Non è solo una targa con una piccola perla del Golfo Persico. È un passaporto per il business globale, e per la prima volta porta la firma di un’impresa umbra. La folignate Anna Baldacci, amministratrice unica di GSA - Gestione Servizi Ambiente, è salita sul palco della convention IWEC a Manama, capitale del Bahrein, ricevendo dalle mani della comunità economica internazionale il riconoscimento che la inserisce di diritto nell’élite mondiale dell’imprenditoria femminile. Un podio che l’Umbria non aveva mai toccato. E ora, forte di questo risultato, la Camera di Commercio regionale gioca la sua partita più ambiziosa: candidarsi a ospitare una delle prossime edizioni del vertice globale.
L’ingresso di Anna Baldacci nel network IWEC non è un traguardo solitario. È la punta di diamante di un lavoro corale iniziato due anni fa, quando il Comitato per l’Imprenditoria Femminile della Camera di Commercio dell’Umbria ha deciso di varcare i confini nazionali e aderire alla fondazione no-profit che mette in relazione donne d’impresa da tutti i continenti. Una scelta che oggi, nella settimana in cui Manama ha fatto da teatro alla premiazione, restituisce all’Umbria un protagonismo inedito: quello di territorio capace di generare modelli di leadership riconosciuti su scala planetaria.

Anna Baldacci, classe under 50, guida un’impresa strutturata che opera in un comparto - quello dei servizi ambientali - sempre più strategico per lo sviluppo sostenibile. La sua non è una leadership di bandiera, ma di governo quotidiano: crescita economica, attenzione agli impatti ambientali, responsabilità sociale intrecciate in un disegno imprenditoriale coerente.
“Esprimo la mia più sincera gratitudine per avermi offerto l’opportunità di partecipare ad IWEC, un’esperienza di grande valore professionale e umano”, dichiara l’imprenditrice folignate. “Ringrazio sentitamente la Camera di Commercio dell’Umbria e il CIF per il loro impegno nel promuovere lo sviluppo e la crescita dell’imprenditoria femminile e per la fiducia dimostratami. Questa opportunità rappresenta per me motivo di grande orgoglio e responsabilità e mi incoraggia a proseguire con determinazione nel mio impegno di imprenditrice, anche attraverso relazioni internazionali”.
Parole che pesano, in un contesto dove i fatti hanno già preso la parola. La perla del Bahrein è adesso a Foligno. Ma l’Umbria guarda già oltre: vuole trasformare quel riconoscimento individuale in un volano collettivo. E la candidatura a ospitare IWEC è il primo, concreto passo in questa direzione.

L’International Women’s Entrepreneurial Challenge Foundation non distribuisce incoraggiamenti. I suoi criteri di accesso sono un setaccio rigoroso che lascia passare solo imprese con almeno tre anni di attività, un capitale a maggioranza femminile per il 51 per cento, un fatturato minimo di un milione e mezzo di dollari e politiche concrete di responsabilità sociale d’impresa. Le candidature, inoltre, possono essere presentate esclusivamente da Camere di commercio affiliate.
Numeri e requisiti che raccontano la sostanza del premio: non una celebrazione rituale, ma una leva operativa. Entrare in IWEC significa agganciare una rete fatta di relazioni ad alta densità commerciale, agende condivise, opportunità di sviluppo su mercati altrimenti difficilmente penetrabili. Anna Baldacci non porta a casa soltanto la perla simbolo dell’edizione 2026: acquisisce uno strumento concreto per far crescere la sua GSA, azienda folignate radicata nel settore della gestione ambientale, oggi centrale in qualsiasi strategia di transizione ecologica.
“Il CIF Umbria ha accolto due anni fa con entusiasmo la proposta di aderire come Camera di commercio ad IWEC ”, racconta Claudia Franceschelli, vicepresidente del Comitato per l’Imprenditoria Femminile. “Queste convention con donne imprenditrici che testimoniano i loro risultati e la crescita del business senza tralasciare etica, responsabilità sociale, correttezza, trasparenza e riduzione degli impatti ambientali sono un grande stimolo per le imprenditrici umbre come Anna Baldacci e un momento di confronto ma anche di relazioni tra donne che nel mondo condividono gli stessi valori nel fare business”.
Una visione che il CIF ha coltivato con continuità, partecipando per il secondo anno consecutivo all’appuntamento mondiale. E che oggi, con la premiazione di Baldacci, riceve la più alta legittimazione internazionale.

Non c’è solo l’orgoglio del premio conquistato. C’è, già sul tavolo, una mossa successiva che rilancia la posta. Giuliana Piandoro, vice segretario generale della Camera di Commercio dell’Umbria, conferma che l’ente ha formalizzato la propria candidatura per ospitare una delle prossime edizioni della convention IWEC.
“Siamo profondamente orgogliosi che la prima imprenditrice umbra a ricevere questo premio internazionale sia espressione di un territorio che ha scelto di investire con convinzione nell’**imprenditoria femminile”, sottolinea Piandoro. “L’ingresso di Anna Baldacci in un network mondiale come IWEC rappresenta un risultato di grande valore non solo personale ma collettivo. La Camera di Commercio ha creduto con forza in questa adesione come occasione concreta per ampliare il business delle nostre imprese femminili, sviluppare nuove connessioni e rafforzare la presenza dell’Umbria nei circuiti economici internazionali”.

Portare IWEC in Umbria significherebbe trasformare Perugia o Foligno in una capitale temporanea dell’imprenditoria femminile mondiale. Decine di Paesi rappresentati, centinaia di imprenditrici in circuito, una vetrina che difficilmente potrebbe essere eguagliata da altre iniziative promozionali. E ricadute che non si esaurirebbero nei giorni dell’evento: relazioni stabili, opportunità di investimento incrociato, visibilità per l’intero sistema produttivo regionale.
Il percorso è tracciato: dall’adesione alla rete, al primo premio, fino alla candidatura per ospitare il vertice. Una strategia che non lascia nulla al caso.