Un approccio che superi la divisione fra dipendenze e salute mentale, è questo quanto espresso dal capogruppo regionale del Movimento 5 Stelle, Luca Simonetti. Una riflessione che include anche il nuovo Piano socio-sanitario regionale e prende le mosse dall'ultima Relazione annuale al Parlamento redatta dal Dipartimento delle politiche contro la droga e le altre dipendenze.
"Il dato che colloca Terni al primo posto, tra le città monitorate per presenza di eroina rilevata nelle acque reflue impone una riflessione seria e un impegno ancora maggiore nel rafforzare prevenzione, cura e servizi di fronte a un fenomeno che continua a evolversi" così il capogruppo pentastellato in una nota.
Sul fronte delle dipendenze, Simonetti ha ricordato "il lavoro che in questi anni hanno svolto gli operatori dei servizi per le dipendenze, spesso in condizioni difficili e con risorse limitate". Una situazione dove, ha sottolineato, "la politica si è ricordata di questo settore soltanto quando c'era da attribuire presunte responsabilità, anziché sostenere concretamente chi ogni giorno lavora sul territorio accanto alle persone più fragili".
Il cuore dell'intervento di Simonetti riguarda, in particolare, la "separazione" fra dipendenze e salute mentale che invece, spiega, sono strettamente connesse. "Il mondo delle dipendenze – queste le sue parole - è profondamente cambiato. Sempre più spesso il consumo di sostanze si accompagna a disturbi psichiatrici, fragilità emotive e forme di autoterapia, soprattutto tra gli adolescenti e i giovani".
Proprio su questo punto, l'auspicio è che tale divisione venga superata "mettendo al centro la persona e non soltanto la sostanza". Il discorso si amplia anche su quello che sarà il nuovo Dipartimento integrato della salute mentale e delle dipendenze previsto all'interno del Piano socio-sanitario regionale. Presidi che lavoreranno in rete anche con l'Osservatorio regionale sulla salute mentale e il benessere psicologico dei giovani istituito nell'ambito della legge omnibus a marzo scorso. "Sono strumenti importanti - aggiunge il capogruppo - per comprendere meglio i nuovi bisogni, programmare gli interventi e costruire una rete territoriale sempre più efficace".
La strategia, prosegue Simonetti, deve agire su più fronti e, uno fondamentale riguarda l'investimento nella formazione. "Le nuove dipendenze richiedono competenze sempre più specifiche e multidisciplinari: per questo sarebbe importante promuovere, in collaborazione con il sistema universitario, percorsi di alta formazione e specializzazioni dedicate, capaci di preparare professionisti in grado di affrontare fenomeni sempre più complessi e strettamente connessi alla salute mentale".
"La sfida – conclude - è continuare a investire nei servizi, nella prevenzione e nell'intercettazione precoce del disagio, valorizzando il lavoro degli operatori e sostenendo le famiglie. È così che si affronta un fenomeno complesso, senza cercare capri espiatori, ma costruendo risposte concrete e durature".
La relazione al Parlamento è stata presentata dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, a ridosso della Giornata Mondiale contro le droghe che ricorre il 26 giugno. Dal report emergono diverse criticità soprattutto per l'incremento del consumo di droghe tra i giovani con quasi 350mila under 18 che hanno affermato di aver fatto uso di stupefacenti nell'ultimo anno. Si tratta del 23% della popolazione scolastica minorenne del Paese, in aumento di tre punti rispetto al 2025. Preoccupante la diffusione della cocaina che è anche la sostanza da cui deriva il maggior impatto in termini sanitari, dal momento da sola è la causa di un terzo dei decessi per droga e di un terzo dei ricoveri. Numeri "da pandemia", li ha definiti Mantovano che però, ha aggiunto, "non vengono percepiti come tali".