In Umbria le eccellenze enogastronomiche rappresentano un aspetto fondamentale dell'identità e delle tradizioni che custodisce. Il vino in questo scenario non può certamente mancare e dai confini del cuore verde d'Italia si appresta a conquistare le maggiori fiere internazionali. In vista ci sono appuntamenti di rilievo che andranno a tessere le relazioni di un anno che Umbria Top, la cooperativa delle cantine umbre, ha già definito "strategico".
La stagione partirà dalla prestigiosa Wine Paris & Vinexpo Paris, in programma dal 9 all'11 febbraio al Paris Expo Porte de Versailles. Quella parigina è una fiera ormai di riferimento per l'intero mercato mondiale dove sono attesi almeno 60mila visitatori a fronte di una rappresentanza di 155 mercati e ben seimila espositori provenienti da 60 Paesi.
'Umbria: Stili di Vite' è lo slogan con cui i produttori si presentano nel 2026 sui mercati, sia italiani che esteri: un fil rouge che costituisce l'ispirazione di tutte le occasioni di confronto, promozione e comunicazione. Al centro c'è la doppia accezione della parola "vite", intesa sia come pianta che dà l'uva che la vita stessa. Un claim di grande impatto che racconta l'essenza del vino e del mondo che gli ruota attorno fatto di ritmi armoniosi in una regione che racchiude tradizioni agricole antiche e ospita cantine di eccellenza.
"Oggi più che mai la presenza a Wine Paris ha un valore simbolico e concreto - ha osservato Massimo Sepiacci, presidente di Umbria Top -. Non si tratta solo di promuovere vini di eccellenza, ma di raccontare un territorio. Il tema che porteremo quest'anno 'Umbria: Stili di Vite' esprime proprio questo: ogni bottiglia è un frammento di questo racconto, che vede protagonisti chi il vino lo fa e chi il vino lo sceglie".
Umbria Top torna al salone parigino sarà al Padiglione 2.1 Stand D110, dove presenterà i vini di dieci aziende umbre scelte come ambasciatrici dell'identità territoriale e dell'eccellenza enologica. Si tratta di Antonelli San Marco, Chiorri, Decugnano dei Barbi, Lungarotti, Scacciadiavoli, Terre Margaritelli, Goretti, Le Poggette, Feudi Spada e Barberani. A completare l'offerta la degustazione con i vini di Cantina Vetunna e Cantina Vinsentie.
"Gli appuntamenti di inizio anno sono estremamente strategici per il comparto vitivinicolo - ha spiegato Gioia Bacoccoli, coordinatrice di Umbria Top - perché da un lato promuovono le nuove annate, danno forza commerciale alla commercializzazione delle grandi annate ma soprattutto invitano a conoscere i nostri prodotti attraverso l'invito a un'esperienza enoturistica e lanciano le offerte rurali regionali".
Il percorso internazionale di Umbria Top nel 2026 parte quindi dalla capitale francese. Dopo Wine Paris, ci sono in vista numerosi altri appuntamenti del settore vitivinicolo che consentiranno di rafforzare la visibilità e le relazioni commerciali delle cantine umbre.
Ancora a febbraio, dal 22 al 24 febbraio Umbria Top sarà a BolognaFiere, per Slow Wine Fair mentre ad aprile, dal 12 al 15, si torna all'immancabile Vinitaly di Verona.
Il vino in Umbria è una tradizione antichissima, un'eredità millenaria che ancora oggi più che mai è viva ed è sinonimo di qualità. Il vino da queste parti non è semplicemente un prodotto agricolo ma un elemento culturale e sociale, dove si intrecciano persone, luoghi e saperi. La vendemmia, in particolare, rappresenta ancora un rito collettivo nelle campagne che coinvolge famiglie e comunità locali. Ed è proprio grazie ai produttori che ne hanno implementato le qualità senza mai venir meno alla tradizione che il vino umbro sta acquisendo sempre maggiore visibilità anche a livello internazionale.