Come ci si sposa in Umbria? A pronunciare il fatidico sì sono sempre meno coppie - come anche nel resto d'Italia -, che preferiscono il rito civile a quello religioso e tendenzialmente si sposano nel mese di giugno. Questo quanto emerge dall'ultima indagine dell'Istat su matrimoni, unioni civili, separazioni e divorzi relativamente al 2024.
Nel 2024 in Umbria i matrimoni civili sono stati più del doppio di quelli religiosi: 1.623 contro 808, inserendosi in un trend in atto ormai da anni in tutto il Paese. Se fino a pochi decenni fa a decidere di non sposarsi in chiesa erano in pochi, oggi il matrimonio con rito religioso è invece diventata una scelta sempre meno popolare. Secondo l'indagine Istat, tra il 2022 e il 2024, il numero dei matrimoni religiosi in Umbria si è dimezzato passando da 1.052 a 808. In netta crescita quelli civili da 1.535 a 1.623.
Ci si sposa anche di meno con un dato complessivo di 2.431, anche questo in - seppur lieve - calo rispetto agli ultimi anni. I matrimoni erano stati infatti 2.587 nel 2022 e 2.490 nell'anno successivo. Infine giugno è il mese preferito dalle coppie con circa un quinto dei matrimoni totali celebrati proprio nel periodo in cui entra l'estate: 450 in totale. Gennaio è invece il mese con meno appeal e appena 55 matrimoni celebrati. Infine, nella verde Umbria circa un matrimonio su quattro vede almeno uno dei due sposi di origine straniera attestando i matrimoni misti a un 24,6% del totale, superando notevolmente il dato nazionale che è del 16,9%.
Secondo i dati Istat nel 2024 sono stati celebrati in Italia 173.272 matrimoni (5,9% in meno rispetto al 2023), il 61,3% dei quali con rito civile, dato in crescita rispetto al 2023 (58,9%). Il calo più consistente rispetto all’anno precedente si è registrato nei matrimoni religiosi (-11,4%), confermando una tendenza alla diminuzione in atto da tempo. Guardando ai territori, la crisi più profonda è stata al Sud con un marcato -8,3% nel Mezzogiorno, seguito dal -5,0% nel Centro e -4,3% al Nord.
29.309 le nozze con almeno uno sposo straniero ovvero il 16,9% del totale dei matrimoni, anche in questo caso con un decremento dell’1,4% rispetto al 2023. Nei primi nove mesi del 2025 i dati provvisori indicano inoltre una nuova diminuzione dei matrimoni (-5,9%) rispetto allo stesso periodo del 2024.
Guardando indietro, la contrazione maggiore, va da sè, si è registrata nel 2020 con il numero di matrimoni praticamente dimezzato per via della pandemia da Covid-19 quando molte coppie hanno preferito rimandare le nozze, in parte celebrate nel successivo biennio 2021-2022.
A crescere in modo significativo e costante è l'età media degli sposi che contraggono il primo matrimonio. 34,8 anni per gli uomini (+0,1 decimi di anno sul 2023) e 32,8 anni per le donne (+0,1). Nel 2011 erano rispettivamente 32,6 e 30,1 anni, nel 2015 33,3 e 30,9 anni, nel 2019 33,9 e 31,7 anni.
A calare invece è il numero delle unioni civili che nel 2024 hanno marcato un -2,7% traducendosi in 5,0 nuove unioni civili per 100mila residenti. A prevalere sono state le unioni tra uomini con il 54,8% del totale.
Tra le note che emergono dall'indagine, una positiva riguarda l'attrattività del Bel Paese. Il "turismo matrimoniale" richiama molte coppie provenienti soprattutto dai paesi più ricchi che arrivano ad incidere per il 2% sul totale dei matrimoni celebrati. Nel 2024 sono state rilevate 3.378 nozze tra sposi entrambi stranieri e non residenti.