09 Apr, 2026 - 19:00

L'Umbria avrà un Garante dei diritti delle persone anziane

L'Umbria avrà un Garante dei diritti delle persone anziane

L'Umbria è la seconda regione italiana più longeva, sul podio subito dopo le Marche. Nel cuore verde d'Italia gli anziani vivono a lungo e sono sempre più numerosi, un fatto che pone inevitabili questioni anche sul fronte della salute pubblica e della tutela della terza età, dove non mancano situazioni di fragilità o di solitudine. Scenari di fronte ai quali la politica regionale ha voluto lanciare un segnale importante. Proprio oggi infatti l'Assemblea Legislativa regionale ha approvato con dodici voti favorevoli della maggioranza e quattro astensioni dell’opposizione la proposta di legge a fima della consigliera Bianca Maria Tagliaferri (Ud-Pp) per istituire la figura del Garante regionale dei diritti delle persone anziane.

Un impegno concreto verso la popolazione anziana

La proposta di legge ha l'obiettivo di "promuovere e tutelare i diritti fondamentali delle persone anziane, garantendo il rispetto della loro libertà e autonomia in ogni ambito della vita". Parallalemente l'impegno è anche sul fronte della prevenzione per "contrastare ogni forma di abuso, di violenza fisica o psicologica, di discriminazione economica o sociale". In questo senso verranno promosse politiche per l'invecchiamento attivo e l'inclusione sociale delle persone anziane, oltre ad iniziative di sensibilizzazione verso l'opinione pubblica.

Il Garante ha spiegato in aula Maria Grazia Proietti (PD) sarà un punto di raccordo e di riferimento tra cittadini, famiglie e operatori. "Una comunità che si prende cura delle persone fragili - ha affermato la consigliera - è sempre una comunità più giusta, più coesa e più forte. Non è solo un atto di civiltà, ma anche un investimento lungimirante sul futuro".

Proietti ha ricordato anche il contesto demografico in cui nasce questa proposta con l’Umbria che "si colloca al quinto posto tra le regioni italiane che presentano un segmento crescente di popolazione superiore ai 65 anni: a gennaio 2025 il 27,3% del totale secondo le stime dell’Istat, in aumento dello 0,9% rispetto al 2024. L’indice di vecchiaia è del 246,6% ed equivale a quasi 25 anziani ogni 10 bambini".

Il dibattito in aula

Per l'opposizione Donatella Tesei (Lega) ha spiegato che tempo fa era già stata richiesta l'introduzione della figura del Garante delle persone anziane all'interno della legge regionale sui garanti. Richiesta che però venne bocciata. "Dopo poco tempo - ha affermato - ci troviamo questa proposta di legge che istituisce un nuovo garante. Ci chiediamo quali altre figure di garanti vedremo sorgere ogni qualche mese". Queste le ragioni dell'astensione dal voto.

Bianca Maria Tagliaferri ha voluto evidenziare come la legge si ponga in armonia con l'azione di governo, un risultato che è il frutto "di scelte politiche, di una visione della nostra Umbria, che pone la dignità umana quale fulcro di ogni propria azione. Una regione argento come la nostra deve guardare al proprio indice di vecchiaia non come un limite, ma come a una responsabilità strutturale che impone di ripensare all'architettura comprensiva del nostro welfare".

Tagliaferri: "Garante non sarà una figura soltanto simbolica"

Tagliaferri ha sottolineato come il Garante per gli anziani non sarà "una figura istituzionale dal valore puramente simbolico" bensì il risultato "di scelte politiche figlie di una visione della nostra Umbria che pone la dignità umana quale fulcro di ogni sua azione".

La legge, ha osservato, nasce anche per promuovere lo scambio intergenerazionale e per superare le barriere del divario digitale. In una regione che sta invecchiando velocemente, l'anzianità può essere un valore, ha sostenuto. "È precisamente questa ricchezza che oggi intendiamo tutelare. Con questo provvedimento la Regione Umbria colma un vuoto e lancia un messaggio chiaro: le istituzioni vedono le persone più fragili, non sono più invisibili e si impegnano a non lasciarle sole. La civiltà di un popolo si misura anche dalla cura che riserva le proprie radici" ha concluso.

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Sara Costanzi
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