20 Mar, 2026 - 09:45

Umbria, approvata a maggioranza la legge Omnibus ma è scontro aperto sulle liste d'attesa

Umbria, approvata a maggioranza la legge Omnibus ma è scontro aperto sulle liste d'attesa

Seduta fiume quella dell'Assemblea Legislativa dell'Umbria che giovedì 19 marzo ha visto un ampio dibattito per l'approvazione della legge Omnibus. Si tratta di un provvedimento molto articolato che introduce modificazioni e integrazioni a diverse leggi regionali vigenti con lo scopo di semplificare le procedure amministrative e aggiornare il sistema normativo regionale.

Gli ambiti di intervento della legge Omnibus. Sulle liste d'attesa l'opposizione non ci sta

L'atto, illustrato in aula dalla consigliera del PD e presidente della Seconda commissione, Letizia Michelini, tocca numerosi ambiti: aree contigue alle aree protette; nella definizione di foreste e boschi vetusti; diritto allo studio e Adisu; utilizzo delle acque minerali e termali; infrastrutture per le telecomunicazioni; governo del territorio; Piano socio sanitario regionale; Consulta dei giovani; politiche di genere; società Punto Zero; grandi derivazioni idroelettriche; Educazione all’infanzia; ricostruzione post sisma; Protezione civile; dieta mediterranea; psicologo di cure primarie; turismo; fauna selvatica; aree idonee e fonti energetiche rinnovabili; attività funerario, animali di affezione, culti non cattolici; disabilità e benessere psicologico dei giovani.  

Approvato con i 13 sì della maggioranza (PD, M5S, Avs, Ud-Pp) a fronte dei 5 no dell'opposizione (FdI, Lega, FI, Tp-Uc) non sono mancate le polemiche. Il terreno, ancora una volta, riguarda le liste d'attesa dopo la bocciatura dell'emendamento del centrodestra che chiedeva di introdurre l'obbligo di pubblicazione mensile dei dati.

Dall'opposizione denunciano: "Liste d'attesa fuori controllo"

"Un atto gravissimo" l'hanno definito dai banchi dell'opposizione che ha parlato di "un obbligo semplice e di buonsenso: la pubblicazione mensile dei dati sulle liste d’attesa sanitarie. Un gesto politico chiaro volto a impedire ai cittadini umbri di conoscere la verità". Questo quanto si legge nella nota congiunta dei consiglieri regionali Donatella Tesei, Enrico Melasecche (Lega), Eleonora Pace, Paola Agabiti e Matteo Giambartolomei (Fratelli d’Italia), Laura Pernazza e Andrea Romizi (Forza Italia) e Nilo Arcudi (Tp-Uc).

Un emandemento che, spiegano, non avrebbe comportato costi aggiuntivi ma, al contrario, "si limitava a utilizzare strumenti già esistenti per garantire trasparenza, informazione e tutela. È stato bocciato perché la trasparenza, evidentemente, fa paura - affondano -. Chi governa e rifiuta di rendere pubblici i dati dimostra di avere qualcosa da nascondere".

I consiglieri di centrodestra: "Ci sono 72mila cittadini in attesa di una prestazione sanitaria"

Il riferimento è, ancora una volta, alla campagna elettorale della presidente Proietti, che si è giocata in buona parte sulla sanità, con sit-in davanti agli ospedali regionali e, soprattutto, sulla promessa di abbattere le liste d'attesa. Una promessa che, sostengono i consiglieri di opposizione, non troverebbe riscontri nella situazione attuale.

"Oggi la realtà è drammatica - proseguono -, con oltre 72mila cittadini in attesa di una prestazione sanitaria. In molti casi alcune richieste non vengono nemmeno prese in carico. Sempre più spesso, soprattutto anziani e persone fragili, sono costretti a spostarsi di centinaia di chilometri per effettuare esami e visite". La maggioranza viene accusata di opacità e di aver compiuto la scelta deliberata "di nascondere i dati, per evitare che i cittadini possano vedere cosa sta accadendo davvero. La presidente Proietti, che quei dati li conosce perfettamente, ha scelto di negarli agli umbri".

Trasparenza negata

"È un fatto politico gravissimo – concludono - del quale qualcuno dovrà rispondere. Non solo per il merito, perché negare la trasparenza significa negare un diritto fondamentale, ma perché certifica l’incapacità della sinistra di governare un settore delicato come la sanità".

Nella volontà di non pubblicare i dati sulle liste d'attesa, affermano, c'è il tentativo di nasconderli. "Ma i cittadini umbri non sono ciechi: le liste d’attesa le vivono ogni giorno sulla propria pelle e conoscono bene queste difficoltà. Da oggi sanno che chi li governa non solo non risolve i problemi, ma fa di tutto per nascondere loro la verità".

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Sara Costanzi
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