13 Jun, 2026 - 18:42

Successo per l'Umbria Pride a Perugia, Ferdinandi: "Dovere civile essere al fianco di queste comunità"

Successo per l'Umbria Pride a Perugia, Ferdinandi: "Dovere civile essere al fianco di queste comunità"

Perugia si è colorata di bandiere arcobaleno con il tradizionale corteo dell’Umbria Pride, che ha attraversato le principali strade del centro storico trasformando la città in un grande spazio di partecipazione civile e sociale. Migliaia di persone hanno preso parte alla manifestazione, tra musica, cori e una forte presenza di associazioni provenienti da tutta la regione.

L’evento, promosso dal circolo Omphalos, ha rappresentato anche quest’anno un appuntamento centrale nel calendario dei movimenti per i diritti civili in Umbria. Secondo gli organizzatori, alla manifestazione hanno aderito oltre 60 realtà tra associazioni studentesche, ambientaliste, sindacali, femministe, gruppi del sociale e forze politiche, tutte unite nel sostegno alla comunità Lgbtqia+ e nella richiesta di pari diritti e pari dignità per tutte le persone.

Il corteo ha preso forma in un clima di festa ma anche di rivendicazione, con una partecipazione diffusa che ha coinvolto cittadini di ogni età. Il punto di ritrovo è stato piazza Fortebraccio, davanti alla sede dell’Università per Stranieri, da cui si è sviluppata la parata lungo le vie del centro, attraversando il cuore della città in un’atmosfera di forte impatto simbolico e sociale.

Il corteo dell’Umbria Pride ha evidenziato una partecipazione particolarmente ampia, con migliaia di presenze secondo gli organizzatori e una rete articolata di realtà associative che ha reso la manifestazione uno degli eventi più partecipati degli ultimi anni in città. Il dato più rilevante non riguarda soltanto i numeri, ma la composizione del corteo, che ha messo in evidenza una convergenza tra mondi diversi del tessuto sociale umbro.

Le parole della sindaca Ferdinandi: istituzioni, diritti e responsabilità democratica

Un ruolo centrale nella giornata è stato assunto anche dalle istituzioni locali, con la presenza e le dichiarazioni della sindaca di Perugia Vittoria Ferdinandi, che ha voluto sottolineare il significato politico e civile della manifestazione e il ruolo dell’amministrazione comunale nel sostegno ai diritti.

La prima cittadina di Perugia ha dichiarato a riguardo:

"L'esposizione della bandiera arcobaleno sul palazzo comunale, così come del resto all'Università per Stranieri, rappresenta una presa di posizione e di campo chiara da parte dell'Amministrazione comunale".

Le parole della sindaca si inseriscono in un contesto più ampio di partecipazione istituzionale, che ha visto l’esposizione simbolica della bandiera arcobaleno come gesto di adesione ai valori della manifestazione. Un segnale interpretato dagli organizzatori come riconoscimento pubblico del valore politico e sociale del Pride.

Nel suo intervento, Ferdinandi ha affrontato anche il tema degli attacchi social rivolti al consigliere comunale del Partito Democratico di Perugia Lorenzo Ermenegildi Zurlo, attivista per i diritti sociali e civili, dopo l’esposizione del drappo arcobaleno sulla facciata del municipio alla vigilia del corteo.

"Credo che le istituzioni democratiche e chiunque abbia giurato sulla Costituzione italiana nel prendere il proprio ruolo abbiano il dovere istituzionale di stare sempre dalla parte della Carta che ci ha dato un mandato chiaro, quello di essere sempre dalla parte dei diritti, delle libertà e dell'uguaglianza".

Un richiamo esplicito al ruolo della Costituzione come riferimento centrale dell’azione pubblica, che colloca il tema dei diritti all’interno del perimetro istituzionale e non soltanto nel dibattito sociale.

La sindaca ha poi ampliato la riflessione sul senso stesso dell’impegno civile delle istituzioni di fronte alle discriminazioni:

"E fintanto che ci sarà nelle nostre comunità anche una sola persona che verrà discriminata per ciò che è  credo che sia un dovere civile essere chiaramente al fianco di queste comunità. Perché di fronte alle discriminazioni, essere neutrali non significa essere imparziali, ma significa essere indifferenti e io credo che le istituzioni democratiche non possano essere indifferenti".

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Lorenzo Farneti
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