Stefania Proietti, presidente della Regione Umbria, perde terreno. È questo quanto emerge dall'ultimo sondaggio di Swg diffuso dall'Ansa sul gradimento dei governatori. La governatrice arretra di ben 8 punti, registrando nell'ultimo anno il calo più marcato fra tutti i presidente di Regione. La presidente umbra occupa comunque la parte intermedia della classifica attestandosi al sesto posto con il 45% di gradimento, ex-aequo insieme a Michele Di Pascale, presidente dell'Emilia-Romagna.
La lente attenta dei sondaggisti restituisce una fotografia puntale dell'apprezzamento da parte dei cittadini nei confronti di chi li governa. Se all'ultima rilevazione la presidente Proietti scavallava di tre punti il 50%, oggi si ritrova al di sotto. Un'oscillazione significativa che si discosta anche dal risultato elettorale di novembre 2024 quando venne eletta con il 51,1% dei voti validi, venendo preferita dagli elettori all'ex governatrice della Lega e ricandidata presidente, Donatella Tesei, oggi consigliera regionale fra i banchi dell'opposizione.
Dai dati di Swg emerge che nel Paese i governatori più apprezzati sono entrambi della Lega. A guidare la classifica dei presidenti di Regione c'è Massimiliano Fedriga (Friuli Venezia Giulia) con il 65%, in crescita di un punto rispetto al 2025. In seconda posizione, con sette punti di distacco, c'è il veneto Alberto Stefani al 58%. Nella top five, terzo, quarto e quinto posto vedono presidenti delle regioni del Sud. Al terzo posto il presidente della Calabria Roberto Occhiuto con il 53% (+1 sul 2025), quarto Antonio Decaro in Puglia al 51% e quinto Roberto Fico in Campania al 47%.
In sesta posizione, a pari merito, ci sono Michele De Pascale (Emilia-Romagna) e Stefania Proietti (Umbria), entrambi al 45% ed entrambi del centrosinistra. A seguire ci sono Eugenio Giani in Toscana al 42% con meno 5 punti, altro calo significativo dopo quello di Proietti, Alberto Cirio in Piemonte al 40% (-2). Seguono Marco Bucci (Liguria) e Francesco Acquaroli (Marche), tutti e due al 37%, con il presidente marchigiano stabile rispetto allo scorso anno.
Al fondo della classifica ci sono Attilio Fontana (Lombardia) al 35% con gradimento invariato e Marco Marsilio (Abruzzo), Alessandra Todde (Sardegna) e Vito Bardi (Basilicata), tutti al 33%, che però hanno fatto registrare cali rispettivamente di 2, 4 e 6 punti. A chiudere la graduatoria Francesco Rocca (Lazio) al 29% (-2) penultimo e, ultimo in assoluto, Renato Schifani (Sicilia) al 25%, esattamente come lo scorso anno.
I dati parlano chiaro, Proietti nell'ultimo anno ha perso una fetta consistente di apprezzamento da parte dei cittadini che governa, nonostante nella rilevazione precedente di Swg aveva dimostrato di aver anche ampliato il bacino dei suoi sostenitori rispetto al risultato elettorale. Ma il 2025 è stato un anno particolarmente complesso per l'Umbria. La governatrice che ha incentrato la sua campagna elettorale sul tema della sanità con sit-in sotto agli ospedali regionali e la promessa di azzerare le liste d'attesa nel giro dei primi tre mesi di governo, si è scontrata con una realtà ben diversa.
Prima la girandola sui numeri della sanità con la ricognizione - contestatissima dalle opposizioni - affidata a una società privata. Poi è arrivata la stangata delle tasse, una manovra che a molti umbri non è proprio piaciuta. Nel mezzo sono cresciuti anche i dissapori con l'amministrazione ternana su questioni ritenute cruciali per lo sviluppo del territorio come il nuovo ospedale e il progetto Stadio-Clinica. Vicende che a Terni hanno fatto gridare al "peruginocentrismo" e all'ennesimo schiaffo da parte della Regione.