L'Agenas, l'Agenzia nazionale per i servizi sanitari, ha da poco diffuso il report nazionale sulle liste d'attesa. Una fotografia puntuale che per l'Umbria ha mostrato una sanità a due volecità. C'è un trend positivo registrato nei primi mesi del 2026 con le prime visite garantite entro i tempi di legge salite dal 57,2% al 63,1% e gli esami diagnostici passati dal 53,4% al 62,8%. Permangono tuttavia delle criticità con 4 prestazioni su 10 che non rispettano i tempi, un tasso di presa in carico che si ferma al 56% e un importante ricorso alla sanità privata. Insomma ci sono dei segnali incoraggianti ma c'è ancora molto da lavorare. La presidente della Regione Stefania Proietti e le forze del Patto Avanti hanno parlato di un cambiamento sostanziale che conferma l'impegno dell'amministrazione regionale verso risultati concreti.
I dati Agenas, ha commentato la governatrice, che certificano "lo sforzo serio e trasparente che questa amministrazione regionale sta portando avanti sin dal primo giorno del suo insediamento per garantire ai cittadini umbri il diritto costituzionale alla prevenzione e alle cure".
Numeri, ha affermato Proietti, che "non sono semplici statistiche ma rappresentano migliaia di cittadini umbri che hanno ricevuto risposte più rapide a domande di salute urgenti o complesse. È la prova tangibile che il nostro sistema sta funzionando e che stiamo invertendo la rotta grazie a un impegno tenace, quotidiano e capillarizzato della direzione regionale salute e di ogni singola azienda sanitaria del territorio". La presidente ha ricordato lo sforzo messo in campo dalla Cabina di regia regionale "fortemente voluta da questa Giunta" con cui si sta provvedendo "a ottimizzare le agende, estendere le prestazioni e valorizzare l'appropriatezza prescrittiva".
"L'Umbria - ha aggiunto - si attesta come una delle Regioni più virtuose per l'appropriatezza delle prescrizioni in classe P (programmata), limitata appena al 13,5 per cento, segno che i nostri medici di medicina generale e specialisti lavorano con estremo rigore ed etica professionale". Bene, ha sottolineato, anche per le prestazioni per esami salvavita e le visite specialistiche in particolare per quelle oncologiche che nel 98,4% dei casi avvengono entro le scadenze cliniche previste, "anche grazie all’avvio da noi voluto dei Ppdta (Percorsi preventivi, diagnostici, terapeutici e assistenziali) specifici che mancavano totalmente nella nostra regione".
La consapevolezza rimane comunque quella di una strada ancora lunga da percorrere, seppure in presenza di note considerate molte positive. "I dati Agenas - conclude la presidente - ci confermano che la direzione intrapresa è quella corretta. Continueremo a lavorare con serietà, trasparenza e senza sosta, tenendo sempre presente che la salute pubblica non è un costo da tagliare, ma il bene più prezioso da proteggere e garantire a ciascun individuo".
Parole che trovano perfetta sintonia in quelle delle forze del Patto Avanti: "L'Umbria sta andando nella direzione giusta sul fronte delle liste d’attesa e dell’accesso alle prestazioni sanitarie" affermano. La nostra regione "si colloca inoltre tra le regioni più virtuose per i tempi di presa in carico da parte del Cup" con numeri "che confermano che il lavoro avviato dalla nuova amministrazione regionale sta producendo risultati concreti. Nel primo anno di governo - proseguono - ci siamo concentrati soprattutto sul recupero delle liste d’attesa e delle prestazioni rimaste in sospeso tra il 2023 e il 2024, affrontando una situazione particolarmente complessa ereditata dalla precedente amministrazione di destra. In questo periodo sono state recuperate circa 71mila prestazioni arretrate".
La coalizione di maggioranza amplia il discorso anche sugli scenari nazionali puntando il dito contro il governo Meloni che, sostengono, ha progressivamente ridotto gli investimenti sul Servizio sanitario nazionale. "Allo stesso tempo - spiegano - l’Umbria, con le risorse economiche disponibili e con l’impegno quotidiano delle professioniste e dei professionisti della sanità, sta facendo il massimo per rilanciare un sistema che negli anni di Tesei è stato drammaticamente depotenziato".
Il lavoro da fare, constatano, è ancora molto ma "i dati Agenas dimostrano che il cambiamento è in corso e che la direzione intrapresa è quella giusta. Continueremo a lavorare per rafforzare la sanità pubblica umbra e garantire servizi sempre più rapidi ed efficaci a tutti i cittadini" concludono.