Italiani Residenti all'Estero), voteranno per corrispondenza ricevendo il plico elettorale al proprio indirizzo di residenza e inviandolo al consolato competente una volta espressa la preferenza.
Trattandosi di un referendum costituzionale (ex art. 138 della Costituzione) di tipo confermativo, non è necessario in questo caso che si raggiunga il quorum. In altre parole: vincerà il sì o il no a seconda di quale delle due opzioni avrà ricevuto più voti validi. Questo perché a differenza dei referendum abrogativi che richiedono il raggiungimento del quorum, il principio alla base del referendum costituzionale è che le revisioni costituzionali siano già l'espressione di un procedimento parlamentare ampiamente rappresentativo e che il referendum sia in qualche modo il passaggio finale di conferma popolare. Proprio per questa ragione il voto sarà particolarmente rilevante.