La macchina organizzativa per l’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi è ufficialmente in moto. Un passaggio cruciale, che trasforma l’eredità del Poverello in un piano concreto di interventi culturali, sociali e infrastrutturali. La Prima commissione dell’Assemblea legislativa dell’Umbria, riunita a palazzo Cesaroni, ha infatti acceso il semaforo verde al disegno di legge voluto dalla Giunta regionale per celebrare la ricorrenza del 1226.
L’approvazione, arrivata con cinque voti favorevoli della maggioranza e tre astensioni delle minoranze, rappresenta il primo via libera formale a un provvedimento che ambisce a coordinare e finanziare un anno di eventi, ma non solo. Il cuore del testo, che ora approderà in Aula per il voto finale giovedì 19 febbraio, non è solo celebrativo. L’obiettivo dichiarato è lasciare un segno tangibile, un’eredità duratura che porti il nome di Francesco nel futuro. A guidare i lavori in Aula, come relatori, saranno il presidente della Commissione Francesco Filipponi (Pd) per la maggioranza e Paola Agabiti (FdI) per la minoranza, dopo che la stessa Commissione ha chiesto e ottenuto l’inserimento del punto all’ordine del giorno con procedura d’urgenza.
“Non è solo una legge di evento, ma una legge di visione”, ha commentato nei corridoi dell’Assemblea legislativa il presidente Filipponi, sottolineando la portata strategica del provvedimento illustrato nei giorni scorsi direttamente dalla presidente della Regione, Stefania Proietti. E di visione strategica si parla, visto che il testo si propone di fare da raccordo con il Comitato nazionale (che gestisce altri 5 milioni di euro) per creare un calendario unico e coordinato, evitando la frammentazione di iniziative che spesso affligge le grandi ricorrenze.
A rendere il disegno di legge qualcosa di più di un semplice stanziamento di fondi è la scelta di ancorare le celebrazioni a un’eredità fisica e morale. Il provvedimento, che mette sul piatto risorse regionali per 2,5 milioni di euro, punta a coniugare l’altissimo profilo spirituale del Santo con le necessità contemporanee del territorio. L’elemento di maggiore impatto, quello che i promotori definiscono “l’opera segno” dell’VIII Centenario, è la realizzazione di un hospice pediatrico.
L’intenzione è quella di istituire la struttura nell’ambito di un presidio ospedaliero territoriale, dedicandola alle cure palliative pediatriche e al sostegno delle famiglie di minori affetti da patologie inguaribili. Un gesto concreto di carità e attenzione agli ultimi che riecheggia il messaggio francescano più autentico, trasformando una ricorrenza storica in un’opportunità generativa. “Produrre non solo effetti celebrativi, ma generativi e duraturi nel tempo, attraverso la realizzazione di un’opera indirizzata ai più fragili”: questa la filosofia scritta nero su bianco nella relazione che accompagna il ddl.
Non solo. Sul fronte dell’accoglienza e del messaggio sociale, la Regione intende sostenere tutte quelle iniziative che favoriscono l’aggregazione sociale, culturale e ricreativa, con uno sguardo particolare ai giovani e ai soggetti a rischio di emarginazione o povertà. Un richiamo esplicito alla necessità di ascolto e accoglienza che furono pilastri della predicazione francescana.
Ma un centenario di questa portata è anche una straordinaria occasione di promozione turistica e culturale per l’intera regione. Il disegno di legge approvato in Commissione disegna un programma fitto e articolato, che spazia dagli eventi religiosi e i pellegrinaggi nei luoghi francescani (Assisi in primis, ma non solo) fino a rivisitazioni storiche, mostre, concerti e produzioni teatrali. Un’attenzione particolare sarà riservata alla produzione cinematografica e artistica e all’organizzazione di una grande mostra presso la Galleria Nazionale dell’Umbria.
Per gestire questo fiume di eventi e di visitatori attesi da tutto il mondo, la Regione ha pensato a una macchina organizzativa snella ma efficace. Il cuore operativo sarà un’Unità di missione istituita presso la Presidenza della Regione. Questo team avrà il compito di coordinare le attività degli Enti locali, curare i rapporti con il Comitato nazionale e proporre alla Giunta il programma regionale definitivo. L’obiettivo è fare da regia unica, evitando sovrapposizioni e garantendo qualità.
Sul piano pratico, il provvedimento affronta anche il nodo cruciale dei trasporti e dell’accoglienza. Per favorire l’accessibilità ai luoghi francescani, si punta a potenziare i servizi di trasporto pubblico locale, con un occhio di riguardo alla rete dei cammini religiosi, di cui l’Umbria è un punto di riferimento nazionale. E in vista dell’afflusso massiccio di pellegrini e turisti, il ddl prevede un rafforzamento temporaneo e mirato dei servizi di protezione civile, dei servizi sanitari territoriali e ospedalieri e del sistema di emergenza-urgenza. Una misura, quest’ultima, che guarda con realismo alla necessità di garantire sicurezza e assistenza sanitaria non solo ai residenti, ma anche ai tanti visitatori che nei prossimi mesi varcheranno i confini dell’Umbria.
Ora la palla passa all’Aula di palazzo Cesaroni. L’appuntamento è per giovedì 19 febbraio, quando il consesso regionale sarà chiamato a trasformare questo disegno di legge in una realtà operativa. Con l’auspicio, come ha dichiarato qualcuno in Commissione, che il cammino di quest’opera possa essere spedido e condiviso, proprio come un pellegrinaggio verso una meta che è insieme storica e profondamente viva.