02 Jun, 2026 - 13:00

Festa della Repubblica, Bistocchi: "Il 2 giugno ricorrenza che parla ai giovani"

Festa della Repubblica, Bistocchi: "Il 2 giugno ricorrenza che parla ai giovani"

Quando nel 1946 anche gli umbri vennero chiamati a scegliere fra repubblica e monarchia, oltre il 71 per cento della popolazione votò a favore della repubblica. Una risultato schiacciante che esprimeva il bisogno di democrazia e di una nuova ripartenza dopo gli anni tragici della guerra. Nell'ottantesimo anniversario dalla fondazione della Repubblica, la presidente dell'Assemblea legislativa dell’Umbria, Sarah Bistocchi, ha voluto riflettere sui più alti valori che incarna questa ricorrenza con un messaggio che guarda in particolare ai più giovani.

Ottant'anni di Repubblica e di voto alle donne

"Ottanta anni della Repubblica, 80 anni del voto alle donne, 80 anni dalle prime sindache elette nelle elezioni amministrative delle città - così esordisce Bistocchi -. Il 2026 ci regala una serie di anniversari importanti, a partire dal 2 giugno e da quel voto che ha riscritto la nostra storia, e che dobbiamo celebrare ogni giorno". La presidente sottolinea come quel voto raccoglieva "lo spirito della Resistenza, della libertà e dell’antifascismo che avevano caratterizzato gli ultimi anni della guerra. Lo fece senza dubbi o ambiguità, in maniera chiara".

Il riferimento a Tina Anselmi

"Oggi - aggiunge Bistocchi - noi siamo gli eredi di quei 298mila umbri che scelsero il percorso repubblicano e iniziarono un viaggio lungo e non scontato, scandito da piccole e grandi tappe - fatte di diritti, di opportunità e di libertà - rispetto alle quali però il rischio di retrocedere è sempre dietro l’angolo"

Il riferimento è a Tina Anselmi, partigiana e prima donna ad aver ricoperto la carica di ministro della Repubblica Italiana, "che ci ricorda che per cambiare il mondo, occorre esserci. Noi ci siamo, eredi di un passato che è presente, pronti a costruire il futuro insieme alle nuove generazioni" prosegue la presidente dell'Assemblea Legislativa.

Bistocchi: "Il 2 giugno parla ai giovani"

Nella ricorrenza del 2 giugno, ha spiegato Bistocchi, un ruolo cruciale lo svolgono i giovani. Il suo è un appello alla partecipazione attiva e al protagonismo affinché sentano "la Repubblica e la democrazia come un qualcosa che compete anche a loro, non lasciar fare agli altri nell’indifferenza e nell’ignavia".

Il rimando è anche alle giovani donne. "Un messaggio dritto e preciso, questo 2 giugno - aggiunge -, lo consegna anche alle ragazze di oggi. La battaglia per la conquista della parità parte da lontano, dal ‘46, ma è ben lontana dall’essere conclusa: é ora, in questo momento in cui tutto sembra regredire sotto le spinte reazionarie di chi vuole riscrivere la storia, che occorre esserci e farci sentire. Questi primi 80 anni di Repubblica sono un traguardo, ma anche un nuovo punto di partenza: c’è bisogno di conquistare nuove libertà e nuovi diritti, tutte e tutti insieme, per una società più equa, giusta e civile".

Come votarono gli umbri il 2 giugno 1946

La Festa della Repubblica è una ricorrenza identitaria per gli italiani, ma come votarono al referendum gli umbri? Il 2 giugno 1946 furono 12.717.923 gli italiani si espressero a favore della repubblica e, sotto di oltre due milioni, 10.719.284 coloro che votarono per la monarchia. Dal cuore verde d'Italia che contò circa 415mila elettori in totale, 298.196 voti furono per la repubblica e 116.321 per la monarchia. L'Umbria fu la terza regione in Italia, dopo Trentino Alto Adige (85%) e Emilia-Romagna (77%) dove la repubblica fu più largamente votata attestandosi al 71,9%. 

L'Umbria che all'epoca faceva parte della Circoscrizione Perugia-Terni-Rieti elesse 9 deputati all'Assemblea Costituente fra i quali anche una donna: Elettra Pollastrini per il Pci. Gli altri furono, sempre il Pci, Carlo Farini e Armando Fedeli; per la DC, Mario Cingolani, Ivo Coccia, e Giuseppe Ermini; Tito Oro Nobili e Walter Binni per i socialisti e infine Ettore Santi per i repubblicani. 

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Sara Costanzi
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