Lo scontro infuocato sulla sanità in Umbria trova nuova benzina con i dati di Agenas sulle liste d'attesa. Il report dell'Agenzia nazionale per i servizi sanitari mostra un'Umbria a doppia velocità. Se è vero che nei primi quattro mesi del 2026 si sono registrati incrementi positivi su prime visite e esami diagnostici, è altrettanto vero che la presa in carico si attesta al 56% e che il ricorso alla sanità privata è ancora largamente diffuso.
Dalla presidente della Regione Umbria Stefania Proietti e dalle forze del Patto Avanti, pur riconoscendo come ci sia ancora molto lavoro da fare, hanno parlato di dati "che certificano lo sforzo serio e trasparente dell'amministrazione regionale". Dal centrodestra hanno replicato dipigendo, al contrario, una situazione emergenziale dove quello della governatrice "sembra più un mondo dei sogni che la realtà quotidiana vissuta dagli umbri".
I gruppi di centrodestra e civici in Consiglio regionale - Lega, Fratelli d'Italia, Forza Italia e Umbria civica - in una nota congiunta, criticano aspramente la versione che Proietti e la maggioranza hanno restituito del rapporto Agenas fatta, sostengono, "a uso e consumo della propaganda della sinistra".
A smentirla, proseguono, ci sono le esperienze dei cittadini. "Prima di celebrare risultati inesistenti - dicono - consigliamo alla presidente Proietti di leggere attentamente tutti i dati Agenas e non soltanto quelli che ritiene utili alla propria narrazione politica" .
L'Umbria, spiegano, "si colloca nelle ultime posizioni in Italia per il rispetto dei tempi di attesa. Per gli esami diagnostici, come Tac, ecografie e altre prestazioni fondamentali, la nostra regione risulta addirittura la peggiore del Paese. Nessun'altra regione presenta percentuali così basse di prestazioni erogate entro i tempi previsti. Anche sul fronte delle prime visite la situazione resta gravemente insufficiente: l'Umbria si trova nelle ultime posizioni nazionali, davanti soltanto a poche altre regioni".
Dall'opposizione affermano di aver toccato con mano come vivono gli umbri la situazione sanità. "Ogni giorno riceviamo segnalazioni di persone che non riescono a prenotare una visita, che si sentono rispondere che non ci sono disponibilità, che non vengono nemmeno inserite in lista d'attesa o che sono costrette a rivolgersi al privato per ottenere prestazioni nei tempi necessari. Ed è proprio qui che emerge il vero problema" rimarcano.
Il nodo, sottolineano, è il modus operandi della Giunta Proietti che "sembra voler ridurre artificialmente le liste d'attesa non aumentando realmente l'offerta sanitaria, ma limitando l'accesso alle prenotazioni e concentrandosi esclusivamente sulle prestazioni che riesce a evadere in tempi più rapidi. In questo modo non si risolve il problema: lo si nasconde".
Il punto, proseguono, è che chi non viene preso in carico, "non compare nelle statistiche, ma il suo bisogno di cura resta irrisolto. Questa non è efficienza. È un meccanismo che rischia di negare ai cittadini il diritto costituzionale alla salute e alle cure".
L'accusa è pesante: "migliaia di umbri continuano a scontrarsi con una sanità che troppo spesso non risponde ai loro bisogni. La propaganda - affondano dal centrodestra - può forse migliorare l'immagine della Giunta, ma non accorcia le attese per una Tac, non garantisce una visita specialistica e non cura i cittadini. Servono meno slogan e più risultati concreti. Perché la realtà che vivono gli umbri ogni giorno è purtroppo molto diversa da quella raccontata dalla presidente Proietti".
Il quadro delle prestazioni, osservano, rimane insufficiente "nonostante l'elevato prelievo fiscale che si sta utilizzando in gran parte per maggiori spese in altri settori. La demagogia delle promesse elettorali - concludono - a distanza di un anno e mezzo, sta mostrando tristemente la corda".