Una notte di azioni vandaliche ha messo a subbuglio la campagna del centrodestra umbro contro la manovra finanziaria regionale. Decine di manifesti, affissi per denunciare quella che la coalizione definisce una “stangata fiscale da 184 milioni” della giunta Proietti, sono stati strappati e gettati a terra tra il Ternano e il Perugino.
Reazione immediata dei partiti, che parlano di “attacco alla democrazia” e hanno presentato denunce in Questura. Nel mentre, parte la mobilitazione popolare con le prime raccolte di firme contro il “caro-fisco”.
Brutta sorpresa per i partiti del centrodestra in Regione che sono partiti con una campagna contro gli aumenti delle tasse in Umbria, prevista dalla manovra da 184 milioni della giunta Proietti. Nella notte i manifesti sono stati strappati e gettati a terra in diverse zone dell'Umbria, nel Ternano e nel Perugino. E così i partiti della coalizione denunciano quello che definiscono un attacco alla democrazia con tanto di denunce in Questura. Intanto partono le raccolte delle firme contro il caro-fisco.
La polemica politica in Umbria si infiamma e scende per strada, letteralmente. La campagna cartacea lanciata da Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega, Umbria Civica, Noi Moderati e UDC per contestare gli aumenti tributari contenuti nella manovra regionale è stata infatti oggetto di un'azione sistematica di rimozione forzata. Una vicenda che ha immediatamente fatto saltare i nervi all'opposizione regionale.
Il capogruppo leghista in Regione, Enrico Melasecche, è stato il primo a rendere noto l’accaduto e a formalizzare una denuncia.
“Distrutti i manifesti che abbiamo affisso in tutta l’Umbria che denunciano la stangata fiscale imposta dalla sinistra. Costituisce purtroppo una costante”, ha dichiarato. Il tono si fa poi ancora più aspro: “Quando la sinistra viene colta con le mani nella marmellata o, come nel caso specifico, con le mani nelle tasche dei cittadini, soprattutto in flagranza di falsità palese, ricorre a tutto. Alla manipolazione dei numeri, al vittimismo, alle minacce, alle querele, alle intimidazioni, a strappare i manifesti del centrodestra”.
Per Melasecche questi gesti “certificano solo paura perché molti di coloro che erano stati illusi da promesse alla Wanna Marchi oggi toccano con mano la verità”. La sua denuncia in Questura è stata depositata “perché la prepotenza ed il mancato rispetto delle regole più elementari del vivere civile comincino a far parte del patrimonio di tutti. Piaccia o no”.
Sulla stessa linea la reazione di Laura Pernazza, consigliera regionale di Forza Italia: “Uno strano concetto di democrazia. Il nostro manifesto sulle tasse è durato poco più di un giorno. Chi non è d’accordo risponda con idee e contenuti, non strappando i manifesti”. Anche la pagina ufficiale della Lega Umbria è intervenuta con un post dai toni duri: “Quando non hai argomenti e l’unica risposta che conosci è la violenza… Strappati alcuni manifesti del centrodestra contro la stangata fiscale della sinistra sulle tasche degli umbri. Questi atti vandalici dei soliti ignoranti, non ci fermeranno. I cittadini devono sapere la verità!”.
Nonostante l’episodio, la protesta del centrodestra prosegue e si organizza, trasformandosi in una mobilitazione di piazza.
Domani, sabato 17, e domenica 18 gennaio, a Terni, i partiti della coalizione hanno chiamato i cittadini a un presidio e a una raccolta firme in Largo Villa Glori, dalle 18 alle 20. Lo slogan è chiaro: “Basta mani nelle tasche dei Ternani. La firma contro l'ingiustizia fiscale”. Un’iniziativa presentata con un comunicato a firma del “Centrodestra Ternano Unito”, in cui si attacca con forza la situazione tributaria cittadina e regionale.
“Oggi, vivere nella nostra città significa essere vittime di una 'doppia sfortuna' fiscale che non ha eguali”, si legge. Il testo punta il dito sia sulla Regione, per gli aumenti in arrivo, sia sul Comune di Terni, guidato dal sindaco Stefano Bandecchi, per il mancato abbassamento di alcune imposte nonostante un “tesoretto” di 2,7 milioni di euro.
“Mentre il Governo di centrodestra abbassa l'aliquota IRPEF, a Terni e in Umbria si va nella direzione opposta. È un controsenso politico e sociale”.
All’iniziativa, domenica alle 18.30, hanno garantito la presenza tutti i consiglieri regionali del centrodestra: Eleonora Pace, Paola Agabiti, Laura Pernazza, Enrico Melasecche e Nilo Arcudi, insieme ai coordinatori comunali dei partiti. Una risposta corale che vuole essere di sostanza dopo la notte dei manifesti strappati, per “dimostriamo insieme che i ternani non sono cittadini di serie B e che la nostra pazienza è finita”. La battaglia sul fisco umbro, tra atti vandalici e mobilitazione annunciata, sembra dunque destinata a salire ulteriormente di temperatura.