La Regione Umbria ha annunciato un nuovo piano per gli oratori. Sul piatto ci sono 4 milioni di euro provenienti dal Fondo per lo Sviluppo e la Coesione che tra 2026 e 2028 verranno distribuiti tra oltre 150 strutture sia per gli interventi educativi che per finanziare il miglioramento e la messa in sicurezza degli edifici. Il provvedimento però ha innescato l'ennesimo infuocato scontro sul terreno del dibattito politico. Dall'opposizione hanno sollevato critiche durissime sull'operato della Giunta Proietti in merito a tempistiche e iter adottato sostenendo, questo il cuore dell'intervento, che il lavoro condotto dalla precedente amministrazione regionale su questo fronte sia stato completamente cancellato.
In una nota congiunta i consiglieri di minoranza - Donatella Tesei ed Enrico Melasecche (Lega), Paola Agabiti, Eleonora Pace e Matteo Giambartolomei (Fratelli d’Italia), Andrea Romizi e Laura Pernazza (Forza Italia) e Nilo Arcudi (Tp/Uc) - ripercorrono tutta la vicenda. Le sollecitazioni in merito agli oratori, scrivono, erano già arrivate poiché erano stati riscontrati "gravi ritardi". La Giunta Proietti, in risposta, avrebbe convocato "in tutta fretta" la conferenza stampa in cui l'annuncio della misura "si è rivelata essere l'ennesima operazione di propaganda elettorale priva di qualsiasi reale contenuto politico. Questa volta, però, con un'aggravante particolarmente pesante".
Il nodo, secondo gli esponenti di centrodestra, è l'aver "sostanzialmente azzerato l'intero percorso costruito dalla Giunta Tesei". Un percorso partito nel 2024 con un avviso pubblico che stanziava risorse per parrocchie e istituti religiosi a testimonianza della volontà di sostenere la "funzione sociale ed educativa di questi centri di aggregazione giovanile". Un avviso su cui con la Giunta Proietti sarabbe poi "calato un lungo silenzio durato oltre un anno e mezzo, che ha lasciato parrocchie e famiglie nell'incertezza".
Nel mezzo, scrivono, è intervenuta "una clamorosa forzatura procedimentale" con cui l'attuale amministrazione costringerebbe le parrocchie a ripartire da zero "perché non intende più utilizzare le risorse regionali inizialmente stanziate, preferendo finanziare il bando esclusivamente con i 4 milioni di euro messi a disposizione dal Governo attraverso il Fondo per lo Sviluppo e la Coesione". La forzatura risiederebbe nell'"annullamento in autotutela, oltre i termini massimi di legge e senza alcuna legittima motivazione" dei precedenti atti amministrativi "annullando così anche i diritti dei partecipanti neppure interpellati e coinvolti nel procedimento".
A quell'avviso del 2024, ricordano, avevano risposto "con entusiasmo" sacerdoti, volontari e tecnici il cui lavoro ora rischia di venire "gettato al vento dalla Presidente Proietti sia per il capriccio di apparire sempre la prima della classe, sia per un evidente pregiudizio ideologico. Per di più con un atto palesemente illegittimo avverso cui saranno introdotte da parte dei consiglieri di opposizione tutte le azioni di tutela del caso".
Sugli oratori, spiegano i consiglieri di opposizione, "sarebbe stato sufficiente adottare un provvedimento amministrativo, anche di convalida, che sostituisse la fonte di finanziamento originaria con le risorse FSC sbloccate dal Governo, facendo così salvi i progetti e le graduatorie di chi aveva partecipato legittimamente al bando, salvaguardando le graduatorie e i diritti maturati dai partecipanti".
Una scelta, sottolineano, che avrebbe evitato ritardi e rispettato il lavoro svolto in precedenza e che però "avrebbe significato riconoscere i meriti della precedente Giunta e dell’Esecutivo Meloni che ha destinato agli oratori umbri ben 4 milioni di euro e mettere nero su bianco la volontà di non attingere ai propri bilanci. Anziché scegliere una via costruttiva e conservativa si è dunque preferita la strada della demolizione amministrativa".
Ma c'è anche di più. La Giunta Proietti, asseriscono i consiglieri, avrebbe potuto sommare le risorse già previste dalla Giunta Tesei a quelle del Governo "incrementando lo stanziamento complessivo per finanziare ulteriori preziosi progetti ed evitare di lasciare indietro le tante realtà che sul territorio attendono risposte". Secondo quanto sostenuto dall'opposizione, l'attuale governo regionale non solo non avrebbe messo in campo nessuna risorsa propria ma avrebbe fatto anche fatto tabula rasa del bando precedente "al solo scopo di gestire in prima persona le nuove risorse statali, rivendicare un successo che non le appartiene e piantare la propria bandierina politica".
Una scelta, affondano, orientata alla propaganda più che al bene comune che, continuano, va ad allungare i tempi e costringe "le parrocchie a presentare nuove domande da capo. Tutto questo con il rischio concreto che nel frattempo siano mutati i requisiti o le condizioni dei partecipanti, con la conseguente esclusione di chi aveva già una posizione consolidata. Ma ormai è chiaro che questa Giunta non ha a cuore la sorte degli umbri, ma solo la propria, che tenta di preservare attraverso una costante quanto distorsiva campagna di comunicazione. Nel frattempo – concludono -, le nostre comunità e i nostri ragazzi continuano ad aspettare".