24 Jun, 2026 - 18:45

Umbria, emergenza caldo. La Regione rilancia le misure di prevenzione, i sindacati chiedono di vigilare sull'applicazione

Umbria, emergenza caldo. La Regione rilancia le misure di prevenzione, i sindacati chiedono di vigilare sull'applicazione

L'Umbria, come buona parte d'Europa, negli ultimi giorni è alle prese con un'ondata di caldo estremo. Le colonnine salgono, l'afa non dà pace e le precauzioni per la salute, in questo contesto, sono cruciali. Sul fronte del lavoro, dalla Regione hanno varato le nuove linee guida che resterenno in vigore fino al 15 settembre. Come riferito dalla presidente Stefania Proietti, è entrato in vigore il divieto di lavoro dalle ore 12:30 alle ore 16:00 nei giorni e nelle aree del territorio regionale dove la piattaforma Worklimate segnali un livello di rischio "alto" per lavoratori esposti al sole con attività fisica intensa. I sindacati delle costruzioni, di fronte al protrarsi dell'ondata di calore, hanno chiesto con forza che si vigili sulla reale applicazione di tale misura.

Caldo estremo, la Regione Umbria amplia la platea dei lavoratori che rientrano nella tutela

"La Regione Umbria - ha affermato la governatrice - rafforza le tutele contro il caldo estremo e mette al centro la sicurezza di lavoratrici e lavoratori. Proteggere chi lavora significa proteggere la salute dell’intera comunità. Per questo invitiamo tutti i cittadini a seguire le misure di prevenzione e a consultare gli aggiornamenti disponibili su Umbria in Salute, soprattutto nelle giornate caratterizzate da temperature elevate e rischio sanitario più alto".

La platea delle categorie che rientrano nel provvedimento, spiega una nota regionale, è stata ampliata. "Le misure già previste per agricoltura, florovivaismo e cantieri edili all’aperto vengono estese anche alle cave, alla logistica limitatamente ai piazzali destinati in via esclusiva e permanente al deposito merci, e al settore delle consegne tramite biciclette o mezzi a pedalata assistita" riferisce una nota regionale. Una particolare attenzione viene infine rivolta ai lavoratori delle consegne prevedendo un adeguamento degli algoritmi che le regolano.

Proietti: "La sicurezza richiede collaborazione"

Tra i punti dell'ordinanza, anche le raccomandazioni verso i Comuni per "valutare deroghe temporanee ai regolamenti locali in materia di emissioni acustiche, così da consentire lo svolgimento delle attività lavorative nelle fasce orarie più fresche, previa verifica delle condizioni contingenti".

"La sicurezza richiede collaborazione - conclude Proietti -. Regione, Comuni, imprese, organizzazioni sindacali, datori di lavoro e cittadini condividono una responsabilità comune. La prevenzione è la strada per costruire ambienti di lavoro più sicuri e territori più resilienti. L’Umbria sceglie di tutelare il lavoro, proteggere la salute, accompagnare le comunità dentro una fase climatica che richiede attenzione e responsabilità".

Emergenza caldo: i sindacati delle costruzioni chiedono controlli straordinari

I sindacati delle costruzioni, Fillea Cgil Umbria, Filca Cisl Umbria e Feneal Uil Umbria di fronte all'emergenza caldo hanno avanzato una serie di richieste affinché vengano tutelati realmente lavoratori e lavoratrici. Se le ondate di calore sono un fenomeno noto e ricorrente, così si legge in una nota congiunta, "anche a fronte di provvedimenti specifici, la distanza tra norme e realtà resta evidente".

Le sigle sindacali richiamano con fermezza le istituzioni chiedendo che vigilino "sulla situazione che si sta registrando in numerosi cantieri e luoghi di lavoro del territorio, dove, nonostante l’entrata in vigore dell’ordinanza regionale sul rischio caldo, continuano a pervenire segnalazioni di attività lavorative svolte in condizioni che appaiono incompatibili con gli strumenti di tutela finora previsti".

Un'emergenza nell'emergenza venuta alla luce sulla base delle informazioni raccolte attraverso le strutture territoriali e dai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, sottolineano Elisabetta Masciarri, segretaria generale di Fillea Cgil Umbria,  Emanuele Petrini, segretario generale di Filca Cisl Umbria, e Alessio Panfili di Feneal Uil Umbria. I rischi per la salute quando si lavora sotto il sole cocente non possono essere sottovalutati, tanto all'aperto quanto negli ambienti chiusi, come fabbriche e capannoni, che si surriscaldano.

Fillea, Filca e Feneal chiedono quindi "l’attivazione immediata di una campagna straordinaria di controlli nei cantieri e nei luoghi di lavoro maggiormente esposti, il coordinamento tra Asl, Ispettorato del lavoro, Inail e organismi competenti per verificare il rispetto dell’ordinanza regionale e delle norme in materia di salute e sicurezza, e la convocazione urgente di un tavolo regionale con le organizzazioni sindacali e le associazioni datoriali per monitorare l’effettiva applicazione delle misure di prevenzione e individuare ulteriori interventi necessari".

I sindacati: "Ordinanza passaggio importante ma non può restare un atto formale"

L'ordinanza emanata dalla regione, proseguono Masciarri, Petrini e Panfili è sì "un passaggio importante, ma non può restare un atto formale. Deve tradursi in controlli reali, prevenzione effettiva e organizzazione del lavoro coerente con la necessaria adozione di misure di adattamento compatibili alla situazione climatica. La salute e la sicurezza non possono essere affidate esclusivamente alla sensibilità delle singole imprese, né subordinate alla necessità di rispettare tempi di consegna, produttività e cronoprogrammi".

"Sul territorio umbro - concludono - servono verifiche, vigilanza e scelte conseguenti e condivise. Ogni ritardo nell’attuazione delle misure di prevenzione può tradursi in un pericolo reale per l’incolumità delle lavoratrici e dei lavoratori. La salute e la tutela di chi lavora devono venire prima di tutto".

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Sara Costanzi
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