23 Jan, 2026 - 18:25

Umbria e Toscana siglano un patto di concretezza: vertice a Monte Santa Maria Tiberina su Trasimeno, sanità e infrastrutture

Umbria e Toscana siglano un patto di concretezza: vertice a Monte Santa Maria Tiberina su Trasimeno, sanità e infrastrutture

Un confronto operativo, ma anche fortemente simbolico, per rafforzare la collaborazione tra Umbria e Toscana. È quello che si è svolto oggi a Monte Santa Maria Tiberina, comune dell’Alto Tevere umbro a ridosso del confine regionale, dove si sono incontrati la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti e il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani.

Al centro del vertice una serie di temi strategici condivisi: risorse idriche e Lago Trasimeno, sanità e mobilità interregionale, infrastrutture e collegamenti ferroviari, cultura e turismo con particolare riferimento all’anno francescano 2026.

"Un patto tra regioni", la proposta di Proietti

Nel corso della conferenza stampa finale, Proietti ha definito l’intesa avviata come un salto di qualità nei rapporti tra le due amministrazioni. “Non un accordo, cioè non qualcosa di temporaneo, ma un vero e proprio patto tra regioni per poter cambiare le sorti dell'Italia mediana”, ha affermato la presidente umbra, spiegando come l’obiettivo sia quello di costruire una collaborazione strutturale e duratura.

Una prospettiva che guarda oltre i confini regionali: “Anche altre regioni quindi - ha aggiunto - se aderiranno non sono escluse perché pensiamo che questo patto possa trarre ispirazioni per il rilancio dell'Italia di mezzo”. L’idea è quella di creare un modello di cooperazione replicabile, capace di rafforzare il peso politico e istituzionale delle regioni dell’Italia centrale.

Acqua e Trasimeno: verso una governance condivisa

Ampio spazio è stato dedicato al tema delle risorse idriche. In particolare, è stata affrontata la questione della diga di Montedoglio, infrastruttura strategica per l’approvvigionamento idrico di ampie aree tra Umbria e Toscana. I due presidenti hanno concordato sulla necessità di una governance condivisa della diga e delle riserve disponibili, in un’ottica di gestione integrata e solidale. In questo contesto rientra anche il Lago Trasimeno, che potrà beneficiare dell’apertura dei “rubinetti” di Montedoglio per contrastare gli effetti della siccità e garantire la tutela ambientale di uno dei principali ecosistemi lacustri del Centro Italia.

Sanità e mobilità interregionale dei pazienti

Altro capitolo centrale del confronto è stato quello sanitario. Proietti ha sottolineato come l’attuale sistema di finanziamento richieda nuove forme di collaborazione tra regioni confinanti. “Il fondo sanitario nazionale - ha sostenuto Proietti - non basta più a garantire la sanità per tutti noi e abbiamo deciso di siglare accordi interregionali soprattutto legati ai flussi di mobilità tra le regioni”.

L'obiettivo è regolamentare in modo più efficace la mobilità sanitaria, evitando squilibri finanziari e migliorando l’accesso alle cure per i cittadini che si spostano tra Umbria e Toscana per ricevere prestazioni specialistiche. 

Su questo punto è intervenuto anche Giani: “faremo accordi con interconnessione tra strutture sanitarie, una presenza di privato è fisiologica ma alla sanità pubblica diamo valore fondamentale”, ha detto, ribadendo la centralità del servizio pubblico all’interno di un sistema integrato.

Infrastrutture e Alta Velocità: il nodo Medio Etruria

Il tema delle infrastrutture e della mobilità ha trovato uno dei suoi punti chiave nella discussione sulla futura stazione dell’Alta Velocità “Medio Etruria”. Un progetto ritenuto strategico per migliorare i collegamenti orizzontali tra le regioni dell’Italia centrale.

Giani ha evidenziato la necessità di superare una visione esclusivamente verticale dei trasporti: “Sui trasporti - ha poi detto Giani - l'Italia funziona per collegamenti verticali ma diventa vitale quando collega in maniera orizzontale. Noi come Toscana vogliamo che anche per i cittadini umbri ci sia asse importante su alta velocità”.

Il presidente toscano ha poi annunciato l’intenzione di aprire un confronto diretto con il Governo: “Prima di visioni di futuro ci deve essere concretezza e su questo andremo a parlare con governo perché su medio Etruria vorremo un confronto che finora non c'è stato”.

Cultura e cammini: l’anno francescano 2026

Non meno rilevante il capitolo culturale, con particolare attenzione all’anno francescano in corso nel 2026. Giani ha parlato di una “grande sintonia” con Proietti anche su questo fronte, sottolineando la volontà di unire le politiche di promozione turistica e culturale delle due regioni.

"Prima di tutto pensiamo di unire le vie dei cammini tra i percorsi di San Francesco e la Via Francigena con un legame con l'Italia di mezzo che con questo patto viene promosso”, ha dichiarato, indicando nei cammini storici e spirituali uno strumento di sviluppo sostenibile e valorizzazione dei territori interni.

I prossimi passi

Il vertice di Monte Santa Maria Tiberina segna l’avvio di un percorso che proseguirà con tavoli tecnici e accordi operativi su ciascuno dei temi affrontati. Sanità, acqua, infrastrutture e cultura saranno i primi ambiti su cui misurare l’efficacia del “patto di concretezza” annunciato oggi.

Un'intesa che, nelle intenzioni dei due presidenti, punta a rafforzare il ruolo dell’Umbria e della Toscana come protagoniste di una nuova stagione di cooperazione per l’Italia centrale, fondata su scelte condivise e risultati misurabili.

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Francesco Mastrodicasa
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