09 Jul, 2026 - 18:00

Crisi idrica, in Umbria il Mit ha finanziato 12 interventi per 148 milioni di euro

Crisi idrica, in Umbria il Mit ha finanziato 12 interventi per 148 milioni di euro

148 milioni l'Umbria da parte del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per 12 interventi finanziati in tutto con l'obiettivo di far fronte alla crisi idrica. A renderlo noto è stato il ministro Matteo Salvini nell'ambito della cabina di regia che è tornata a riunirsi stamattina - dopo l'ultima convocazione avvenuta quasi un anno fa - proprio su questo argomento.  

Crisi idrica in Italia: che cosa è emerso dalla cabina di regia

A prendere la parola in apertura è stato il Commissario Straordinario nazionale per l’adozione di interventi urgenti connessi al fenomeno della scarsità idrica, il Prefetto Fabio Ciciliano. Dai dati del Mit è emerso che attualmente la situazione idrica al Centro-Sud è in miglioranto rispetto allo scorso anno. "Permangono tuttavia situazioni di severità idrica significativa nelle regioni del bacino del Po, che continuano a richiedere particolare attenzione e monitoraggio" si legge in una nota del Ministero. 

La situazione italiana nell'ultimo anno (Fonte: Mit).

Lo stato di attuazione degli interventi. Nuovi fondi in arrivo

L'Italia è interessata da un programma nazionale di investimenti nel settore idrico, suddiviso in 733 interventi per un finanziamento complessivo che supera i 6 miliardi. A queste risorse se ne aggiungeranno di altre quantificate in circa un miliardo per il settore idrico potabile. "Inoltre - prosegue la nota - si sta definendo un ulteriore programma di finanziamento di circa 700 milioni nell'ambito del Piano nazionale di interventi infrastrutturali e per la sicurezza nel settore idrico (Pnissi), destinato principalmente a interventi per l'uso irriguo della risorsa. Il ministro Salvini ha sottolineato come la gestione dell'acqua debba necessariamente essere portata avanti con programmazione e visione di lungo periodo e ha ribadito l'impegno importante del proprio dicastero che oltre ai 6 miliardi già programmati aggiungerà nuove misure per circa 1,7 miliardi a conferma dell'impegno per rafforzare la sicurezza degli approvvigionamenti".

Poche precipitazioni e caldo estremo: aumenta il fabbisogno idrico

I cambiamenti climatici stanno determinando con maggiore frequenza il verificarsi di fenomeni estremi. L'ondata di calore che in quest'ultimo periodo si è abbattuta su buona parte dell'Europa ne è un esempio lampante e il caldo acuisce inevitabilmente la crisi idrica. Con l'eccesivo calore l'acqua di laghi, fiumi, bacini e suolo evapora più rapidamente mentre la scarsità di precipitazioni si accompagna a siccità più intensa e prolungata con danni per agricoltura e allevamenti che, a loro volta, sono costretti ad incrementare la domanda di acqua proprio mentre i fiumi riducono la portata. L'estrema sofferenza del Po, il principale bacino idrografico italiano, in questo senso è emblematico con il Veneto che, nei giorni scorsi, ha dichiarato lo stato di emergenza regionale proprio a causa della crisi idrica.

La grande sfida del Trasimeno

Tornando all'Umbria, la crisi idrica al Trasimeno rimane una quetione cruciale. Il bacino da anni fa i conti con un costante abbassamento del livello dell'acqua, fatto che rischia di compromettere il delicato ecosistema lacustre e provocare danni consistenti anche all'economia. La circolazione dei battelli per l'Isola Polvese quest'anno è stata sospesa, scegliendo al loro posto imbarcazioni più piccole e con minore pescaggio. I collegamenti con l'Isola Maggiore reggono ma la scarsità di acqua sta trasformando il paesaggio sulle sponde del lago e impone un cambio di passo alle attività portuali.

Quella del Trasimeno è certamente una delle sfide ambientali più significative che l'Umbria deve affrontare e sulle quali la politica è più volte intervenuta. Proprio oggi, il consigliere regionale della Lega, Enrico Melasecche, ha sollecitato la Giunta sull'adozione di interventi strutturali che, scrive, non si possono più rimandare. Insieme alla scarisità dell'acqua ha sollevato anche un altra questione importante, quella dei fastidiosi moscerini acquatici, i chironomidi che "già sono fastidiosi di giorno, ma di notte rendono impossibile la vita alle attività ed a tutti coloro che vengono al Trasimeno per godersi eventi e fresco"

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Sara Costanzi
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