24 Jul, 2026 - 11:10

Progetto Phobos, Proietti scrive alla premier Meloni per chiedere l'annullamento dell'autorizzazione

Progetto Phobos, Proietti scrive alla premier Meloni per chiedere l'annullamento dell'autorizzazione

Phobos, il maxi parco eolico che dovrebbe sorgere nelle campagne fra Orvieto e Castel Giorgio, torna al centro del dibattito politico. Sette le pale eoliche previste nel progetto, alte oltre venti metri, per un'opera che avrebbe un impatto fortissimo su paesaggio, ambiente e identità e che non è mai piaciuta ai cittadini, alla politica locale e neanche a quella regionale. 

Le proteste contro la costruzione dell'impianto si sono levate trasversalmente, dai comitati dei residenti, alla politica, passando per il mondo dello spettacolo. La preoccupazione, sollevata da ogni parte, è quella di un deturpamento definitivo di un'area di pregio che verrebbe trasformata irrimediabilmente in una zona industriale. Il braccio di ferro tra governo regionale e governo nazionale va avanti da tempo e, dopo che anche il celebre showman siciliano Fiorello si è schierato pubblicamente a sfavore, la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti ha inviato una missiva alla premier Giorgia Meloni per chiedere la revoca o l'annullamento dell'autorizzazione.

Proietti alla premier Meloni chiede l'apertura di un procedimento di riesame

"Su mandato unanime, politico e istituzionale dell’Assemblea Legislativa della Regione Umbria, che lo scorso 9 luglio ha approvato con il voto favorevole di tutti i Consiglieri regionali una mozione a riguardo – questo si legge nel testo della comunicazione rivolta a Meloni – Le scrivo per richiedere un Suo diretto intervento per salvare l’Altopiano dell’Alfina, e i comuni di Castel Giorgio e Orvieto dalla prosecuzione del progetto di parco eolico 'Phobos'".

La governatrice umbra afferma che la contrarietà alle maxi pale eoliche vada "oltre gli schieramenti politici", un'espressione della "comune visione sulla tutela dell’integrità della bellezza unica della nostra Regione. Terra natia di San Francesco, patrono d’Italia e San Benedetto, patrono d’Europa, su cui trovano quindi fondamento le radici culturali del nostro Paese. E su questa visione comune che sono a scriverle a difesa della città di Orvieto, dell’integrità dello stesso paesaggio dell’antica Volsinii che era negli occhi dei nostri antenati etruschi".

Proietti chiede alla premier "l'apertura di un procedimento di riesame finalizzato alla revoca e/o all'annullamento in via di autotutela governativa della deliberazione del Consiglio dei Ministri n. 41 del 27 giugno 2023, con la quale fu espresso, superando i motivati dissensi del Ministero della Cultura, un giudizio positivo di compatibilità ambientale per la realizzazione del parco eolico 'Phobos' nei Comuni di Castel Giorgio e Orvieto".

Il recente caso di Viterbo. Proietti: "A Orvieto rischio compromissione irreversibile"

I presupposti per la revoca dell'autorizzazione, ci sarebbero. Lo scorso 10 giugno infatti il Governo ha revocato in autotutela quella per un parco eolico del tutto simile a quanto previsto nell'Orvietano, nella vicina Viterbo "stabilendo che le rinnovabili non consentono di sacrificare il paesaggio in contesti saturi". Un precedente che fa sperare l'Umbria.

"In virtù dell'ampia discrezionalità e del potere di alta amministrazione del Governo – prosegue Proietti – mi appello a Lei per ripristinare il corretto bilanciamento degli interessi e bloccare una compromissione irreversibile. E a nome della Giunta Regionale e dell'intera comunità umbra, Le chiedo formalmente e con la massima urgenza di attivare i poteri di riesame ex artt. 21-nonies e 21-quinquies della L. 241/1990 per l'annullamento e/o la revoca della deliberazione del Consiglio dei Ministri n. 41 del 27 giugno 2023".

La richiesta di un incontro istituzionale

In conclusione della missiva, la presidente Proietti si è detta disponibile ad un confronto sollevando "in maniera quando mai opportuna e proficua la convocazione urgente di un incontro istituzionale presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, al fine di coordinare le azioni di Stato e Regione nel superiore interesse della salvaguardia del territorio e del corretto andamento dell'azione amministrativa". Ora si attende la risposta da Palazzo Chigi.

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Sara Costanzi
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