21 Feb, 2026 - 16:30

In Umbria cambia la legge sulle case popolari. La Lega non ci sta: "Penalizza gli onesti"

In Umbria cambia la legge sulle case popolari. La Lega non ci sta: "Penalizza gli onesti"

Dura replica dalla Lega dopo l'approvazione delle modifiche alla Legge regionale sull'edilizia residenziale pubblica. Una riforma a cui la maggioranza stava lavorando da tempo e che ha introdotto sostanziali novità. Tra gli aspetti di maggior rilevanza la decadenza dei criteri di incensuratezza, possidenza e anzianità di residenza. Ed è proprio su questi che dal Caroccio puntano il dito.

Marchetti e Fioroni attaccano: "Riforma grave passo indietro della sinistra"

In una nota il segretario regionale della Lega Umbria, Riccardo Augusto Marchetti e la responsabile dipartimento economia e disabilità del partito, Paola Fioroni definiscono la riforma "un grave passo indietro sul piano della legalità, dell’equità e del rispetto verso le tante famiglie perbene che da anni attendono una casa".

"Gravissimo, a nostro parere - spiegano Marchetti e Fioroni - aver cancellato il requisito dei cinque anni di residenza in Umbria per accedere ai bandi, una condizione che nella nostra regione non era mai stata impugnata dalla Corte Costituzionale". Ferma condanna anche per l'annullamento del requisito del possesso di immobili all’estero come criterio ostativo. "Così facendo - proseguono -, chi ad esempio possiede residenze importanti o più residenze nel proprio Paese d’origine potrà comunque ottenere un alloggio di edilizia popolare". Scelte che, sostengono, "penalizzano gli umbri, indeboliscono il principio di equità nell’assegnazione delle case popolari e finiscono per favorire cittadini stranieri a discapito di chi vive e contribuisce da anni nel nostro territorio".

Il nodo dell'incensuratezza

Con la nuova legge si allentano i paletti legati all'incensuratezza di tutti i componenti del nucleo familiare che richiede l'alloggio popolare. In passato, ha più volte denunciato l'assessore regionale alle Politiche Abitative, Fabio Barcaioli, si erano verificati casi di persone condannate anche decenni prima, con pena completamente espiata, che si erano comunque viste negare l'accesso alle graduatorie.

Su questo la Lega invece lancia l'allarme. "Con le nuove regole - osservano Marchetti e Fioroni - vengono drasticamente ridimensionati i requisiti legati all’assenza di precedenti penali, consentendo l’accesso anche a soggetti responsabili di reati gravi con pene inferiori ai 7 anni come furti in abitazione, truffe, reati informatici o lesioni personali, nonché chi occupa abusivamente un’abitazione". Un criterio troppo "morbido" per la Lega che, sostengono, da un lato graverebbe sui quartieri popolari con "tensioni, insicurezza e conflitti sociali" e dall'altro manderebbe un messaggio distorto: "chi rispetta le regole rischia di essere penalizzato, chi le viola viene favorito".

Il principio dell'incensuratezza, rimarcano, non è mai stato dichiarato incostituzionale ma, al contrario, "è sempre stato considerato legittimo come criterio di equilibrio tra diritto all’abitare, sicurezza, convivenza civile e tutela delle comunità. Non esiste alcun obbligo giuridico che imponesse di smantellarlo". Ampliare la platea degli idonei, proseguono, in una regione come l'Umbria dove l'accesso agli alloggi di edilizia popolare sconta già gravi ritardi, in questo caso significa "togliere spazio a lavoratori, anziani, giovani coppie e famiglie oneste in difficoltà".

"Dalla sinistra una narrazione autocelebrativa". Criteri sbandierati come novità ma già previsti

Marchetti e Fioroni passano in rassegna anche altre modifiche della legge che dalla sinistra, accusano, hanno inserito "dietro una narrazione autocelebrativa la Giunta regionale, sotto l’egida di AVS" facendole passare come "novità" che in realtà non sarebbero.

In particolare "le riserve per le donne vittime di violenza, le tutele per le situazioni di emergenza abitativa, la possibilità di assegnare alloggi da manutenere con riduzione del canone, così come i punteggi specifici per le persone con disabilità". "Tutti strumenti già esistenti - rincarano -, frutto di un lavoro serio svolto nella passata legislatura, oggi riproposti come se fossero una conquista della nuova maggioranza".

L'appello è ad occuparsi e "preoccuparsi di tutelare chi paga le tasse, rispetta le regole e contribuisce ogni giorno alla vita della comunità, non di inseguire slogan sull’inclusione svuotandoli di contenuto concreto. La solidarietà - concludono - non può essere disgiunta dalla giustizia, senza regole certe, non c’è inclusione, ma solo ingiustizia sociale".

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Sara Costanzi
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