02 Jul, 2026 - 13:30

Umbria, contrasto alla violenza di genere. Dalle Regione piano da oltre 2 milioni

Umbria, contrasto alla violenza di genere. Dalle Regione piano da oltre 2 milioni

2 milioni 75 mila euro, questa la somma stanziata dalla Regione Umbria per il Programma regionale di prevenzione e contrasto della violenza di genere relativo al 2026. I fondi andranno ad incidere trasversalmente su più fronti: servizi territoriali, sostegno ai Centri antiviolenza e alle Case rifugio, accompagnamento delle donne nei percorsi di autonomia economica e sociale e promozione iniziative di prevenzione, formazione e sensibilizzazione. Queste le direttrice dell'atto approvato dalla Giunta su proposta dell’assessora alle Pari opportunità Simona Meloni.

Assessora Meloni: "Contro la violenza di genere serve una rete solida"

In Umbria la violenza di genere è una piaga ancora troppo, dolorosamente diffusa. Un fenomeno grave di fronte al quale il nuovo Piano regionale intende fornire risposte concrete alle vittime coinvolgendo su più livelli diversi attori. Un'apertura che ha caratterizzato anche l'elaborazione stessa del programma che ha attivato un percorso aperto al confronto e alle sollecitazioni provenienti dai Centri antiviolenza del Sistema regionale.

"Con questo Programma – queste le parole dell’assessora Simona Meloni – la Regione compie una scelta politica e istituzionale precisa: non lasciare sole le donne e rendere la rete antiviolenza sempre più solida, accessibile e vicina ai territori. La violenza di genere è un fenomeno strutturale che nasce da disuguaglianze profonde e da una cultura del possesso e della sopraffazione. Per questo servono servizi stabili, personale qualificato, prevenzione, educazione e strumenti concreti per riconquistare libertà e autonomia".

Nuovi fondi per i Centri antiviolenza. A Marsciano il Centro per uomini maltrattanti

Una fetta consistente dei fondi sarà destinata al sostegno dei Centri antiviolenza e delle Case rifugio (737.676,11 euro) cui si aggiungono i 73.600,19 euro per la realizzazione di nuovi Centri antiviolenza. Proprio sulle Case rifugio la Regione ha annunciato che avvierà una ricognizione per accrescerne il numero e i posti disponibili, migliorando l'accessibilità anche per le persone con disabilità e dedicando particolare attenzione alle Zone sociali attualmente prive di tali presidi.

Entro l'anno, inoltre, gli Sportelli di Marsciano e Assisi diventeranno Centri antiviolenza grazie ad ulteriori risorse che ammontano rispettivamente a 36.800 euro e a 21.800 euro. Ulteriori 36mila euro verranno destinati allo Sportello di Marsciano per l’istituzione di un CUAV (Centro per Uomini Autori di Violenza) per uomini maltrattanti. Su quest'aspetto, è stato anche approvato anche lo schema del Protocollo d’intesa 'Zeus Perugia', proposto dalla Questura di Perugia. Un patto che prevede di affiancare all’ammonimento del Questore per stalking o violenza domestica la possibilità, per l’autore delle condotte, di accedere volontariamente a percorsi specialistici di responsabilizzazione e recupero da attivare in collaborazione con il futuro CUAV.

Altri fondi andranno poi allo Sportello di Umbertide, collegato al Centro antiviolenza di Città di Castello e a quello di Gualdo Cattaneo, presidio di prossimità a supporto del Centro antiviolenza di Foligno, sostenuti con 15mila euro ciascuno.

L'impegno per garantire l'autonomia economica

Nel Piano un capitolo importante riguarda l'autonomia economica con una dotazione di 71.400 euro che che verranno destinati all'Inps per finanziare il Reddito di Libertà. Un provvedimento che intende dare risposta a tutte le richieste pervenute e che, a causa dell'esaurimento dei fondi statali, non erano state evase. Sul fronte dell'accompagnamento al lavoro e della formazione, sono invece previsti ulteriori 50.100 euro.

Una rete capillare sul territorio

L'assessora Meloni ha sottolineato la volontà di rendere sempre più capillare la presenza della rete antiviolenza sul territorio. "Un presidio territoriale può rappresentare il primo spazio sicuro nel quale una donna trova ascolto, protezione e accompagnamento - ha affermato -. Rafforzare gli sportelli significa avvicinare i servizi anche alle aree più periferiche e contrastare l’isolamento che spesso rende ancora più difficile uscire dalla violenza".

Nel percorso di fuoriuscita dalla violenza garantire la capacità di autodeterminazione rimane centrale e, come spiegato dall'assessora, "senza indipendenza economica il rischio è che molte donne siano costrette a rimanere o a tornare in contesti violenti. Il Reddito di libertà, la formazione e l’accesso al lavoro sono quindi strumenti essenziali di emancipazione, non semplici misure assistenziali".

Il coinvolgimento di enti pubblici e terzo settore. Riparte l'Osservatorio regionale sulla violenza di genere

In sintonia con la volontà di creare una rete sempre più strutturata, la Regione emanerà un avviso pubblico regionale da 155.273,50 euro, rivolto a enti pubblici, associazioni ed enti del Terzo settore, per sostenere progetti di prevenzione e contrasto della violenza di genere e delle discriminazioni fondate sull’orientamento sessuale o sull’identità di genere.

Tra le principali novità anche la ricostituzione dell’Osservatorio regionale sulla violenza degli uomini contro le donne grazie a una dotazione di 10mila euro che andranno al Centro per le Pari opportunità, con il coinvolgimento dell’Agenzia Umbria Ricerche.

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Sara Costanzi
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