09 Jan, 2026 - 09:30

Oblio oncologico, l'Assemblea legislativa dell'Umbria approva mozione all'unanimità

Oblio oncologico, l'Assemblea legislativa dell'Umbria approva mozione all'unanimità

L'oblio oncologico è un tema delicato quanto complesso. In Italia fino al 2023 una persona che avesse avuto un tumore, era obbligata a presentare la documentazione relativa alla pregressa malattia a chiunque lo richiedesse come ad esempio, alla banca per avere un mutuo o un prestito, per la stipula di un'assicurazione o, ancora, per partecipare a un concorso pubblico o adottare un figlio. In caso di mancata esibizione della documentazione, la persona avrebbe commesso il reato di falsa dichiarazione, pertanto perseguibile. Una grave discriminazione che è stata al centro di lunghe battaglie civili che finalmente, due anni fa, hanno ottenuto una vittoria di dignità.

La svolta con la legge 193/2023 

Con la legge 193/2023, approvata all'unanimità dal Parlamento, l'oblio oncologico è diventato un diritto anche nel nostro Paese. La legge ha introdotto termini più brevi riconoscendo il diritto delle persone guarite da una patologia oncologica di non fornire informazioni né subire indagini relativamente alla propria pregressa condizione patologica, quando siano trascorsi dieci anni dal termine delle cure (cinque anni nel caso di diagnosi avvenuta prima dei ventun anni).

Su questa legge, accolta come una svolta da milioni di pazienti oncologici, la consigliera regionale umbra del PD Maria Grazia Proietti, ha fatto notare però come manchino ancora "tre provvedimenti previsti dalla legge e attesi fin dall’estate del 2024" sui quali ha presentato una mozione, di cui è prima firmataria, in Assembla legislativa. Un atto che ha ricevuto un'accoglienza bipartisan e che impegna la Giunta regionale dell'Umbria ad attivarsi presso il Governo affinché emani i provvedimenti attuativi previsti.

In Italia vivono 4 milioni di persone che hanno ricevuto diagnosi di tumore

Come ricordato dalla consigliera, in Italia oggi vivono circa quattro milioni di persone che hanno ricevuto una diagnosi di tumore. Secondo le stime oltre un milione di queste persone può considerarsi clinicamente guarita. Eppure, ha osservato Proietti, "Nonostante questo, per molte di loro la guarigione non coincide ancora con il pieno riconoscimento dei diritti nella vita quotidiana" aggiungendo che a distanza di due anni dall'approvazione della legge "restano ancora da emanare provvedimenti attuativi decisivi, in particolare quelli relativi alle politiche attive del lavoro, al credito e alle assicurazioni. Senza questi strumenti, il diritto all’oblio resta incompleto e migliaia di persone continuano a subire discriminazioni ingiustificate". 

Quali provvedimenti mancano per la piena attuazione della legge

Dal Ministero della Salute sono stati emanati finora tre decreti attuativi, riguardanti nello specifico riguardano "le modalità per ottenere il certificato di oblio oncologico; l’elenco delle patologie oncologiche per le quali si applicano termini inferiori rispetto a quelli standard di 10 e 5 anni; le disposizioni in materia di adozioni".

I provvedimenti invece sulle politiche del lavoro e sulle tutele nel settore creditizio e assicurativo, sono al momento in via di definizione e il Ministero del Lavoro è ancora in fase istruttoria. "La mancata piena attuazione della legge sull’oblio oncologico - ha evidenziato Proietti - non è una mera questione tecnica o burocratica, ma una grave responsabilità istituzionale, perché ogni giorno di ritardo priva migliaia di cittadini guariti dal tumore del riconoscimento effettivo dei propri diritti e della possibilità di vivere senza pregiudizi né barriere economiche e sociali. La Regione Umbria, che da tempo promuove programmi di prevenzione, assistenza e reinserimento lavorativo per i pazienti oncologici, può svolgere un ruolo di stimolo e pressione istituzionale affinché il Governo e gli organi competenti rendano pienamente operativa la legge n. 193/2023".

Proietti (PD): "Sui diritti fondamentali è possibile costruire posizione comune"

La mozione presentata in aula da Proietti ha riscosso un consenso unanime. "Un risultato - ha commentato la consigliera - che assume un valore politico e istituzionale rilevante, perché afferma con forza che su alcuni diritti fondamentali è possibile costruire una posizione comune e condivisa".

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Sara Costanzi
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